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1 dicembre 2011
Ci siamo! Esce domani
pomeriggio la riedizione di Brumantica. Eccovi il comunicato stampa di
Paolo “Crazy” Carnevale e le prima
recensione-intervista a cura di Luca Morzenti:
BRUMANTICA
IS BACK!
Forse è solo
una fantasia, ma scorrendo la lista degli ospiti che hanno contribuito
alla realizzazione di questo piccolo grande capolavoro del Ducoli e
ascoltandone il risultato, viene da pensare a uno studio di registrazione
piccolo e avvolto nella Bruma, quella stesa Bruma cantata con sentimento nel
brano che da il titolo al disco. Brumantica, è solo una delle tante idee
geniali scaturite dalla mente iperattiva e magnifica di Alessandro Ducoli,
l’idea che ci sia questa scienza che studia le brume e le nebbie è davvero
originale.
Il disco, che ha visto la luce nel 2005, è nato
dalla possibilità offerta a Ducoli dagli amici Paolo Filippi e Teo
Marchese del Cavò Studio, che gli proposero di registrare un disco
da loro usufruendo di quei mitici personaggi che popolavano lo studio, da Ellade Bandini ad Ares
Tavolazzi, Tino Tracanna, Sandro Gibellini e tutti gli altri. Il risultato è un prodotto
che a modo suo ha fatto epoca, per la sua immensa bontà, per i nomi coinvolti,
un disco di nicchia forse, ma con un fiero manipolo di sostenitori
appassionati. Nove canzoni ispirate alla terra, otto originali (Maddaluna, Blou, Brumantica
giusto per fare solo tre titoli) e una cover totalmente reinventata della
classica Canzone di Marinella del grande De Andrè.
Quello che forse aveva sempre penalizzato il disco
era il fatto che la voce del protagonista rimaneva sepolta dietro gli
arrangiamenti strumentali. Un peccato, perché la grandezza di Brumantica è
dovuta innanzitutto ai brani che il Ducoli e Mario Stivala avevano
composto per il disco. La voce istrionica del Ducoli e i suoi testi non ne
venivano fuori come avrebbero dovuto. Ecco perché, a cinque anni di distanza,
ci troviamo a riparlare di questo disco, che vede, anzi rivede la luce in una
versione aggiornata. Non una ristampa nuda e cruda, ma una cosa come quelle dei
grossi della musica, un “remaster” come si suol dire, con la voce portata avanti in modo da farci
apprezzare maggiormente i contenuti, senza per questo mettere in secondo piano
strumenti e arrangiamenti. E a convalida
del valore di Brumantica, ci sono anche tutti i brani originali in versione
duo, col Ducoli accompagnato solo dal piano di Andrej Kutov,
come sono stati eseguiti nei concerti degli ultimi anni. Qualche arrangiamento
cambia, ma la sostanza resta quella: Brumantica è un disco che va oltre. Oltre
tutto. E come extra bonus due demo, proprio come nei dischi dei fuoriclasse. E,
a dirla tutta, il Ducoli, a modo suo, è un fuoriclasse: se nel giro di
promozione del disco dovesse passare dalle vostre parti, non mancatelo!
Paolo Crazy Carnevale,
Bolzano 27 novembre 2011
Il disco che ha probabilmente rappresentato la
definitiva consacrazione artistica di Alessandro Ducoli viene ripresentato in
questa nuova edizione graficamente rinnovata, completamente rimasterizzata ed
arricchita con numerosi inediti.
La scaletta comprende alcuni dei brani che da tempo
sono entrati a far parte delle hits che più
caratterizzano le performance dal vivo del cantautore camuno - come “Un Piede
Nella Fossa, Quall’altro Sulla Vanga”, “Nebbia E
Sabbia”, “Tutta Colpa Sua” o “Perduta” - ma è sorprendente come a distanza di
anni questo lavoro non abbia perso minimamente la magia musicale che lo
caratterizza. Certo, con una simile équipe di musicisti sarebbe stato difficile
non ottenere un risultato meno che eccellente (ricordo che sul disco hanno
suonato Ellade Bandini,
Ares Tavolazzi, Alessandro Galati, Fabrizio Bosso e
Mario Stivala, ai quali si sono aggiunti Sandro Gibellini,
Tino Tracanna, Paolo Filippi e Teo Marchese e - per questa edizione - Andrey Kutov, Francesco Chebat e Valerio
Gaffurini), ma se la freschezza delle composizioni
risulta essere ancora intatta è proprio per merito di questi artisti che non si
sono limitati al compitino da turnista, ma hanno invece “sentito” le canzoni
facendosi coinvolgere anche nel processo compositivo, ed è magnifico ascoltarli
passare con imbarazzante naturalezza dal Jazz più soffuso e raffinato che
costituisce la base su cui poggia l’opera fino alla delicata malinconia di
“Lettera” od ai moderni ritmi di “Maddaluna”, per non
parlare della cover de “La Canzone Di Marinella”, dove si lanciano in una jam
memorabile che impreziosisce immensamente il voluto omaggio a Fabrizio De André
(ed a chi storcesse il naso sull’opportunità di questa scelta invito a leggere
Glen Faber, componimento in versi tratto dal libro La
vita non è acqua: più che un tributo, un gesto di infinito amore).
Nove brani originali rimasterizzati, otto inediti riarrangiati per pianoforte e voce e due inediti per
chitarra e voce: se tutte le riedizioni fossero così… Infinito.
Luca Morzenti, La Movida dicembre
2011
All’interno
della vasta e multiforme discografia di Alessandro Ducoli, l’album “Brumantica”
rappresenta probabilmente uno degli episodi più importanti, sia per l’allora
nuova direzione musicale presa dal percorso artistico del cantautore camuno,
sia per l’evidente qualità dovuta anche solo al livello assoluto dei musicisti
coinvolti. A distanza di sei anni il disco esce in una nuova versione,
rinnovata nei suoni ed arricchita con nuove, inedite tracce, come raccontatoci
dall’autore brenese.
Vogliamo
iniziare parlando dell’origine di “Brumantica”?
Il tutto nacque dal desiderio di ritornare a
lavorare con Mario Stivala dopo la conclusione del tour di “Taverne, Stamberghe,
Caverne”, in un periodo dove la Banda del Ducoli cominciava a mostrare qualche
segno di stanchezza ed in cui sentivo un po’ la mancanza della firma armonica
di Mario. Una volta ultimata una dozzina di brani - eravamo nel 2005 - ci
recammo al Cavò Studio di Paolo Filippi per la preproduzione,
dalla quale emersero i pezzi poi effettivamente finiti sul disco.
Un
disco che ha visto coinvolto un cast di musicisti a dir poco stellare…
Il desiderio di avere una sezione ritmica composta
da Ellade Bandini ed Ares Tavolazzi venne espresso quasi scherzando, e quindi lascio
immaginare la sorpresa del giorno dopo nel sapere che avevano accettato di
partecipare, perdipiù accompagnati da Alessandro
Galati! Una volta in studio il gruppo si allargò ulteriormente, anche in
maniera imprevista - come nel caso di
Fabrizio Bosso, che stava registrando un altro disco in una sala adiacente - e
dopo una prima giornata dedicata alle prove ed agli arrangiamenti incidemmo
tutto in diretta il giorno successivo, per poi impegnare un ulteriore giorno
all’editing: praticamente, in tre giorni era tutto finito.
Davvero
notevole!
Lavorare con simili professionisti è incredibile, e
non nascondo che inizialmente ci sentivamo un po’ in imbarazzo a condividere lo
studio con artisti di quel livello, con i quali però non ci fu nessun problema
per portare a termine le registrazioni.
Quali
furono le reazioni all’uscita del disco?
Sarebbe facile citare le critiche positive, anche
alla luce di un prodotto valido sia per la qualità dei brani che - lo ripeto -
per i grandi musicisti che contribuirono a realizzarlo. Piuttosto ricordo
alcuni commenti un po’ acidi riguardo alla partecipazione di artisti così
importanti, del tipo “chissà quanto li hai pagati”, come se fosse sufficiente
pagare uno strumentista perché la sua prestazione si riveli efficace: i ricordi
più belli di quei giorni in studio sono legati proprio all’entusiasmo, al coinvolgimento
di tutti nel progetto, e probabilmente fu per questo che la constatazione di
questa superficialità astiosa, di questi commenti ingrati rappresentò la
conseguenza più evidente ai miei occhi, anche solo per il fastidio che allora
mi procurava. Ciò non toglie che “Brumantica” resta uno dei lavori ai quali
sono maggiormente legato.
Per
quale motivo?
Soprattutto perché rappresenta il primo episodio di
una trilogia proseguita nel 2008 con “Artemisia Absinthium”
e conclusa lo scorso anno con “Piccoli Animaletti”, un progetto che mi ha
impegnato per cinque anni e che ha voluto toccare tre temi come la terra, la
botanica e la zoologia in un lungo processo compositivo.
Cosa ti
ha portato alla decisione di pubblicare una nuova versione dell’album?
Quando il disco uscì ero soddisfatto del risultato,
ma a distanza di qualche anno certe scelte non mi sembravano più così efficaci:
da qui la decisione di intervenire sui brani dando maggior rilievo alle parti
vocali rispetto alla prima edizione, dove erano gli strumenti ad avere
un’evidenza più rilevante.
Quindi
hai operato in fase di remixaggio?
Non solo. La canzone “Un Piede Nella Fossa, L’Altro
Sulla Vanga” compare in una versione diversa dall’originale, una take inedita a
suo tempo accantonata e dove il cantato è maggiormente orientato verso il ritmo
piuttosto che verso l’interpretazione, mentre in “Lettera” sono state reincise
le parti di voce e di pianoforte, in questo caso suonato da Francesco Chebat. Il CD contiene inoltre tutte le tracce - ad
eccezione della cover di Fabrizio De André - in una versione voce/pianoforte,
dove vengo affiancato da Andrey Kutov, e due brani
(“Perduta” e “Maddaluna”) cantati con il solo
accompagnamento della chitarra di Mario Stivala, il tutto con una nuovo
packaging che include un libretto contenente testi, credits
e foto delle sessions di registrazione.
Chi ha
curato la parte tecnica?
Ovviamente Paolo Filippi e Teo Marchese del Cavò
Studio, ai quali si è aggiunto Valerio Gaffurini per
quanto riguarda le tracce inedite.
A
proposito di progetti: stai lavorando a qualcosa di nuovo?
Quest’anno sono stato molto impegnato sul fronte
live con i Lupita’s Project, la nuova formazione per
la quale stanno prendendo forma nuovi pezzi che probabilmente andranno a finire
su un album di prossima pubblicazione. Con il progetto Ducoli, invece, è già
pronto il nuovo disco intitolato “Sandropiteco”, che
dovrebbe vedere la luce fra qualche mese.
Cosa
puoi anticiparci del nuovo lavoro?
È il primo disco completamente mio, nel senso che
oltre alle liriche mi sono occupato anche delle parti musicali e della
produzione. Sarà un album poliedrico, dai contenuti estremamente assortiti, e
del quale sono davvero soddisfatto.
Quando
e dove verrà presentata la nuova edizione di “Brumantica”?
Le date di presentazione sono state fissate il 17
Dicembre all’Upupa di Breno ed il 18 Dicembre al Caffè Letterario di Brescia.
Non
sempre una reissue si rivela all’altezza delle
aspettative, limitandosi ad una semplice rivisitazione sonora magari con
l’inserimento di un paio di novità (tipo le spesso orribili Demo Version…). Nel
caso della versione 2012 di “Brumantica” sono invece gli inediti a farla da
padrone, caratteristica che rende questo disco stuzzicante sia per chi già
possiede la versione originale, sia per chi vuole semplicemente avvicinarsi ad
un grande album di musica italiana.
INOLTRE… ALTRE
NEWS, MA PROCEDIAMO, COME ORMAI D’ABIUTUDINE, PER PUNTI:
1.
Brumantica
verrà presentato in diversi concerti previsti per
dicembre, gennaio e febbraio. Ad accompagnare il Ducoli in questi live ci
saranno Valerio Gaffurini (piano e organo), Matteo
Cossu (basso) e Mirko Spreafico
(percussioni) … sarà mica che rivedremo presto i Bartolino’s
di nuovo in azione…? Il disco sarà disponibile on-line o lo potrete trovare al Disco Story di Darfo Bario Terme
(BS) e ad Altri Suoni di Bolzano.
2.
È uscito
il primo video ufficiale di Cletus Cobb, il fratello maleducato del Ducoli, realizzato in
veste Lupita’s Project. Quasi con
inconfondibile presunzione è stata scelta la canzone Like a Rolling Stones, dal disco I leave my
place to the Bitches.
La regia è stata curata da Bastiano Zichi e
dallo stesso Cletus. Nel frattempo i Lupita’s hanno lasciato trapelare che a marzo potrebbe
uscire il loro primo disco ufficiale, il cui titolo dovrebbe essere I Never Shot An Indie…attualmente
in fase di registrazione.
http://www.youtube.com/watch?v=LQt-ngnFlAY
Buona
visione!!!!!!!!!!!!!!!
3.
Altre
cose… varie ma non del tutto ufficiali.
30 ottobre 2011
PROCEDIAMO PER PUNTI:
4.
Uscirà
ufficialmente il 17 dicembre prossimo la riedizione 2011 di Brumantica (dovrebbe essere già disponibile dai
primi di dicembre). Il cd è stato prodotto dal Ducoli e da Paolo Filippi
e Teo Marchese del Cavò Studio di Bergamo; contiene, oltre alla
versione remixata e rimasterizzata della prima edizione, una versione acustica
in duo con Andrey Kutov prodotta da Valerio
Gaffurini, due alternative takes
prodotte da Mario Stivala. Sono previsti diversi concerti di promozione
del lavoro, a cominciare quello del 17 dicembre al Pub Upupa delle Balote di Breno (BS), con aperitivo incontro
con il Ducoli già dal pomeriggio presso il Disco Story di Darfo
Boario Terme (BS). Come ormai d’abitudine, a parlarci in anteprima delle
uscite discografiche del Ducoli, ci pensa il Dutchman:
(…)
Ducoli:
vietato ai maschi tirchi maggiori di 18 anni. Ormai
dell'Italia non mi stupisce più niente. Nemmeno l'assoluta indifferenza di cui
“godono” le scorribande lirico-melodiche del Ducoli. Ieri mi ha mandato l'advanced della riedizione di Brumantica, dice che uscirà
a fine dicembre. Gli ho chiesto se ce n'era bisogno e lui mi ha semplicemente
risposto: «No.» Allora gli ho chiesto il perché, e lui mi ha risposto: «Ho
finito le copie, mille.» Gli ho detto: «Ma ci sono voluti cinque anni per
vendere mille magre copie di quell'autentico capolavoro!?» Mi ha risposto: «Per
regalarli tutti! O quasi. E ci sarebbe bastato anche meno se non mi davo un
minimo di contegno emotivo.» Gli ho
chiesto perché continua ad ostinarsi in questo ruolo del Borderline a
priori… poi gli ho chiesto anche perché non si cerca un management… e perché
non ha fatto alcuna promozione di un disco che meritava, forse, molto di più.
Mi ha detto di averci provato: «Più di 200 copie buttate nel cesso… se li
regalavo a qualche fanciulla era meglio. Risparmiavo anche i soldi del
francobollo, e ci potevo ricavare almeno qualche piccolo bacio... se non un
sacco di altre cose. Regalare dischi non rende ricchi, ma arricchisce il
bagaglio di esperienze personali. E non è difficile scegliere a chi regalarli:
le ragazze senza distinzione di casta, comprese le stronze; i maschi, senza
considerare gli under 18 che comunque non c'hanno mai una lira, devi solo
evitare i tirchi, perché non ti pagano nemmeno una birra, non ti offrono
nemmeno un Toscano... nemmeno se glielo chiedi. Alla faccia del cameratismo.»
Non credo più a niente di quello che mi racconta il
Ducoli, ma quello che racconta questo disco, scritto insieme al suo compare
Mario Stivala, sono un sacco di cose. È un disco prezioso, e suonato da
musicisti ancora più preziosi, che hanno saputo cogliere perfettamente lo spirito
letterario che accompagna il lirismo assoluto del Ducoli. Lasciatevi cullare
dal pianoforte di Alessandro Galati, dalla ritmica di Ellade
Bandini e Ares Tavolazzi,
dalla tromba di Fabrizio Bosso, dalla chitarra di Sandro Gibellini,
dal sassofono di Tino Tracanna, e da tutto il resto. Non abbiate timori!
Brumantica è un disco suonato da gente importante, che ha saputo capire
l'importanza di queste canzoni.
PS. Se avete occasione di incontrare il Ducoli,
ricordategli che con tutte le recensioni che gli ho fatto, non mi ha mai pagato
nemmeno una birra, figuriamoci un Toscano… so che non è tirchio, è solo un poco
distratto, ricordateglielo.
(…)
(Maximillian Dutchman. RockFiles
n. 01. Porto, 8 ottobre 2011)
5.
Uscirà i
primi di dicembre la compilation curata dal Bepi
per aiutare Renato Visinoni intitolata Io
so camminare (artisti bergamaschi, bresciani, milanesi e cremaschi insieme
per Renato). Verrà presentato il 24 dicembre al Live Club di Trezzo sull’Adda e
saranno presenti molti degli artisti che hanno dato vita alla compilation (Cristina
Donà, Luf, Folkstone, Robi Zonca, Charlie Cinelli, Luciano
Ravasio, Caponord,
Stefano Galli, Pa & Ansia, Dr.
Faust and The Coffee House Brothers, Italian Farmer e Ettore
Giuradei, Lissander
Brasca, Fraulein Rottermaier,
Teo e le Veline Grasse). Ecco cosa è riportato sul volantino di
presentazione del progetto:
Da un’idea del Bepi nasce
questo progetto musicale per aiutare Renato Visinoni
(leggi sul retro la sua storia). Un CD che non vuole essere solo “buono”, visto
che tutto il ricavato andrà all’ Associazione Aiutiamo Renato, ma anche bello
da ascoltare: mai prima d’ora s’era riusciti ad unire in un unico CD 17 tra gli
artisti più rappresentativi delle rispettive province. Molti brani sono
inediti, alcuni scritti addirittura per l’occasione! Nessuno ha voluto un euro…
(…)
Ciao. Mi chiamo Renato Visinoni.
Sono nato ad Aarau in Svizzera il 14 maggio 1962 e
sono cresciuto a Giubiasco (Svizzera) dove ho vissuto
fi no ai trent’anni. In seguito mi sono trasferito con i miei genitori a
Rovetta (Bergamo) dove ho aperto un bar con mio fratello tredici anni fa, dopo
aver esercitato varie professioni (venditore, salumiere, pizzaiolo) perché non
riuscivo a trovare un impiego come elettrauto, il mestiere che avevo imparato
quando ancora abitavo in Ticino. Trent’anni fa sono stato vittima di un
gravissimo incidente stradale ed i medici dovettero asportarmi la milza a causa
dell’estesa emorragia interna. Ho comunque vissuto serenamente fi no alla notte
del 23 dicembre 2009. Ero con la mia compagna. Ricordo che stavamo
preparando biscotti in un clima di gioia
quando mi sono sentito poco bene e la febbre ha iniziato a salire. Alla mattina
del 24 dicembre ho chiamato la guardia medica che ha ritenuto non opportuno
visitarmi. A suo parere si trattava di una semplice influenza. Dodici ore dopo
ero già in coma, intubato ed in fi n di vita all’Ospedale. Diagnosi: choc
settico. Un batterio, un banale streptococco, si era intrufolato nel mio
organismo causandomi una grave setticemia. Probabilmente avrei potuto evitare
il tutto se fossi stato a conoscenza dell’esistenza di un vaccino preventivo
per le persone senza milza, che riduce la possibilità di essere colpiti da questi
batteri. Nessuno, purtroppo, me ne aveva mai parlato. Ho lottato tra la vita e
la morte per molti giorni. I medici dissero ai miei cari che avevo pochissime
speranze di sopravvivenza, eppure sono riuscito a superare il gravissimo stato.
Ma ad un altissimo prezzo: ho dovuto dare il consenso per l’amputazione di mani
e piedi perché necrotizzati. Ciò nonostante sono ancora al mondo e contento di
esserci malgrado la grave menomazione che mi accompagnerà per il resto dei miei
giorni. Sono felice di ciò che sono riuscito a fare sino ad ora, ma il percorso
è ancora lungo. Devo imparare a gestire quattro protesi…. Chi entra nel mondo
protesico ci resta a vita: le protesi necessitano di revisioni e sostituzioni
frequenti. Il tutto, ovviamente, ha dei costi elevati!!! La mia esistenza è
totalmente stravolta, ma per assurdo, grazie anche a chi mi è vicino, mi
ritengo fortunato ad essere ancora vivo! Questa è la mia storia. Nessuno sa
cosa la vita può riservare, ma l’importante è trovare sempre la forza di
lottare per avere un’esistenza dignitosa nonostante le difficoltà.
(…)
6.
È uscita
la riedizione di Cromo Inverso, il disco
di Mané
di cui il Ducoli è autore dei testi. Il disco è stato rimasterizzato e
contiene, oltre a ricche alternative takes,
un’anticipazione di Clock Work Orangina, il nuovo disco di Mané la cui uscita è prevista per il prossimo febbraio.
Seguitelo nei suoi concerti!!!!
(…)
Parte da Roma il “Radioclock
Tour” di Mané Attivo da quasi quindici anni sulla
scena electropop italiana, l'artista porta in
concerto il meglio del repertorio realizzato dal 2005 ad oggi, tra cui l'album
cult “Cromo Inverso”, rivisitato e rimasterizzato per l'occasione, con
alcune nuove versioni dei brani del disco con in più una vera perla:
l'anticipazione di una canzone inedita intitolata “Pianeta luna” che fa
parte del prossimo disco in uscita ad aprile 2012.
Durante le serate 2011 verranno comunque presentate
in anteprima alcune delle nuove canzoni del nuovo disco “Clockwork
Orangina”, e non mancherà il singolo “Rolls
royce” che - ricordiamo - ha occupato la quinta
posizione della classifica di Radiostore Italia
Network della top 20 nel 2010. Anche se la punta di diamante sarà l'annunciato
duetto con Ivan Cattaneo. Fino alla fine dell'anno Mané
si esibirà live accompagnato dal suo service di fiducia e dalla sua tastiera
elettronica, la “Sandy”! Il tour procederà poi un po' per tutta la
penisola facendo tappa anche in locali storici come “Le Scimmie” di Milano.
Pierangelo Manenti, in arte Mané, cantautore
elettronico, electronic music producer e compositore,
nasce a Brescia il 2 giugno 1976 e attualmente risiede a Provaglio d'Iseo, in
Franciacorta. Inizia a sviluppare la sua passione musicale a 8 anni e si
iscrive all’accademia musicale “Tadini” di Lovere, dove frequenta per cinque
anni il corso di pianoforte. Scrive la sua prima canzone a 10 anni. Già membro
di vari complessi pop-rock, nel 1995 produce il suo primo demo allo Scorpions Studio di Brescia.Nel
2000 produce il secondo demo all'Arki
Studio di Paratico e nello stesso anno partecipa alle selezioni
dell'accademia di San Remo aggiudicandosi il primo posto regionale. Nello
stesso anno vince il primo premio della critica al Controfestival
di Calstel Leone. Nel 2002 partecipa nuovamente al
Festival di Castel Leone aggiudicandosi il premio della critica. Nel 2004
comincia a pensare alla realizzazione di "Cromo Inverso" che
concretizza nel settembre del 2005.
Cromo Inverso è il suo primo vero disco. Sempre nel
2005 è tra i finalisti del Festival delle Arti di Bologna. Nel 2006 Mané è ospite di Percorsi Musicali Bergamaschi e apre il
concerto di Ivan Cattaneo. Partecipa poi, sempre come ospite, al Future Live
Music Concert dedicato a parte della nuova musica elettronica, oltre che ospite
della manifestazione Art Around the Rock. Escono poi
delle buone recensioni sul disco Cromoinverso tra cui
quella di Salvatore Esposito della rivista musicale Jam.
“Cromo Inverso” venderà nel primo anno
dall'uscita 400 copie, un piccolo miracolo per una produzione indipendente.
Il 2007 vede Manè come
ospite di Nistoc nella serata dedicata
all'elettronica. Questa sarà anche l'ultima data del semitour
organizzato per il disco Cromoinverso. A novembre
esce Bang Bang, album dei DeeJay emergenti Control-C,
dove Mané partecipa al progetto come autore e
interprete per la canzone “Io No”, pezzo di chiusura del disco. Il disco
toccherà il primo posto nella classifica di IDN Europa. Il pezzo resterà primo
in classifica in Austria per un mese. Attualmente Mané
sta ultimando il nuovo disco “Clockwork
Orangina”, prodotto alla Factory-Studios
con la partecipazione di Valerio Gaffurini e
di Alessandro Ducoli nella produzione artistica. Dopo tre anni di
silenzio forzato per problemi di salute nel 2010 Mané
pubblica “RadioWave fm10” per
festeggiare i suoi primi dieci anni da cantautore. Nel mese di febbraio il
singolo di “Rolls Royce”
occupa la quinta posizione della classifica nazionale di Radio Store Italia, davanti ad artisti come Ligabue e Vasco
Rossi: un piccolo miracolo per un artista di nicchia come Manè.
(…)
(Liberazione 29 ottobre 2011)
7.
Sembra
che i Lupita’s Project siano pronti per
le registrazioni di Sex Me, il nuovo disco di Cletus
Cobb. Non si sa nulla di più ma nel frattempo non
perdetevi i loro live perché si vociferano cosa inaudite!!!!
8.
L’uscita
di Sandropiteco è slittata alla primavera
prossima. Uscirà in allegato al nuovo libro di Alberto Terrile, il fotografo
Genovese con cui il Ducoli collabora dallo scorso anno. Verrà anticipato
dall’uscita del video di Lo strano concetto di Alice, girato da Marzio Mirabella al castello della Coronata di
Genova insieme a un gruppo di amici da non perdere!!!!!
9.
Anche Lo
sbarco in Lombardia vedrà la luce nella prossima primavera…
10.
Un saluto
a Marco Simoncelli… quando se ne va un Rocker la chitarra suona
solo cose tristi!
18 agosto 2011
Dovete perdonarmi se è passata
praticamente l’intera estate prima di darvi qualche nuova notizia. Ma il Ducolo, prima di congedarmi, ieri, con tutti gli
aggiornamenti possibili mi ha detto queste parole: “Fai tu. Nel mio cervello c’è solo il puré … è
credo anche che sia avariato”. Poco male, nessuna novità, almeno da questo
punto di vista.
Vi riporterò per punti le news
e gli aggiornamenti del caso….
1.
SANDROPITECO. Il disco è finito! Non si sa
quando esce, ma si sa che il Ducolo e Alberto Terrile, straordinario
fotografo con cui il Duolo collabora ad un progetto foto-discografico
interamente dedicato a Lewis Carrol, hanno previsto l’uscita
del lavoro per la prossima primavera! Questo è quanto. Forse quest’inverno
verrà realizzato un video della song Sandropiteco (a cura di Andrea Cominoli),
che dovrebbe anticipare l’intero progetto. Comunque, per quanto attiene il
disco (spero di potervi pubblicare il download di almeno un brano nella
prossima news), hanno suonato, insieme al Ducolo,
l’ormai consolidato compagno di viaggio Valerio Gaffurini
(vero deus ex machina?), e la sezione
ritmica Paolo Legramandi e Teo Marchese.
2.
BRUMANTICA
2011. Sembra che
sia imminente l’uscita della riedizione di Brumantica!
Il Ducolo e Paolo Filippi del Cavò Studio hanno infatti ultimato la
revisione del disco più acclamato del Ducoli. La nuova riedizione, oltre
al re-mastering, re-mixing e re-pipping,
includerà una versione interamente acustica che riporta la rivisitazione acustiva di tutte le canzoni del disco, come proposto in
oltre cinque anni di concerti con il pianista Andrey Kutov.
Inoltre saranno presenti alcune versioni dub!!!! curate da Teo Marchese.Insomma… una super re-edition!!!!!
3.
PIANETA
ROSSO. Il
nuovo disco di Mauro Tononi è uscito da ormai una paio di mesi e sta
raccogliendo consensi a iosa, e non solo nell’universo MOTOGP… A settembre il Ducoli
sarà ospite di Mauro in una doppia avventura-concerto a Tavullia
(2 settembre) e Pesaro (3 settembre) in occasione della presentazione
del film Febbre Gialla, dedicato ai fans di Valentino Rossi.
Leggi sotto…
4.
L’INFINITO
E’ SEMPLICE. Il
disco d’esordio di Alice Quarteroni, L’infinito è semplice, scritto dal Ducoli
in collaborazione con l’immancabile Valerio Gaffurini
e il chitarrista Christian Codenotti, riscuote
consensi e lodi!!!! Leggi sotto…
5.
QUART
DE LUNA. La Selvaggi Band, che ha chiesto al
Ducoli di partecipare ai testi del suo nuovo disco sta spopolando nei concerti
estivi della provincia di Brescia e dintorni. Il Ducoli dice: “Sono più Selvaggi di me… è un onore aver
scritto qualche testo per loro. Una vera e propria legittimazione!”. Leggi
sotto…
6.
LO
SBARCO IN LOMBARDIA. Il
disco “edile” del Ducoli e di Andrey Kutov è pronto per essere registrato! Non so cosa
stia succedendo… ho visto una copertina stratosferica realizzata nientemeno che
da Luca Arru
e ho sentito qualcosa della preproduzione. Che dire…
un martello pneumatico! Credo che uscirà a febbraio ma non so niente di più
perché il Ducolo quando parla del suo passato
edile si commuove e si chiude a “riccio”!
7.
BIOCOSMOPOLITAN. Boris sta spaccando il … a tutti. Il disco che ha realizzato con il Ducolo
è uno dei più acclamati nell’enturage jazz di
quest’anno (leggete alcune recensioni qui sotto), e dopo concerti alle più
diverse latitudini del mondo (dal Brasile alla Russia, passando
per Fino del Monte), approderà a New York nella prima metà di
settembre, dove verrà presentato in diversi locali della “Grande Mela”,
compreso lo storico 55-BAR!!!!!
8.
LUPITA’S
PROJECT. Non si mai
nulla delle follie del Ducolo, figuriamoci
quelle di suo fratello. Pare però che il Cobb
sarà con loro in studio ad ottobre per la realizzazione del disco SEX ME.
Non so niente altro, tutto è molto nebuloso…
9.
CLOCKWORK
ORANGINA. Il
nuovo disco di Mané
è ormai completato. Verrà presentato il 23 settembre prossimo, o qualche giorno
dopo (informatevi sul sito di Mané perché ci
ho capito meno di voi). Il Ducolo mi ha detto:
“C’è voluto un po’ ma era necessario. I
maleducati avranno pane per i loro denti!”.
Quello è dimenticato è colpa
del Ducoli… sorry. See you…
PRESENTAZIONI!?!?!?!?!?!?!?!??!?!?!?!?!
SELVAGGI BAND-QUART DE LUNA (Disponibile anche in Digital Download)
Attivi da vent'anni sulla scena
folk-rock bresciana, la “Selvaggi Band” si ispira alla canzone d'autore
dialettale italiana, sia nelle sua forme più elevate che in quelle più guascone
e scanzonate. Nelle loro canzoni si possono trovare riferimenti alla scuola
milanese dei primi anni sessanta (Jannacci, Gaber, Svampa, Medici), ma anche
alle più recenti forme della canzone dialettale dei bresciani Cinelli e
dell'orobico Van De Sfroos. Piccoli episodi in forma
di musica e parole, a costruire una storia che partendo dalla “Valle del ferro”,
la Val Trompia, si spostano continuamente di latitudine per raccontare follie e
romanticherie di personaggi e luoghi non sempre comuni. In questi ultimi anni
li ho seguiti spesso nell'ambito della kermesse bresciana Goy
de cöntala, a cui tra l'altro hanno sempre regalato
grandi canzoni, e un loro nuovo disco di loro canzoni era comunque la cosa più
attesa.
Il secondo lavoro discografico
della Selvaggi Band segue il fortunato disco d'esordio En dialèt,
rafforzandosi con collaborazioni di assoluto livello con l'Enrico Mantovani,
Alessandro Ducoli, Valerio Gaffurini, Paolo Costola,
Enrico Catena, Alberto Pavesi e Christian Rocco. Quàrt
del Lüna è un lavoro completo, che segna un loro
concreto salto di qualità, in cui gli schemi classici del folk-rock sono
arricchiti dall'utilizzo di strumenti etnici e di ricerca sonora quali il baghèt, l'ocarina, i flauti, il mandolino e il ciarango. La
Selvaggi Band sta promuovendo le proprie canzoni esibendosi dal vivo nei più
svariati contesti. Forti delle collaborazioni live con personaggi quali Davide
Van de Sfroos, i Luf,
Charlie e Alessandro Ducoli, propongono un Live Act
di sicuro impatto emotivo, colorato da suoni e ritmi coinvolgenti.
MAURO TONONI-PIANETA ROSSO (Disponibile anche in Digital Download)
Dal successo della performance
nella festa del Fan Club del pilota di Tavullia, fino alla partecipazione con
lo stesso Valentino al Chiambretti Night, Mauro Tononi
presenta il suo secondo album i cui contenuti celebrano la nuova avventura del
pluricampione del mondo in sella alla gloriosa Ducati.
Il periodo seguente l’uscita
di “46 Volte Uno” ha mostrato una costante crescita di Mauro Tononi, l’artista di Corte Franca ormai universalmente
riconosciuto come l’imitatore ufficiale di Valentino Rossi. Dal successo della
performance inserita nella festa del Fan Club del pilota di Tavullia, fino alla
partecipazione in tandem (o sarebbe meglio dire “in sidecar”?) proprio con
Valentino al Chiambretti Night, Mauro Tononi ha
seguito un percorso sfociato in questo secondo album, che comprende alcuni dei
brani già contenuti nel disco precedente unitamente a nuove canzoni, i cui
contenuti celebrano la nuova avventura del pluricampione del mondo in sella
alla Ducati, marchio simbolo del motociclismo italiano e mondiale. Già dall’opener “Valieno” è chiara la
voglia di divertirsi e di suonare senza prendersi troppo sul serio, ma
altrettanto evidente è l’evoluzione delle composizioni, più mature ed inserite
in un contesto meno “leggero” rispetto all’esordio, a cominciare dalla confezione
corredata da uno splendido libretto. Infine, un accenno ai videoclips. Dal mese
di Febbraio è visionabile su YouTube l’accoppiata “Desmocucciolo/A Spasso Per Il Borgo”, video girati nella
sede della Ducati Brescia il primo ed a Borgo Panigale il secondo (in una
fredda e nevosa notte di Gennaio…), ed a breve verrà pubblicato il video di “Valieno”, con un Mauro Tononi
protagonista in sella ad alcuni dei più bei modelli della storia Ducati.
ALICE QUARTERONI – L’INFINITO E’ SEMPLICE (Disponibile anche in Digital Download)
L’Infinito è semplice è il
disco d’esordio di Alice Quarteroni, vero e proprio astro nascente della musica
italiana. Sono stati gli stessi autori Christian Codenotti,
Alessandro Ducoli e Valerio Gaffurini, a sceglierla
come voce e anima di un disco di nove canzoni in cui il romanticismo è il vero
e unico filo conduttore. Un concept album dove, il
risultato finale da ragione ad ognuna delle scelte fatte, anche per quanto
riguarda i suoni e gli arrangiamenti che, accanto alla necessità di mantenere
un certo appeal radiofonico, non hanno trascurato ricerca e cura dei dettagli.
Ed è proprio la voce di Alice, il dettaglio più cercato, è l’esatta quadratura
del cerchio: forte e intensa, calda.
MANE’ – CLOCKWORK ORANGINA (Presto disponibile anche in Digital Download)
Icona vera della scena elektro-pop italiana, Mané ci
regala un altro capitolo illuminato delle sue cupe ed ambigue atmosfere sonore.
Clockwork Orangina segue a distanza di cinque anni il
vero e proprio cult-album Chromo Inverso, aggiungendo
ai temi romantico-lirici tipici dell’autore bresciano nuova ed autentica linfa
vitale. Un lavoro di canzoni che, prendendo quasi solo apparentemente spunto
dal capolavoro Arancia Meccanica (A ClockWork
Orange), segna l’ennesimo punto a favore di un personaggio che non finisce mai
di stupire.
Ad accompagnare Mané ci sono i suoi abituali compagni di viaggio Valerio Gaffurini e Alessandro Ducoli. Un team che meriterebbe
davvero una più adeguata visibilità ma che, come afferma lo stesso Mané, si muove orgogliosamente nell’underground musicale,
unico vero luogo in grado di mantenere libera ogni forma di espressione. A questo punto non ci resta che seguirlo nei
suoi elektro-pop concerti, accompagnato da
marchingegni elettronici e dalla meravigliosa chitarrista Sandra Stefanoni.
26 giugno 2011
Prima di tutto, un ricordo ed
un pensiero alle straordinarie emozioni regalateci da Big Man...
nessun’altra parola.
Sono usciti L’infinito è
semplice, Quart de lüna e Pianeta rosso.
A breve nella pagina CD-Grafy le rispettive pagine… keep on rockin’!!!!!!!!!
Altre succose news,
riguardanti sia Sandropiteco che Lo sbarco
in Lombardia, ma attenzione, una succosa riedizione di Brumantica di
cui il Ducoli non mi ha detto null’altro se non un remastering
e l’aggiunta di alcune versioni alternative, saranno presto on line.
Bicosmopolitan continua a ricevere consensi:
The
polyphonic vocal expertise of Italian artist Boris Savoldelli
alters implications for the proverbial one-man band format. Although he
receives assistance from revered session bassist/solo artist Jimmy Haslip, and some additional help from trumpeter Paolo Fresu—both appearing on selected tracks—it is Savoldelli who propagates the mesmeric performances. The
vocalist uses electronics and voice overlays, and abides by a strong rhythmic
process throughout Biocosmopolitan's sixteen pieces,
spanning one to four minutes in length. He also benefits by possessing near
perfect diction and a resonating pop-rock voice. Essentially, the album
contains a succession of amalgamated themes and novel approaches.
Less
experimental from an avant-garde perspective than Protoplasmic (MoonJune, 2009) (with guitar pioneer Elliott Sharp), Biocosmopolitan features numerous pop sensibilities via the
artist's choral soundscapes, executed in various registers. Savoldelli
fuses cheery and snappy grooves into the mix, and also inserts cartoonish
sounds and lyric-less voice arrangements into memorable hooks. Haslip's impossibly fast bass runs on the title track
anchor a soul-stirring vibe, while "Kerouac in New York City" is
given jazzy overtones with Fresu's bronze-toned
lines. Savoldelli articulates an imaginary world that
intimates some sort of techno-heavy dreamland, but tempers the program during
"Biocosmo," featuring his echoing acoustic
piano work and sensitive balladry, while invoking a sense of loneliness.
The
album includes two bonus tracks, one of which is a cover of Jimi Hendrix's
"Crosstown Traffic." Salvoldelli closes out
the proceedings with "Closin' Theme," with
an English narration of the album credits atop a '50s-like doo-wop motif.
Multifaceted and immensely talented, Salvoldelli
elevates the singer-songwriter model into a nouveau cosmic delight.
(Glenn Astarita, All About
Jazz, maggio 2011)
21 aprile 2011
Il ricco calendario live,
comprese anche le date con gli ormai consolidati Lupita’s
Project, non interrompono le produzioni di quel malato del Ducolo. È uscito infatti, in edizione segretissima,
il libercolo Stai Comodo che, sottoposto a dura rilettura censoria
(qualche anno fa gli “aforismi” caustici del Ducoli gli avevano creato un poco
di problemi), è stato stampato in 40 sole copie che non ho ancora capito che
destino avranno (il Ducoli si è censurato anche i pensieri e mi dice le cose a
singhiozzi). Comunque vi terrò aggiornati se succede qualcosa.
Tra maggio e giugno usciranno
rispettivamente L’infinito è semplice, Quart de lüna
e Pianeta rosso.
Il primo lavoro segna
l’esordio discografico di Alice Quarteroni, talentuosa voce che ha
interpretato nove brani scritti dal Ducoli (testi) e da Valerio Gaffurini e Christian Codenotti
(musiche). Quart de luna è invece il secondo disco della Selvaggi Band
in cui il Ducoli compare come coautore di alcuni testi. Il terzo album segna
invece il ritorno di Mauro Tononi ad un anno
dall’uscita di 46 volte uno. A breve vi metterò on line, file e
informazioni più dettagliate.
Bicosmopolitan continua a ricevere consensi
e, dopo il concerto di San Paolo!!!! In Brasile, Boris Savoldelli ha in programma una
nuova serie di concerti in Russia. Nel frattempo continuano ad uscire
recensioni entusiasmate:
La vena ironica sottile, stesa su un
piano armonico inclinato da pendenze ora jazz, ora spudoratamente urbane (nel
senso più nero del termine), poi lievemente avanguardiste e poi, solo poi,
semplicemente pop, è il marchio di fabbrica di uno dei migliori vocalist
attualmente in circolazione nel Vecchio Continente.
Boris Savoldelli non tradisce le
attese, ad appena due anni dall'ottimo "Protoplasmic"
- opera nella quale la fusione tra voce e musica continuava un percorso segnato
dall'opera prima "Insanology" - e lo fa
riscoprendo un'attitudine pop per un suono che resta comunque una sfida
avvincente, un conglomerato sonoro in cui elementi contrastanti si fondono
creando una sola, accattivante melodia.
Il linguaggio alla fin fine semplice
(pregio dei pregi!) di un artista simile, è frutto di un lessico le cui regole
- se ce ne sono - sono parafrasi sottaciute, vaghi ricordi di una grammatica
che appartiene e interessa ad altri. Non a lui.
Ritmiche totalmente affidate alla voce
si alternano a ospiti d'eccezione, quali ad esempio l'ottimo Paolo Fresu ("Concrete Clima" e "Kerouac In New
York City"), le cui digressioni fusion con tromba e flugelhorn
regalano a "Biocosmopolitan" quella
dimensione notturna con la quale Savoldelli sembra giocare grazie a un abile
fraseggio - suo vero e proprio marchio di fabbrica - che si sviluppa a strati
senza che uno di questi prevalga sull'altro.
L'apporto di una leggenda come Jimmy Haslip nella title track ha, di contro, il potere di rubare la scena a una
melodia vocale intessuta su trame blues e il cui dinamismo ricorda da vicino il
debutto: quell'"Insanology" che aveva
destato l'interesse di una certa critica che avrebbe poi fornito la spinta
giusta a un ragazzo bresciano dall'aria innocua e l'ugola micidiale.
Se usciamo dall'ambito tecnico per un
attimo, tra i pregi di Savoldelli c'è sicuramente quello di non prendersi
troppo sul serio, di mettere piede in un'estetica surrealista, salvo poi
saltare a piè pari in ambiti familiari a nomi come quello del Bobby McFerrin di "Hush", nel
quale, a loro volta, le radici classiche si piegavano a un talento puro,
folgorante, immediatamente riconoscibile. Savoldelli riparte da quelle
coordinate per attuare e fare proprio un dinamismo esteticamente jazz ma
quantitativamente "altro". "Altro" dal semplice canto a
cappella, "altro" dalle semplici frenesie avanguardiste,
"altro" dai canoni di una forma-canzone che su "Biocosmopolitan" non ha dimora e della quale,
certamente, non si sente la mancanza.
Il contrasto tra melodia e
sperimentazione rende l'album dell'uomo voice orchestra una perla rara in un
ambito, quello dell'avanguardia, perennemente sbilanciato da una parte o
dall'altra, ma che raramente riesce a stabilire un equilibrio su cui costruire
ciò che per definizione "raggiunge prima degli altri".
Viene da sorridere nell'ascoltare
l'azzeccatissima cover di "Crosstown Traffic" di hendrixiana
memoria. Viene da sorridere perché la musica, per come la vede Savoldelli, è un
affare fortemente e inesorabilmente serio.
(Alex Franquelli, Ondarock aprile 2011)
Au sens premier
du terme, Boris Salvodelli
propose une musique progressive en choisissant de présenter un album
essentiellement orienté autour du chant,
presque exclusivement composé de voix. En évitant le cliché de la chorale à
Entre chant Gospel rythmé et chorale lyrique plus linéaire, ce chanteur décidément impressionnant (du chant éraillé jazzy
à la plus douce mélodie
vocale) a su trouver un équilibre
idéal rendant sa musique authentique mais également très accessible. La structure rythmique et mélodique de chaque titre se compose de B-Box et souvent
de scat comme sur la jazzy
"The Discordia" au chant plus engagé mais toujours optimiste.
Partageant son chant entre anglais
et italien, parfois au sein d'un même titre comme sur "The Miss
Kiss", un des meilleurs moment de l'album qu'un Buddy Holly n'aurait pas renié (même la trompette est jouée avec la bouche), notre chanteur propose une musique jamais
lassante malgré l'absence d'instruments.
Absence
n'est pas le terme le plus approprié puisque sur certains morceaux,
on entend ponctuellement une basse véloce
par exemple qui réhausse le
côté Jazzy d'un "Biocosmopolitan"
(brillantissime et en écoute
ici) en proposant un solo brillant suivi d'une jam sur fond de chœurs hypnotiques, ou une trompette
qui se promène sur le chant
italien du très latino "Concrete Clima"
et sur "Kerouac In New York City", sorte de Doo Wop enthousiaste au
groove à la limite du Hip Hop. Sur le titre "Biocosmo", présent sous deux versions, l'une italienne l'autre anglaise, c'est un piano éthéré et émouvant, évoquant les gymnopédies de
Satie, qui ouvre une œuvre développant des ambiances digne du Marillion le plus mélancolique (la voix y est pour quelque chose). Décidément l'un des grands moments de cet album.
Chaque instrument vient donc ancrer la couleur musicale du titre, réhaussant
l'univers dépeint. Et puisque l'on est
dans les comparaisons, pourquoi ne pas évoquer les
chorales en canon d'unSpock's Beard sur "Dandy Dog" introduit
par un Scat alambiqué (ou sur un "Crosstown Traffic" moderne
aux voix distordues par quelques effets).
Le radiophonique et groovy "Is Difficult To Fly
Without Whisky", au chant pourtant plus solennel, et "Love City", Gospel fédérateur original viennent
confirmer la total réussite de cet
album définitivement riche et solidement
maillé. A Découvrir!
(Mr. Blue, Musicwaves
aprile 2011)
http://www.distritojazz.es/2011/04/boris-savoldelli-bio-cosmopolitan/
http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/biocosmopolitan/
12 marzo 2011
È uscito Bicosmopolitan (il Ducoli mi ha finalmente dato testi e
fotografie per cui ho aggiornato la discografia del sito con una pagina
dedicata). Boris Savoldelli lo sta promuovendo ad
ogni latitudine e sta raccogliendo una marea di consensi! Eccovi la prima
vera propria “valanga” di recensioni e
un appassionato commento di Todd Jenkins, direttore della rivista di All About Jazz di New
York:
"Boris, I got "Biocosmopolitan"
in the mail yesterday and played it all the way through today. What an AMAZING
album. Your creativity boggles the mind, and I love the way you layer sounds in
ways both unexpected and comfortable. Brilliant, brilliant work"...
Un paio d’anni son passati da Protoplasmic ed è tempo per Boris Savoldelli
di tornare ad esalare il suo vocalese sempre più
duttile e dinamico. Nel nuovo Biocosmopolitan,
terzo lavoro solista e secondo per la benemerita etichetta newyorkese Moon In June, il quarantenne bresciano sbriglia la sua tipica
rielaborazione assieme cerebrale e divertita di topol
jazz, gospel, soul e funk, mettendo in mostra una vena mai tanto black e groovy. Il tutto
ovviamente strutturato sulla voce – stratificazioni a cappella, scat e beatbox - col prezioso
aiuto del bassista Jimmy Haslip nella title track e della tromba di Paolo
Fresu in Concrete Clima e Kerouac In
New York City. Le
quattordici tracce del programma sono un’immersione ubriacante nell’arte
gioiosa e a tratti geniale di Savoldelli, una zona franca dove le coordinate si
smorzano e confondono, s’impastano idiomi e s’incrociano forme (afro, blues,
hip hop, pop, psych, musical...) con l’obiettivo di
escogitare forme d’intrattenimento che stemperino suggestione, leggerezza e
profondità. L’impeto luminoso quasi The Who
di Lovecity, quella specie di Beatles in
orgasmo Weather Report di Disarmonia ed il Quartetto Cetra spedito
a New Orleans del singolo The Miss Kiss sono i momenti migliori di una
scaletta deliziosa.
(Stefano Solventi, Sentire Ascoltare,
n. 77 marzo 2011)
Finalmente abbiamo tra le mani il
nuovo album di Boris Savoldelli, un disco che ho atteso a lungo. Quattro anni
fa Savoldelli ci aveva impressionato con il suo debutto Insanology,
un disco molto sperimentale e vario, dove il nostro mostrava le sue grandi
qualità vocali, poi si è rifatto vivo con un disco molto acido condiviso col
geniale Elliot Sharp, pura avanguardia, senza
dimenticare che oggi Boris fa parte di un’altra formazione molto sperimentale,
i S.A.D.O. coi quali ha già inciso tre album. L’attesa era stata interrotta dal
singolo “The Miss Kiss”, con cui presentava anche il suo primo video e come
b-side c’era una bellissima cover di “Dear Prudence” dei Beatles, “The Miss Kiss” con il video vengono
riproposti in questo nuovo album.
Boris “Voice Orchestra” Savoldelli è
un artista dalla voce spettacolare, che costruisce i suoi brani pezzo dopo
pezzo, prima prepara le parti ritmiche che mette in loop,
poi ci mette gli arrangiamenti con effetti vari creati tutti con la sua voce,
che spesso creano atmosfere surreali piene di gusto e, infine, introduce le
parti soliste, il risultato è tutto da ascoltare. Senza contare che spesso
utilizza dei tempi dispari da mal di testa, come i cinque quarti e i sette
ottavi.
A vederlo Boris sembra un eterno
ragazzo, elegante, ma con un’aria scanzonata, l’occhio birbante e un sorriso
contagioso, che riesce ad unire classe e spirito ribelle in un unicum tutto
suo, una personalità solare, ma non priva di lati raffinatamente dark. Così è
il suo nuovo disco, un’avventura divisa tra classe e biricchine
zampate di sperimentazione, un disco che suona molto moderno, quasi urbano, non
a caso è dedicato a New York. Il disco precedente Insanology,
come abbiamo già sottolienato, era più sperimentale,
Boris voleva colpire subito forte la fantasia dell’ascoltatore, oggi Boris è
più rilassato ed ha scelto di concentrarsi maggiormente sulla composizione,
quindi i nuovi brani sono molto più immediati e piacevoli da ascoltare. Il
disco si apre con “Aria”, che ha delle armonie che sembrano scendere dai monti,
un canto dal sapore corale, quasi naturalistico. La traccia successiva è quella
che dà il titolo al disco, il territorio è più moderno, entra anche il basso di
Jimmy Haslip, guest stellare che conferisce grande
spessore al pezzo e produce un assolo da brividi, mentre Boris mette in campo
tutte le sue doti espressive, gran bel pezzo, molto completo. Terzo brano,
secondo ospite, Paolo Fresu alla tromba, certo che
Boris sceglie con cura le proprie amicizie, brano simpatico, che unisce
atmosfere americane da night club ad un pizzico di follia tutta italiana,
umorismo e genialità insieme. In questo brano Boris è riuscito ad unire il suo
lato più dark con quello light, ottimo il solo di tromba.
“The Discordia” è follia pura,
Savoldelli si produce in un mix disarmonico da brividi, dimostrando un
controllo pazzesco della voce e sono scintille, il mio brano preferito,
bravissimo. Siamo solo al quarto brano e sono già conquistato da questo nuovo
lavoro di Boris, che continua a carezzare i miei sensi con l’urbana “Kerouac in
New York City”, dove torna Fresu, da gustare come la
bibita… “rubata” dalla mosca biricchina. In “It’s Difficult to Fly…” Boris gioca con ritmi arditi e armonie che rimandano
agli U2, voce calda e sensuale, altro ottimo episodio. “Dandy Dog” è un gioco
ad incastro, perfetto per la voce duttile di Boris, che si diverte a scomporre
le armonie e a ricomporle in modo divertente, nonostante le difficoltà del
pezzo, per metà fuori di testa e per metà assolutamente geniale. Poi Savoldelli
aggiunge un tocco di classe con “Danny Is a Man Now” e alla fine ci prende anche un po’ in giro, ma lo fa
con la sua innata simpatia. “Biocosmo” ci presenta il
suo lato più intimista e romantico, si accompagna da un piano minimale e canta
una canzone senza le solite magie, ma sempre con grande intensità. E ancora “Lovecity” e la crazy “Sprigstorm” dove il nostro tira fuori il suo spirito più
guascone, ma ecco la già annunciata “The Miss Kiss”, un brano irriverente,
malandrino, costruita su doppi sensi e magie vocali, il video poi è
particolarmente divertente, ambientato in un night club degli anni trenta è
ricco di situazioni e di personaggi simpatici, tutti amici di Boris che si sono
prestati con grande entusiasmo e ne è uscito qualcosa di veramente bello, merito
anche di un giovane regista emergente, Alessandro Romele,
che ha messo molta passione nel realizzarlo. Nel finale emerge ancora il lato
più folle di Boris, che imita una tromba e produce una serie pazzesca di versi,
che sembrano fuori controllo, ma non lo sono. Il disco non è ancora finito, ci
sono altre sorprese, ma vi ho raccontato già molto, il resto dovete fare lo
sforzo di scoprirlo da soli.
Che dire, sono nuovamente entusiasta
di questo artista, mi riesce difficile esprimere nuovi commenti dopo una recensione
così lunga e impegnativa, Boris è un vero artista, non privatevi del piacere di
ascoltarlo, porterà nella vostra vita una ventata di simpatia unita ad una
tecnica di canto sopraffina, cosa volete di più?
(Rockimpressions, aprile 2011)
There are
vocalists who prefer to create their own musical worlds rather than get stuck
in the crosstown traffic snarls of mainstream rush hour. If they are good they
bring us something new. If they are really good they can bring us joy. Boris Savoldelli follows his own muse. And he is really good at
it. The new album, his third I believe, is his best yet. Biocosmopolitan
(MoonJune 037) is what happens when the vocal
brilliance of a Bobby McFerrin, Brian Wilson, Peter Gabriel, or Imogen Heap are
transformed to Boris Salvoldelli's very original
vision of what can be. And he makes it so. You get 16 very compelling tracks
plus a bonus video.
This
is vocal ensemble music for the most part, made by multiple tracking. Paolo Fresu joins on trumpet or fluegelhorn
on two tracks; bassist Jimmy Haslip joins in on one
cut; Boris adds his piano here and there; otherwise it's all vocals. His is a
voice of great range and an unmistakable sound. Even more so his vocal
arrangements are breathtaking--sometimes as a full
band of vocalized instruments, sometimes as a Boris choir that jumps out of
your speakers and captures your ears; sometimes both. His part-singing
conception works beautifully. And he writes some very nice songs too. It's
progressive jazz, it's prog rock, it's whatever you
want to call it, doesn't matter. It's beautiful. Check out his vocal version of
the Hendrix group in all its parts on "Crosstown Traffic" for
starters. Then explore the many captivating originals. The artistry is way up
there on the Grego-meter. No hype. This is how I
feel. There is the joy of singing, the exuberance, the craziness, and the sheer
artistry of Boris here in abundance. It will grab you, if you are like me.
Highly recommended. You need to hear this. Seriously.
(Gappelgate,
aprile 2011)
Il biglietto da visita di Boris
Savoldelli sono le recensioni. Perché non sono di parte, sono aggrappate a un
ascolto e a una passione: "Uno spettacolo sfavillante e musicalmente
attraente" (Time Out New York); "una voce attraente, idee interessanti
e soli eccitanti" (Howard Mandel-Presidente
della American Jazz Journalists Association);
"una voce che provoca gioia" (Seattle Times); "senza dubbio un
genio" (Iouri Lnogradski
Caporedattore di Jazz Russia Magazine e Jazz.ru); "uno spettacolo
straordinario (All About
Jazz New York); "un vocalist prodigioso (Ezio Guaitamacchi,
direttore del mensile Jam); "un talento unico" (Vortex
Jazz Magazine, UK); "la magia di una caleidoscopica vocalità e
musicalità" (Il Mucchio); "una variante moderna di Bobby McFerrin e Al Jarreau" (IoPages Magazine Netherland);
"uno dei cantanti più intriganti degli ultimi anni" (Arnaldo DeSouteiro - Jazz Station Records-
New York); “semplicemente un cantante superbo" (Mark Murphy).
E qua interrompiamo un elenco che
potrebbe andare avanti per righe e righe, come quei romanzi la cui mole
terrorizza ma che quando scatta la lettura, avvincono e le pagine sono sempre
poche, perché la parola "the end" chiude la porta delle emozioni.
Boris Salvoldelli, classe 1970, bresciano, è un vocal performer affascinato da sempre dallo strumento voce
e dalle sue straordinarie possibilità. Ciò lo spinge a una continua ricerca di
nuove forme espressive-vocali. E questo suo nuovo lavoro Biocosmopolitan.
Dal vivo è un fenomeno e ha nel
curriculum esibizioni storiche quali quella del settembre 2008 al The Stone di
New York, il cui direttore artistico è John Zorn, i Vocal Solo Tour in Russia e Ucraina nel 2009 e 2010. e la
partecipazione all'edizione 2010 dei festival Time in Jazz di Berchidda e Time
in Sassari diretti da Paolo Fresu.
(Sky.it,
aprile 2011)
Boris Savoldelli’s new release "Biocosmopolitan"
is nothing short of a tour de force of vocal artistry. Listeners who are only
familiar with the singer’s previous MoonJune CD – the
edgy, shape-shifting "Protoplasmic" duets with guitar innovator
Elliott Sharp – will be little prepared for the euphonious aural feast that
awaits them on "Biocosmopolitan," which
represents a new pinnacle for this unique and wholly engaging vocal performer.
Besides the 16 tracks, the CD also includes a 8-minute long bonus video clip,
"The Miss Kiss," which can be viewed here:
http://www.themisskiss.eu/home.php?lan=en
In
"Biocosmopolitan" would be a remarkable album even if
it were performed by a large ensemble of singers and instrumentalists, but the
fact that these intricately layered songs were performed in real time by a
single vocalist – apart from the brilliant contributions of Italian trumpet
star Paolo Fresu on two tracks, fusion bass ace Jimmy
Haslip (Yellowjackets, Sadao Watanabe) on another, Savoldelli’s
own piano accompaniment on “Biocosmo,” and subtle use
of sound-effects recordings – is difficult to believe.
Using
only a microphone and a compact, customized setup of looping and
sound-processing devices, Savoldelli constructs
exquisitely crafted, self-contained sound-worlds replete with elaborate multipart
harmonies, complex interlocking rhythms, and a panoply of globe-spanning
musical influences old and new, ranging from vintage jazz crooning and calypso
to Renaissance polyphony, R&B, South African mbaqanga
choral music, psychedelic rock, Beat poetry, his native Italian folk heritage,
and a sort of mutant doo-wop. Seldom has vocal music been heard that conjures
both the Beach Boys and Stockhausen in the same track. What unifies all of
these wildly varied influences is Savoldelli’s
inimitable, outgoing musical personality.
Unlike
"Protoplasmic," an improvised outing that explored what Boris refers
to as his “dark” side, "Biocosmopolitan" is
a much more exuberant and accessible affair, and presents the most complete
portrait of Savoldelli as singer, composer, arranger,
and sound manipulator to date. Deft use of looping enables the singer to
accompany himself with a rich tapestry of choral and ‘instrumental’ sounds, as
in his amazing emulation of longtime hero Jimi
Hendrix’s strangulated, wah-fried guitar cries on a
version of “Crosstown Traffic” like no other. Likewise, all of the
sophisticated and entirely convincing drum and percussion sounds on "Biocosmopolitan" are produced by vocal cords, mouth,
and lips alone.
While
other singers have also emulated instrumental timbres using the human voice,
none has taken this approach further or with such inventiveness as Savoldelli has on "Biocosmopolitan."
With lyrics in Italian, English, and a nonverbal vocalese
syntax of his own invention, "Biocosmopolitan"
is continually enlivened by Savoldelli’s warm-
hearted demeanor and infectious sense of humor, belying the worn-out stereotype that ‘avant-garde’
vocalizing is by definition strident and uninviting. This new album, scheduled
for CD release in the
(Arnaldo DeSouteiro's,
Jazz Station, marzo 2011)
Se appena mettete su questo disco vi
vien da pensare: "questo tipo è pazzo", vuol dire che siete sulla
buona strada. Sulla buona strada per capire che un po' lo è - ci perdonerà
l'autore, sappiamo essere uomo di spirito (libero) - ma che un bel po' la sua
pazzia è nella ricerca di un'anima multipla. Per trovarla utilizza la voce,
come fa da diversi anni. Il disco infatti è frutto, quasi intero, della sua
sola ugola, certamente coodiuvata dall'utilizzo di loop machine che serve a moltiplicarne gli effetti e le
derive. Fresu compare in due brani e il dialogo è
molto sentito e appassionato; Haslip e le sue corde
elettriche in uno, mica uno qualsiasi, quello che dà il titolo all'album.
Ancora una volta ospitato da un'etichetta americana, come lo era stato per
"Protoplasmic" in duo con Elliott Sharp,
Savoldelli evidenzia nel suo modo di rapportarsi all'estetica vocale
un'infinità di inflessioni differenti ma non è certamente questa la peculiarità
del lavoro. Il suo racconto è costruito a partire da pochi elementi narrativi e
li ha elaborati fino a farne uno spazio contiguo a quello reale. In questo
fantastico mondo c’è tantissima razionalità, c’è tutto il graffio morboso del
compositore anche, la sua poetica visionaria. Colpisce Savoldelli, la sua
elegia, al crocevia tra un cartoon, l’astrattismo, un film d’animazione. Per
metà; l’altra parte è composta da immagini reali in continuo movimento dove
affiorano simboli e archetipi, anche quando si siede al pianoforte in Biocosmo. Una
specie di sogno
(Federico
Scoppio, Musica Jazz, marzo 2011)
What a
contrast Boris Savoldelli's Biocosmopolitan
is to the vocalist's predecessor, Protoplasmic (MoonJune
Records, 2009), which featured guitarist Elliot Sharp as his chief
collaborator. While Protoplasmic was a brave dive into the experimental, Biocosmopolitan is a bright, infectious and singable work. The right balance of passion, delivery, and
technology come together for 16 enjoyable tracks with brevity a main device,
employed by Savoldelli, that helps maintain a
constant sense of movement and flow.
The
style is a sort of "modern sentimental." The lyrics bounce between
English and Italian, and the basic mood is an upbeat one. Other than Savoldelli's vocals, vocal effects and piano, electric
bassist Jimmy Haslip performs on the title track,
while trumpeter/flugelhornist Paolo Fresu appears on "Concrete Clima"
and "Kerouac In New York City." It is Savoldelli's
multilayered vocals, though, that make him sound like
an urban choral orchestra.
There
is an absolute sense of humor flowing through the
majority of the songs. Whether it be the sound effects of rain, the clapping
hands of a crowd, or a scratchy LP record effect on a turntable accompanying
the vocals, there is never a dull moment. The CD's only gray
mood might be found in Savoldelli's English and
Italian versions of "Biocosmo," which
suggest some affection for the music of Radiohead. Jimi Hendrix's
"Crosstown Traffic" is a welcome bonus track that grooves,
surprisingly, without any guitar.
Move
over Bobby McFerrin, Take 6, and Norah Jones; with Biocosmopolitan,
Boris Savoldelli
has moved to the front of the line.
(Mark Redlefsen, All About Jazz –
Here
comes the light side! E non
poteva essere più luminosa la parte solare e comunicativa di Boris Savoldelli,
l'apprezzato vocalist camuno che con "Biocosmopolitan"
dà finalmente alla luce il secondo atto del viaggio inaugurato con "Insanology". Ne ha fatta di strada Boris dal primo lp: una crescita vertiginosa, che lo ha portato a cantare
in lungo e in largo, a sperimentare la sua 'dark side' con un colosso come
Elliott Sharp, ad esibirsi anche in Russia e USA con responsi eccezionali.
"Biocosmopolitan"
nasce in tale contesto: in un momento di crescita artistica e personale, di
"collocazione" di alcune sicurezze, compositive ed esecutive, di
incontri. Quello con Vic Albani ad esempio, che ha
dato una marcia in più a Boris, facendogli lanciare una collaborazione con
Paolo Fresu e Jimmy Haslip,
ospiti in alcuni brani di questo effervescente album. "Biocosmopolitan"
non fa che riprendere la formula del predecessore migliorandola e
potenziandola: un melange accattivante di jazz, funk,
rock, blues, latin e minimalismo tutto concentrato nella poliedrica vocalità di
Boris.
L'elemento chiave è il divertimento:
che Boris gioisca nel giocare sovrapponendo e avvolgendo linee vocali, che sia
deliziato con la sua loop station che ripete e divora
ritmi e suoni, è evidente, ne sono contagiati Haslip
nella title-track e lo stesso Fresu
in "Concrete clima". Le comprensibili ingenuità di "Insanology" scompaiono in favore di una visione più
matura - sempre "circolare" e mantrica -
dei brani, come dimostrano "The discordia", "Dandy dog", le
deliziose "Danny is a man now"
e "The miss kiss" ma anche "Biocosmo", un esperimento voce e piano inedito per
Boris.
La piccola orchestra vocale colpisce
nel segno: bentornato Boris!
(Donato Zoppo, Movimenti Prog, Marzo 2011)
***
Cresce l’attesa dell’uscita di
Pianeta Rosso, il nuovo disco dedicato a Valentino Rossi che il Ducoli
e Valerio Gaffurini hanno realizzato con Mauro Tononi. Dopo la partecipazione
di Mauro al Chiambretti Night, dove ha dettato con Valentino in una
spassosissima intervista, sono infatti in di realizzazione i brani Valieno, San Valentino e Motomorfosi,
che completeranno la scaletta del nuovo disco con le canzoni già disponibili
on-line A spasso per il Borgo e Desmocucciolo
(http://www.youtube.com/watch?v=GMrlkdSuOrM).
Aggiornamenti sulla data ufficiale di uscita del disco, prodotto in
collaborazione con Ducati Brescia, saranno disponibili a breve (si parla
di sabato 30 aprile)… Keep in touch!!!!!!!!!!!
4 febbraio 2011
Boris Savoldelli ha ufficializzato la data di
uscita di Biocosmopolitan: 12 marzo 2011.
Il disco di Boris, di cui il Ducoli ha curato la parte lirica, verrà presentato
lo stesso giorno al Bar Bai di Pisogne (BS). Appena il Ducoli mi manda i
testi e qualche notizia in più di questo disco, di cui si parla ormai da quasi
un anno, vedrò di fare una pagina dedicata, nel frattempo tutte le eventuali
informazioni che vi mancano le trovate sul sito di Boris.
***
Mauro Tononi, voce ufficiale di Valentino Rossi,
pubblicherà su il 16 febbraio prossimo il cortometraggio “A spasso
per il Borgo”. Realizzato con
SANDROPITECO
Vol. II – Lo strano concetto di Alice
Lo
strano esercizio della fantasia
(Luke
Mac Allen. Whisky’s world n. 812. Glasgow, 24 novembre 2010)
Scivola
il vento tra le case e la scuola
Scivola
ancora mette quasi paura
Vola
il gabbiano vola via da occidente
Libero
è l'orizzonte, ora… io non ho più paura
Tutto
può diventare come polvere e fango
Passa
da Montenero, passa via dal Rio Grande
Voce
della foresta, voce nella tempesta
Cantami
una canzone, ancora… c'è una luce di festa
Bambino
del mondo, anima della terra
Figlio
e maestro, hai condannato la guerra
L'hai
guardata passare sulle onde del fiume
Come
il grande guerriero, amore… com'è grande la luna
“Nos pertenece”, padre nostro fratello
Astro
della manhana sarà dolce la stella
Nella
notte dell'inverno… dentro questo orizzonte
Vola
come il gabbiano, ancora… vola verso occidente
Còpa
'l frànghen, còpa 'l mànghen
Còpa
l'òrghen e po' a la mèrla
Còpa 'l Franco e po' la Franca
Fàga
fà chèla borèla, burlà detèr la padèla
Faga
fa l'ultimo salto, fai un salto e fanne un altro
…
e Viva Secula Seculorum… brutto diavolo cattivo…
…
per Omnia Popula Populorum… tiragli ancora se resta vivo…
Fàga
fà chèla borèla, burlà detèr la padèla
Faga
fa l'ultimo salto, fai un salto e fanne un altro
…
e Viva Secula Seculorum… brutto diavolo cattivo…