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1 dicembre 2011

 

 

Ci siamo! Esce domani pomeriggio la riedizione di Brumantica. Eccovi il comunicato stampa di Paolo “Crazy” Carnevale e le prima recensione-intervista a cura di Luca Morzenti:

 

BRUMANTICA IS BACK!

 

Forse è solo  una fantasia, ma scorrendo la lista degli ospiti che hanno contribuito alla realizzazione di questo piccolo grande capolavoro del Ducoli e ascoltandone il risultato, viene da pensare a uno studio di registrazione piccolo e avvolto nella Bruma, quella stesa Bruma cantata con sentimento nel brano che da il titolo al disco. Brumantica, è solo una delle tante idee geniali scaturite dalla mente iperattiva e magnifica di Alessandro Ducoli, l’idea che ci sia questa scienza che studia le brume e le nebbie è davvero originale.

 

Il disco, che ha visto la luce nel 2005, è nato dalla possibilità offerta a Ducoli dagli amici Paolo Filippi e Teo Marchese del Cavò Studio, che gli proposero di registrare un disco da loro usufruendo di quei mitici personaggi che popolavano lo studio, da Ellade Bandini ad Ares Tavolazzi, Tino Tracanna, Sandro Gibellini e tutti gli altri. Il risultato è un prodotto che a modo suo ha fatto epoca, per la sua immensa bontà, per i nomi coinvolti, un disco di nicchia forse, ma con un fiero manipolo di sostenitori appassionati. Nove canzoni ispirate alla terra, otto originali (Maddaluna, Blou, Brumantica giusto per fare solo tre titoli) e una cover totalmente reinventata della classica Canzone di Marinella del grande De Andrè.

 

Quello che forse aveva sempre penalizzato il disco era il fatto che la voce del protagonista rimaneva sepolta dietro gli arrangiamenti strumentali. Un peccato, perché la grandezza di Brumantica è dovuta innanzitutto ai brani che il Ducoli e Mario Stivala avevano composto per il disco. La voce istrionica del Ducoli e i suoi testi non ne venivano fuori come avrebbero dovuto. Ecco perché, a cinque anni di distanza, ci troviamo a riparlare di questo disco, che vede, anzi rivede la luce in una versione aggiornata. Non una ristampa nuda e cruda, ma una cosa come quelle dei grossi della musica, un “remaster” come si suol dire, con la voce portata avanti in modo da farci apprezzare maggiormente i contenuti, senza per questo mettere in secondo piano strumenti e arrangiamenti.  E a convalida del valore di Brumantica, ci sono anche tutti i brani originali in versione duo, col Ducoli accompagnato solo dal piano di Andrej Kutov, come sono stati eseguiti nei concerti degli ultimi anni. Qualche arrangiamento cambia, ma la sostanza resta quella: Brumantica è un disco che va oltre. Oltre tutto. E come extra bonus due demo, proprio come nei dischi dei fuoriclasse. E, a dirla tutta, il Ducoli, a modo suo, è un fuoriclasse: se nel giro di promozione del disco dovesse passare dalle vostre parti, non mancatelo!

 

Paolo Crazy Carnevale, Bolzano 27 novembre 2011

 

Il disco che ha probabilmente rappresentato la definitiva consacrazione artistica di Alessandro Ducoli viene ripresentato in questa nuova edizione graficamente rinnovata, completamente rimasterizzata ed arricchita con numerosi inediti.

La scaletta comprende alcuni dei brani che da tempo sono entrati a far parte delle hits che più caratterizzano le performance dal vivo del cantautore camuno - come “Un Piede Nella Fossa, Quall’altro Sulla Vanga”, “Nebbia E Sabbia”, “Tutta Colpa Sua” o “Perduta” - ma è sorprendente come a distanza di anni questo lavoro non abbia perso minimamente la magia musicale che lo caratterizza. Certo, con una simile équipe di musicisti sarebbe stato difficile non ottenere un risultato meno che eccellente (ricordo che sul disco hanno suonato Ellade Bandini, Ares Tavolazzi, Alessandro Galati, Fabrizio Bosso e Mario Stivala, ai quali si sono aggiunti Sandro Gibellini, Tino Tracanna, Paolo Filippi e Teo Marchese e - per questa edizione - Andrey Kutov, Francesco Chebat e Valerio Gaffurini), ma se la freschezza delle composizioni risulta essere ancora intatta è proprio per merito di questi artisti che non si sono limitati al compitino da turnista, ma hanno invece “sentito” le canzoni facendosi coinvolgere anche nel processo compositivo, ed è magnifico ascoltarli passare con imbarazzante naturalezza dal Jazz più soffuso e raffinato che costituisce la base su cui poggia l’opera fino alla delicata malinconia di “Lettera” od ai moderni ritmi di “Maddaluna”, per non parlare della cover de “La Canzone Di Marinella”, dove si lanciano in una jam memorabile che impreziosisce immensamente il voluto omaggio a Fabrizio De André (ed a chi storcesse il naso sull’opportunità di questa scelta invito a leggere Glen Faber, componimento in versi tratto dal libro La vita non è acqua: più che un tributo, un gesto di infinito amore).

Nove brani originali rimasterizzati, otto inediti riarrangiati per pianoforte e voce e due inediti per chitarra e voce: se tutte le riedizioni fossero così… Infinito.

Luca Morzenti, La Movida dicembre 2011

 

 

All’interno della vasta e multiforme discografia di Alessandro Ducoli, l’album “Brumantica” rappresenta probabilmente uno degli episodi più importanti, sia per l’allora nuova direzione musicale presa dal percorso artistico del cantautore camuno, sia per l’evidente qualità dovuta anche solo al livello assoluto dei musicisti coinvolti. A distanza di sei anni il disco esce in una nuova versione, rinnovata nei suoni ed arricchita con nuove, inedite tracce, come raccontatoci dall’autore brenese.

 

Vogliamo iniziare parlando dell’origine di “Brumantica”?

Il tutto nacque dal desiderio di ritornare a lavorare con Mario Stivala dopo la conclusione del tour di “Taverne, Stamberghe, Caverne”, in un periodo dove la Banda del Ducoli cominciava a mostrare qualche segno di stanchezza ed in cui sentivo un po’ la mancanza della firma armonica di Mario. Una volta ultimata una dozzina di brani - eravamo nel 2005 - ci recammo al Cavò Studio di Paolo Filippi per la preproduzione, dalla quale emersero i pezzi poi effettivamente finiti sul disco.

 

Un disco che ha visto coinvolto un cast di musicisti a dir poco stellare…

Il desiderio di avere una sezione ritmica composta da Ellade Bandini ed Ares Tavolazzi venne espresso quasi scherzando, e quindi lascio immaginare la sorpresa del giorno dopo nel sapere che avevano accettato di partecipare, perdipiù accompagnati da Alessandro Galati! Una volta in studio il gruppo si allargò ulteriormente, anche in maniera imprevista -  come nel caso di Fabrizio Bosso, che stava registrando un altro disco in una sala adiacente - e dopo una prima giornata dedicata alle prove ed agli arrangiamenti incidemmo tutto in diretta il giorno successivo, per poi impegnare un ulteriore giorno all’editing: praticamente, in tre giorni era tutto finito.

 

Davvero notevole!

Lavorare con simili professionisti è incredibile, e non nascondo che inizialmente ci sentivamo un po’ in imbarazzo a condividere lo studio con artisti di quel livello, con i quali però non ci fu nessun problema per portare a termine le registrazioni.

 

Quali furono le reazioni all’uscita del disco?

Sarebbe facile citare le critiche positive, anche alla luce di un prodotto valido sia per la qualità dei brani che - lo ripeto - per i grandi musicisti che contribuirono a realizzarlo. Piuttosto ricordo alcuni commenti un po’ acidi riguardo alla partecipazione di artisti così importanti, del tipo “chissà quanto li hai pagati”, come se fosse sufficiente pagare uno strumentista perché la sua prestazione si riveli efficace: i ricordi più belli di quei giorni in studio sono legati proprio all’entusiasmo, al coinvolgimento di tutti nel progetto, e probabilmente fu per questo che la constatazione di questa superficialità astiosa, di questi commenti ingrati rappresentò la conseguenza più evidente ai miei occhi, anche solo per il fastidio che allora mi procurava. Ciò non toglie che “Brumantica” resta uno dei lavori ai quali sono maggiormente legato.

 

Per quale motivo?

Soprattutto perché rappresenta il primo episodio di una trilogia proseguita nel 2008 con “Artemisia Absinthium” e conclusa lo scorso anno con “Piccoli Animaletti”, un progetto che mi ha impegnato per cinque anni e che ha voluto toccare tre temi come la terra, la botanica e la zoologia in un lungo processo compositivo.

 

Cosa ti ha portato alla decisione di pubblicare una nuova versione dell’album?

Quando il disco uscì ero soddisfatto del risultato, ma a distanza di qualche anno certe scelte non mi sembravano più così efficaci: da qui la decisione di intervenire sui brani dando maggior rilievo alle parti vocali rispetto alla prima edizione, dove erano gli strumenti ad avere un’evidenza più rilevante.

 

Quindi hai operato in fase di remixaggio?

Non solo. La canzone “Un Piede Nella Fossa, L’Altro Sulla Vanga” compare in una versione diversa dall’originale, una take inedita a suo tempo accantonata e dove il cantato è maggiormente orientato verso il ritmo piuttosto che verso l’interpretazione, mentre in “Lettera” sono state reincise le parti di voce e di pianoforte, in questo caso suonato da Francesco Chebat. Il CD contiene inoltre tutte le tracce - ad eccezione della cover di Fabrizio De André - in una versione voce/pianoforte, dove vengo affiancato da Andrey Kutov, e due brani (“Perduta” e “Maddaluna”) cantati con il solo accompagnamento della chitarra di Mario Stivala, il tutto con una nuovo packaging che include un libretto contenente testi, credits e foto delle sessions di registrazione.

 

Chi ha curato la parte tecnica?

Ovviamente Paolo Filippi e Teo Marchese del Cavò Studio, ai quali si è aggiunto Valerio Gaffurini per quanto riguarda le tracce inedite.

 

A proposito di progetti: stai lavorando a qualcosa di nuovo?

Quest’anno sono stato molto impegnato sul fronte live con i Lupita’s Project, la nuova formazione per la quale stanno prendendo forma nuovi pezzi che probabilmente andranno a finire su un album di prossima pubblicazione. Con il progetto Ducoli, invece, è già pronto il nuovo disco intitolato “Sandropiteco”, che dovrebbe vedere la luce fra qualche mese.

 

Cosa puoi anticiparci del nuovo lavoro?

È il primo disco completamente mio, nel senso che oltre alle liriche mi sono occupato anche delle parti musicali e della produzione. Sarà un album poliedrico, dai contenuti estremamente assortiti, e del quale sono davvero soddisfatto.

 

Quando e dove verrà presentata la nuova edizione di “Brumantica”?

Le date di presentazione sono state fissate il 17 Dicembre all’Upupa di Breno ed il 18 Dicembre al Caffè Letterario di Brescia.

 

Non sempre una reissue si rivela all’altezza delle aspettative, limitandosi ad una semplice rivisitazione sonora magari con l’inserimento di un paio di novità (tipo le spesso orribili Demo Version…). Nel caso della versione 2012 di “Brumantica” sono invece gli inediti a farla da padrone, caratteristica che rende questo disco stuzzicante sia per chi già possiede la versione originale, sia per chi vuole semplicemente avvicinarsi ad un grande album di musica italiana.

 

INOLTRE…  ALTRE NEWS, MA PROCEDIAMO, COME ORMAI D’ABIUTUDINE, PER PUNTI:

 

 

1.      Brumantica verrà presentato in diversi concerti previsti per dicembre, gennaio e febbraio. Ad accompagnare il Ducoli in questi live ci saranno Valerio Gaffurini (piano e organo), Matteo Cossu (basso) e Mirko Spreafico (percussioni) … sarà mica che rivedremo presto i Bartolino’s di nuovo in azione…? Il disco sarà disponibile on-line o lo potrete trovare al Disco Story di Darfo Bario Terme (BS) e ad Altri Suoni di Bolzano.

 

2.      È uscito il primo video ufficiale di Cletus Cobb, il fratello maleducato del Ducoli, realizzato in veste Lupita’s Project. Quasi con inconfondibile presunzione è stata scelta la canzone Like a Rolling Stones, dal disco I leave my place to the Bitches. La regia è stata curata da Bastiano Zichi e dallo stesso Cletus. Nel frattempo i Lupita’s hanno lasciato trapelare che a marzo potrebbe uscire il loro primo disco ufficiale, il cui titolo dovrebbe essere I Never Shot An Indie…attualmente in fase di registrazione.

 

http://www.youtube.com/watch?v=LQt-ngnFlAY

 

Buona visione!!!!!!!!!!!!!!!

 

3.      Altre cose… varie ma non del tutto ufficiali.

 

 

30 ottobre 2011

 

PROCEDIAMO PER PUNTI:

 

4.      Uscirà ufficialmente il 17 dicembre prossimo la riedizione 2011 di Brumantica (dovrebbe essere già disponibile dai primi di dicembre). Il cd è stato prodotto dal Ducoli e da Paolo Filippi e Teo Marchese del Cavò Studio di Bergamo; contiene, oltre alla versione remixata e rimasterizzata della prima edizione, una versione acustica in duo con Andrey Kutov prodotta da Valerio Gaffurini, due alternative takes prodotte da Mario Stivala. Sono previsti diversi concerti di promozione del lavoro, a cominciare quello del 17 dicembre al Pub Upupa delle Balote di Breno (BS), con aperitivo incontro con il Ducoli già dal pomeriggio presso il Disco Story di Darfo Boario Terme (BS). Come ormai d’abitudine, a parlarci in anteprima delle uscite discografiche del Ducoli, ci pensa il Dutchman:

 

(…)

Ducoli: vietato ai maschi tirchi maggiori di 18 anni. Ormai dell'Italia non mi stupisce più niente. Nemmeno l'assoluta indifferenza di cui “godono” le scorribande lirico-melodiche del Ducoli. Ieri mi ha mandato l'advanced della riedizione di Brumantica, dice che uscirà a fine dicembre. Gli ho chiesto se ce n'era bisogno e lui mi ha semplicemente risposto: «No.» Allora gli ho chiesto il perché, e lui mi ha risposto: «Ho finito le copie, mille.» Gli ho detto: «Ma ci sono voluti cinque anni per vendere mille magre copie di quell'autentico capolavoro!?» Mi ha risposto: «Per regalarli tutti! O quasi. E ci sarebbe bastato anche meno se non mi davo un minimo di contegno emotivo.» Gli ho  chiesto perché continua ad ostinarsi in questo ruolo del Borderline a priori… poi gli ho chiesto anche perché non si cerca un management… e perché non ha fatto alcuna promozione di un disco che meritava, forse, molto di più. Mi ha detto di averci provato: «Più di 200 copie buttate nel cesso… se li regalavo a qualche fanciulla era meglio. Risparmiavo anche i soldi del francobollo, e ci potevo ricavare almeno qualche piccolo bacio... se non un sacco di altre cose. Regalare dischi non rende ricchi, ma arricchisce il bagaglio di esperienze personali. E non è difficile scegliere a chi regalarli: le ragazze senza distinzione di casta, comprese le stronze; i maschi, senza considerare gli under 18 che comunque non c'hanno mai una lira, devi solo evitare i tirchi, perché non ti pagano nemmeno una birra, non ti offrono nemmeno un Toscano... nemmeno se glielo chiedi. Alla faccia del cameratismo.»

Non credo più a niente di quello che mi racconta il Ducoli, ma quello che racconta questo disco, scritto insieme al suo compare Mario Stivala, sono un sacco di cose. È un disco prezioso, e suonato da musicisti ancora più preziosi, che hanno saputo cogliere perfettamente lo spirito letterario che accompagna il lirismo assoluto del Ducoli. Lasciatevi cullare dal pianoforte di Alessandro Galati, dalla ritmica di Ellade Bandini e Ares Tavolazzi, dalla tromba di Fabrizio Bosso, dalla chitarra di Sandro Gibellini, dal sassofono di Tino Tracanna, e da tutto il resto. Non abbiate timori! Brumantica è un disco suonato da gente importante, che ha saputo capire l'importanza di queste canzoni.

 

PS. Se avete occasione di incontrare il Ducoli, ricordategli che con tutte le recensioni che gli ho fatto, non mi ha mai pagato nemmeno una birra, figuriamoci un Toscano… so che non è tirchio, è solo un poco distratto, ricordateglielo.

(…)

 

(Maximillian Dutchman. RockFiles n. 01. Porto, 8 ottobre 2011)

 

5.      Uscirà i primi di dicembre la compilation curata dal Bepi per aiutare Renato Visinoni intitolata Io so camminare (artisti bergamaschi, bresciani, milanesi e cremaschi insieme per Renato). Verrà presentato il 24 dicembre al Live Club di Trezzo sull’Adda e saranno presenti molti degli artisti che hanno dato vita alla compilation (Cristina Donà, Luf, Folkstone, Robi Zonca, Charlie Cinelli, Luciano Ravasio, Caponord, Stefano Galli, Pa & Ansia, Dr. Faust and The Coffee House Brothers, Italian Farmer e Ettore Giuradei, Lissander Brasca, Fraulein Rottermaier, Teo e le Veline Grasse). Ecco cosa è riportato sul volantino di presentazione del progetto:

 

Da un’idea del Bepi nasce questo progetto musicale per aiutare Renato Visinoni (leggi sul retro la sua storia). Un CD che non vuole essere solo “buono”, visto che tutto il ricavato andrà all’ Associazione Aiutiamo Renato, ma anche bello da ascoltare: mai prima d’ora s’era riusciti ad unire in un unico CD 17 tra gli artisti più rappresentativi delle rispettive province. Molti brani sono inediti, alcuni scritti addirittura per l’occasione! Nessuno ha voluto un euro…

 

(…)

Ciao. Mi chiamo Renato Visinoni. Sono nato ad Aarau in Svizzera il 14 maggio 1962 e sono cresciuto a Giubiasco (Svizzera) dove ho vissuto fi no ai trent’anni. In seguito mi sono trasferito con i miei genitori a Rovetta (Bergamo) dove ho aperto un bar con mio fratello tredici anni fa, dopo aver esercitato varie professioni (venditore, salumiere, pizzaiolo) perché non riuscivo a trovare un impiego come elettrauto, il mestiere che avevo imparato quando ancora abitavo in Ticino. Trent’anni fa sono stato vittima di un gravissimo incidente stradale ed i medici dovettero asportarmi la milza a causa dell’estesa emorragia interna. Ho comunque vissuto serenamente fi no alla notte del 23 dicembre 2009. Ero con la mia compagna. Ricordo che stavamo preparando  biscotti in un clima di gioia quando mi sono sentito poco bene e la febbre ha iniziato a salire. Alla mattina del 24 dicembre ho chiamato la guardia medica che ha ritenuto non opportuno visitarmi. A suo parere si trattava di una semplice influenza. Dodici ore dopo ero già in coma, intubato ed in fi n di vita all’Ospedale. Diagnosi: choc settico. Un batterio, un banale streptococco, si era intrufolato nel mio organismo causandomi una grave setticemia. Probabilmente avrei potuto evitare il tutto se fossi stato a conoscenza dell’esistenza di un vaccino preventivo per le persone senza milza, che riduce la possibilità di essere colpiti da questi batteri. Nessuno, purtroppo, me ne aveva mai parlato. Ho lottato tra la vita e la morte per molti giorni. I medici dissero ai miei cari che avevo pochissime speranze di sopravvivenza, eppure sono riuscito a superare il gravissimo stato. Ma ad un altissimo prezzo: ho dovuto dare il consenso per l’amputazione di mani e piedi perché necrotizzati. Ciò nonostante sono ancora al mondo e contento di esserci malgrado la grave menomazione che mi accompagnerà per il resto dei miei giorni. Sono felice di ciò che sono riuscito a fare sino ad ora, ma il percorso è ancora lungo. Devo imparare a gestire quattro protesi…. Chi entra nel mondo protesico ci resta a vita: le protesi necessitano di revisioni e sostituzioni frequenti. Il tutto, ovviamente, ha dei costi elevati!!! La mia esistenza è totalmente stravolta, ma per assurdo, grazie anche a chi mi è vicino, mi ritengo fortunato ad essere ancora vivo! Questa è la mia storia. Nessuno sa cosa la vita può riservare, ma l’importante è trovare sempre la forza di lottare per avere un’esistenza dignitosa nonostante le difficoltà.

(…)

 

6.      È uscita la riedizione di Cromo Inverso, il disco di Mané di cui il Ducoli è autore dei testi. Il disco è stato rimasterizzato e contiene, oltre a ricche alternative takes, un’anticipazione di Clock Work Orangina, il nuovo disco di Mané la cui uscita è prevista per il prossimo febbraio. Seguitelo nei suoi concerti!!!!

 

(…)

Parte da Roma il “Radioclock Tour” di Mané Attivo da quasi quindici anni sulla scena electropop italiana, l'artista porta in concerto il meglio del repertorio realizzato dal 2005 ad oggi, tra cui l'album cult “Cromo Inverso”, rivisitato e rimasterizzato per l'occasione, con alcune nuove versioni dei brani del disco con in più una vera perla: l'anticipazione di una canzone inedita intitolata “Pianeta luna” che fa parte del prossimo disco in uscita ad aprile 2012.

Durante le serate 2011 verranno comunque presentate in anteprima alcune delle nuove canzoni del nuovo disco “Clockwork Orangina”, e non mancherà il singolo “Rolls royce” che - ricordiamo - ha occupato la quinta posizione della classifica di Radiostore Italia Network della top 20 nel 2010. Anche se la punta di diamante sarà l'annunciato duetto con Ivan Cattaneo. Fino alla fine dell'anno Mané si esibirà live accompagnato dal suo service di fiducia e dalla sua tastiera elettronica, la “Sandy”! Il tour procederà poi un po' per tutta la penisola facendo tappa anche in locali storici come “Le Scimmie” di Milano. Pierangelo Manenti, in arte Mané, cantautore elettronico, electronic music producer e compositore, nasce a Brescia il 2 giugno 1976 e attualmente risiede a Provaglio d'Iseo, in Franciacorta. Inizia a sviluppare la sua passione musicale a 8 anni e si iscrive all’accademia musicale “Tadini” di Lovere, dove frequenta per cinque anni il corso di pianoforte. Scrive la sua prima canzone a 10 anni. Già membro di vari complessi pop-rock, nel 1995 produce il suo primo demo allo Scorpions Studio di Brescia.Nel 2000 produce il secondo demo all'Arki Studio di Paratico e nello stesso anno partecipa alle selezioni dell'accademia di San Remo aggiudicandosi il primo posto regionale. Nello stesso anno vince il primo premio della critica al Controfestival di Calstel Leone. Nel 2002 partecipa nuovamente al Festival di Castel Leone aggiudicandosi il premio della critica. Nel 2004 comincia a pensare alla realizzazione di "Cromo Inverso" che concretizza nel settembre del 2005.

Cromo Inverso è il suo primo vero disco. Sempre nel 2005 è tra i finalisti del Festival delle Arti di Bologna. Nel 2006 Mané è ospite di Percorsi Musicali Bergamaschi e apre il concerto di Ivan Cattaneo. Partecipa poi, sempre come ospite, al Future Live Music Concert dedicato a parte della nuova musica elettronica, oltre che ospite della manifestazione Art Around the Rock. Escono poi delle buone recensioni sul disco Cromoinverso tra cui quella di Salvatore Esposito della rivista musicale Jam.

Cromo Inverso” venderà nel primo anno dall'uscita 400 copie, un piccolo miracolo per una produzione indipendente.

Il 2007 vede Manè come ospite di Nistoc nella serata dedicata all'elettronica. Questa sarà anche l'ultima data del semitour organizzato per il disco Cromoinverso. A novembre esce Bang Bang, album dei DeeJay emergenti Control-C, dove Mané partecipa al progetto come autore e interprete per la canzone “Io No”, pezzo di chiusura del disco. Il disco toccherà il primo posto nella classifica di IDN Europa. Il pezzo resterà primo in classifica in Austria per un mese. Attualmente Mané sta ultimando il nuovo disco “Clockwork Orangina”, prodotto alla Factory-Studios con la partecipazione di Valerio Gaffurini e di Alessandro Ducoli nella produzione artistica. Dopo tre anni di silenzio forzato per problemi di salute nel 2010 Mané pubblica “RadioWave fm10” per festeggiare i suoi primi dieci anni da cantautore. Nel mese di febbraio il singolo di “Rolls Royce” occupa la quinta posizione della classifica nazionale di Radio Store Italia, davanti ad artisti come Ligabue e Vasco Rossi: un piccolo miracolo per un artista di nicchia come Manè.

(…)

 

(Liberazione 29 ottobre 2011)

 

 

7.      Sembra che i Lupita’s Project siano pronti per le registrazioni di Sex Me, il nuovo disco di Cletus Cobb. Non si sa nulla di più ma nel frattempo non perdetevi i loro live perché si vociferano cosa inaudite!!!!

 

8.      L’uscita di Sandropiteco è slittata alla primavera prossima. Uscirà in allegato al nuovo libro di Alberto Terrile, il fotografo Genovese con cui il Ducoli collabora dallo scorso anno. Verrà anticipato dall’uscita del video di Lo strano concetto di Alice, girato da Marzio Mirabella al castello della Coronata di Genova insieme a un gruppo di amici da non perdere!!!!!

 

9.      Anche Lo sbarco in Lombardia vedrà la luce nella prossima primavera…

 

10. Un saluto a Marco Simoncelli… quando se ne va un Rocker la chitarra suona solo cose tristi!

 

 

18 agosto 2011

 

Dovete perdonarmi se è passata praticamente l’intera estate prima di darvi qualche nuova notizia. Ma il Ducolo, prima di congedarmi, ieri, con tutti gli aggiornamenti possibili mi ha detto queste parole: “Fai tu. Nel mio cervello c’è solo il puré … è credo anche che sia avariato”. Poco male, nessuna novità, almeno da questo punto di vista.

 

Vi riporterò per punti le news e gli aggiornamenti del caso….

 

1.      SANDROPITECO. Il disco è finito! Non si sa quando esce, ma si sa che il Ducolo e Alberto Terrile, straordinario fotografo con cui il Duolo collabora ad un progetto foto-discografico interamente dedicato a Lewis Carrol, hanno previsto l’uscita del lavoro per la prossima primavera! Questo è quanto. Forse quest’inverno verrà realizzato un video della song Sandropiteco (a cura di Andrea Cominoli), che dovrebbe anticipare l’intero progetto. Comunque, per quanto attiene il disco (spero di potervi pubblicare il download di almeno un brano nella prossima news), hanno suonato, insieme al Ducolo, l’ormai consolidato compagno di viaggio Valerio Gaffurini (vero deus ex machina?), e la sezione ritmica Paolo Legramandi e Teo Marchese.

2.      BRUMANTICA 2011. Sembra che sia imminente l’uscita della riedizione di Brumantica! Il Ducolo e Paolo Filippi del Cavò Studio hanno infatti ultimato la revisione del disco più acclamato del Ducoli. La nuova riedizione, oltre al re-mastering, re-mixing e re-pipping, includerà una versione interamente acustica che riporta la rivisitazione acustiva di tutte le canzoni del disco, come proposto in oltre cinque anni di concerti con il pianista Andrey  Kutov. Inoltre saranno presenti alcune versioni dub!!!! curate da Teo Marchese.Insomma… una super re-edition!!!!!

3.      PIANETA ROSSO. Il nuovo disco di Mauro Tononi è uscito da ormai una paio di mesi e sta raccogliendo consensi a iosa, e non solo nell’universo MOTOGP… A settembre il Ducoli sarà ospite di Mauro in una doppia avventura-concerto a Tavullia (2 settembre) e Pesaro (3 settembre) in occasione della presentazione del film Febbre Gialla, dedicato ai fans di Valentino Rossi. Leggi sotto…

4.      L’INFINITO E’ SEMPLICE. Il disco d’esordio di Alice Quarteroni, L’infinito è semplice, scritto dal Ducoli in collaborazione con l’immancabile Valerio Gaffurini e il chitarrista Christian Codenotti, riscuote consensi e lodi!!!!  Leggi sotto…

5.      QUART DE LUNA. La Selvaggi Band, che ha chiesto al Ducoli di partecipare ai testi del suo nuovo disco sta spopolando nei concerti estivi della provincia di Brescia e dintorni. Il Ducoli dice: “Sono più Selvaggi di me… è un onore aver scritto qualche testo per loro. Una vera e propria legittimazione!”. Leggi sotto…

6.      LO SBARCO IN LOMBARDIA. Il disco “edile” del Ducoli e di Andrey Kutov è pronto per essere registrato! Non so cosa stia succedendo… ho visto una copertina stratosferica realizzata nientemeno che da Luca Arru e ho sentito qualcosa della preproduzione. Che dire… un martello pneumatico! Credo che uscirà a febbraio ma non so niente di più perché il Ducolo quando parla del suo passato edile si commuove e si chiude a “riccio”!

7.      BIOCOSMOPOLITAN. Boris sta spaccando il … a tutti. Il disco che ha realizzato con il Ducolo è uno dei più acclamati nell’enturage jazz di quest’anno (leggete alcune recensioni qui sotto), e dopo concerti alle più diverse latitudini del mondo (dal Brasile alla Russia, passando per Fino del Monte), approderà a New York nella prima metà di settembre, dove verrà presentato in diversi locali della “Grande Mela”, compreso lo storico 55-BAR!!!!!

8.      LUPITA’S PROJECT. Non si mai nulla delle follie del Ducolo, figuriamoci quelle di suo fratello. Pare però che il Cobb sarà con loro in studio ad ottobre per la realizzazione del disco SEX ME. Non so niente altro, tutto è molto nebuloso…

9.      CLOCKWORK ORANGINA. Il nuovo disco di Mané è ormai completato. Verrà presentato il 23 settembre prossimo, o qualche giorno dopo (informatevi sul sito di Mané perché ci ho capito meno di voi). Il Ducolo mi ha detto: “C’è voluto un po’ ma era necessario. I maleducati avranno pane per i loro denti!”.

 

Quello è dimenticato è colpa del Ducoli… sorry. See you

 

PRESENTAZIONI!?!?!?!?!?!?!?!??!?!?!?!?!

 

SELVAGGI BAND-QUART DE LUNA (Disponibile anche in Digital Download)

Attivi da vent'anni sulla scena folk-rock bresciana, la “Selvaggi Band” si ispira alla canzone d'autore dialettale italiana, sia nelle sua forme più elevate che in quelle più guascone e scanzonate. Nelle loro canzoni si possono trovare riferimenti alla scuola milanese dei primi anni sessanta (Jannacci, Gaber, Svampa, Medici), ma anche alle più recenti forme della canzone dialettale dei bresciani Cinelli e dell'orobico Van De Sfroos. Piccoli episodi in forma di musica e parole, a costruire una storia che partendo dalla “Valle del ferro”, la Val Trompia, si spostano continuamente di latitudine per raccontare follie e romanticherie di personaggi e luoghi non sempre comuni. In questi ultimi anni li ho seguiti spesso nell'ambito della kermesse bresciana Goy de cöntala, a cui tra l'altro hanno sempre regalato grandi canzoni, e un loro nuovo disco di loro canzoni era comunque la cosa più attesa.

 

Il secondo lavoro discografico della Selvaggi Band segue il fortunato disco d'esordio En dialèt, rafforzandosi con collaborazioni di assoluto livello con l'Enrico Mantovani, Alessandro Ducoli, Valerio Gaffurini, Paolo Costola, Enrico Catena, Alberto Pavesi e Christian Rocco. Quàrt del Lüna è un lavoro completo, che segna un loro concreto salto di qualità, in cui gli schemi classici del folk-rock sono arricchiti dall'utilizzo di strumenti etnici e di ricerca sonora quali il baghèt, l'ocarina, i flauti, il mandolino e il ciarango.  La Selvaggi Band sta promuovendo le proprie canzoni esibendosi dal vivo nei più svariati contesti. Forti delle collaborazioni live con personaggi quali Davide Van de Sfroos, i Luf, Charlie e Alessandro Ducoli, propongono un Live Act di sicuro impatto emotivo, colorato da suoni e ritmi coinvolgenti.

 

 

MAURO TONONI-PIANETA ROSSO (Disponibile anche in Digital Download)

Dal successo della performance nella festa del Fan Club del pilota di Tavullia, fino alla partecipazione con lo stesso Valentino al Chiambretti Night, Mauro Tononi presenta il suo secondo album i cui contenuti celebrano la nuova avventura del pluricampione del mondo in sella alla gloriosa Ducati.

 

Il periodo seguente l’uscita di “46 Volte Uno” ha mostrato una costante crescita di Mauro Tononi, l’artista di Corte Franca ormai universalmente riconosciuto come l’imitatore ufficiale di Valentino Rossi. Dal successo della performance inserita nella festa del Fan Club del pilota di Tavullia, fino alla partecipazione in tandem (o sarebbe meglio dire “in sidecar”?) proprio con Valentino al Chiambretti Night, Mauro Tononi ha seguito un percorso sfociato in questo secondo album, che comprende alcuni dei brani già contenuti nel disco precedente unitamente a nuove canzoni, i cui contenuti celebrano la nuova avventura del pluricampione del mondo in sella alla Ducati, marchio simbolo del motociclismo italiano e mondiale. Già dall’openerValieno” è chiara la voglia di divertirsi e di suonare senza prendersi troppo sul serio, ma altrettanto evidente è l’evoluzione delle composizioni, più mature ed inserite in un contesto meno “leggero” rispetto all’esordio, a cominciare dalla confezione corredata da uno splendido libretto. Infine, un accenno ai videoclips. Dal mese di Febbraio è visionabile su YouTube l’accoppiata “Desmocucciolo/A Spasso Per Il Borgo”, video girati nella sede della Ducati Brescia il primo ed a Borgo Panigale il secondo (in una fredda e nevosa notte di Gennaio…), ed a breve verrà pubblicato il video di “Valieno”, con un Mauro Tononi protagonista in sella ad alcuni dei più bei modelli della storia Ducati.

 

ALICE QUARTERONI – L’INFINITO E’ SEMPLICE (Disponibile anche in Digital Download)

L’Infinito è semplice è il disco d’esordio di Alice Quarteroni, vero e proprio astro nascente della musica italiana. Sono stati gli stessi autori Christian Codenotti, Alessandro Ducoli e Valerio Gaffurini, a sceglierla come voce e anima di un disco di nove canzoni in cui il romanticismo è il vero e unico filo conduttore. Un concept album dove, il risultato finale da ragione ad ognuna delle scelte fatte, anche per quanto riguarda i suoni e gli arrangiamenti che, accanto alla necessità di mantenere un certo appeal radiofonico, non hanno trascurato ricerca e cura dei dettagli. Ed è proprio la voce di Alice, il dettaglio più cercato, è l’esatta quadratura del cerchio: forte e intensa, calda.

 

 

MANE’ – CLOCKWORK ORANGINA (Presto disponibile anche in Digital Download)

Icona vera della scena elektro-pop italiana, Mané ci regala un altro capitolo illuminato delle sue cupe ed ambigue atmosfere sonore. Clockwork Orangina segue a distanza di cinque anni il vero e proprio cult-album Chromo Inverso, aggiungendo ai temi romantico-lirici tipici dell’autore bresciano nuova ed autentica linfa vitale. Un lavoro di canzoni che, prendendo quasi solo apparentemente spunto dal capolavoro Arancia Meccanica (A ClockWork Orange), segna l’ennesimo punto a favore di un personaggio che non finisce mai di stupire.

 

Ad accompagnare Mané ci sono i suoi abituali compagni di viaggio Valerio Gaffurini e Alessandro Ducoli. Un team che meriterebbe davvero una più adeguata visibilità ma che, come afferma lo stesso Mané, si muove orgogliosamente nell’underground musicale, unico vero luogo in grado di mantenere libera ogni forma di espressione.  A questo punto non ci resta che seguirlo nei suoi elektro-pop concerti, accompagnato da marchingegni elettronici e dalla meravigliosa chitarrista Sandra Stefanoni.

 

26 giugno 2011

 

Prima di tutto, un ricordo ed un pensiero alle straordinarie emozioni regalateci da Big Man... nessun’altra parola.

 

Sono usciti L’infinito è semplice, Quart de lüna e Pianeta rosso. A breve nella pagina CD-Grafy le rispettive pagine… keep on rockin’!!!!!!!!!

 

Altre succose news, riguardanti sia Sandropiteco che Lo sbarco in Lombardia, ma attenzione, una succosa riedizione di Brumantica di cui il Ducoli non mi ha detto null’altro se non un remastering e l’aggiunta di alcune versioni alternative, saranno presto on line.

 

Bicosmopolitan continua a ricevere consensi:

 

The polyphonic vocal expertise of Italian artist Boris Savoldelli alters implications for the proverbial one-man band format. Although he receives assistance from revered session bassist/solo artist Jimmy Haslip, and some additional help from trumpeter Paolo Fresu—both appearing on selected tracks—it is Savoldelli who propagates the mesmeric performances. The vocalist uses electronics and voice overlays, and abides by a strong rhythmic process throughout Biocosmopolitan's sixteen pieces, spanning one to four minutes in length. He also benefits by possessing near perfect diction and a resonating pop-rock voice. Essentially, the album contains a succession of amalgamated themes and novel approaches.

 

Less experimental from an avant-garde perspective than Protoplasmic (MoonJune, 2009) (with guitar pioneer Elliott Sharp), Biocosmopolitan features numerous pop sensibilities via the artist's choral soundscapes, executed in various registers. Savoldelli fuses cheery and snappy grooves into the mix, and also inserts cartoonish sounds and lyric-less voice arrangements into memorable hooks. Haslip's impossibly fast bass runs on the title track anchor a soul-stirring vibe, while "Kerouac in New York City" is given jazzy overtones with Fresu's bronze-toned lines. Savoldelli articulates an imaginary world that intimates some sort of techno-heavy dreamland, but tempers the program during "Biocosmo," featuring his echoing acoustic piano work and sensitive balladry, while invoking a sense of loneliness.

 

The album includes two bonus tracks, one of which is a cover of Jimi Hendrix's "Crosstown Traffic." Salvoldelli closes out the proceedings with "Closin' Theme," with an English narration of the album credits atop a '50s-like doo-wop motif. Multifaceted and immensely talented, Salvoldelli elevates the singer-songwriter model into a nouveau cosmic delight.

 

(Glenn Astarita, All About Jazz, maggio 2011)

 

 

21 aprile 2011

 

Il ricco calendario live, comprese anche le date con gli ormai consolidati Lupita’s Project, non interrompono le produzioni di quel malato del Ducolo. È uscito infatti, in edizione segretissima, il libercolo Stai Comodo che, sottoposto a dura rilettura censoria (qualche anno fa gli “aforismi” caustici del Ducoli gli avevano creato un poco di problemi), è stato stampato in 40 sole copie che non ho ancora capito che destino avranno (il Ducoli si è censurato anche i pensieri e mi dice le cose a singhiozzi). Comunque vi terrò aggiornati se succede qualcosa.

 

Tra maggio e giugno usciranno rispettivamente L’infinito è semplice, Quart de lüna e Pianeta rosso. 

 

Il primo lavoro segna l’esordio discografico di Alice Quarteroni, talentuosa voce che ha interpretato nove brani scritti dal Ducoli (testi) e da Valerio Gaffurini e Christian Codenotti (musiche). Quart de luna è invece il secondo disco della Selvaggi Band in cui il Ducoli compare come coautore di alcuni testi. Il terzo album segna invece il ritorno di Mauro Tononi ad un anno dall’uscita di 46 volte uno. A breve vi metterò on line, file e informazioni più dettagliate.

 

Bicosmopolitan continua a ricevere consensi e, dopo il concerto di San Paolo!!!! In Brasile, Boris Savoldelli ha in programma una nuova serie di concerti in Russia. Nel frattempo continuano ad uscire recensioni entusiasmate:

 

La vena ironica sottile, stesa su un piano armonico inclinato da pendenze ora jazz, ora spudoratamente urbane (nel senso più nero del termine), poi lievemente avanguardiste e poi, solo poi, semplicemente pop, è il marchio di fabbrica di uno dei migliori vocalist attualmente in circolazione nel Vecchio Continente.

Boris Savoldelli non tradisce le attese, ad appena due anni dall'ottimo "Protoplasmic" - opera nella quale la fusione tra voce e musica continuava un percorso segnato dall'opera prima "Insanology" - e lo fa riscoprendo un'attitudine pop per un suono che resta comunque una sfida avvincente, un conglomerato sonoro in cui elementi contrastanti si fondono creando una sola, accattivante melodia.

Il linguaggio alla fin fine semplice (pregio dei pregi!) di un artista simile, è frutto di un lessico le cui regole - se ce ne sono - sono parafrasi sottaciute, vaghi ricordi di una grammatica che appartiene e interessa ad altri. Non a lui.

Ritmiche totalmente affidate alla voce si alternano a ospiti d'eccezione, quali ad esempio l'ottimo Paolo Fresu ("Concrete Clima" e "Kerouac In New York City"), le cui digressioni fusion con tromba e flugelhorn regalano a "Biocosmopolitan" quella dimensione notturna con la quale Savoldelli sembra giocare grazie a un abile fraseggio - suo vero e proprio marchio di fabbrica - che si sviluppa a strati senza che uno di questi prevalga sull'altro.

L'apporto di una leggenda come Jimmy Haslip nella title track ha, di contro, il potere di rubare la scena a una melodia vocale intessuta su trame blues e il cui dinamismo ricorda da vicino il debutto: quell'"Insanology" che aveva destato l'interesse di una certa critica che avrebbe poi fornito la spinta giusta a un ragazzo bresciano dall'aria innocua e l'ugola micidiale.

Se usciamo dall'ambito tecnico per un attimo, tra i pregi di Savoldelli c'è sicuramente quello di non prendersi troppo sul serio, di mettere piede in un'estetica surrealista, salvo poi saltare a piè pari in ambiti familiari a nomi come quello del Bobby McFerrin di "Hush", nel quale, a loro volta, le radici classiche si piegavano a un talento puro, folgorante, immediatamente riconoscibile. Savoldelli riparte da quelle coordinate per attuare e fare proprio un dinamismo esteticamente jazz ma quantitativamente "altro". "Altro" dal semplice canto a cappella, "altro" dalle semplici frenesie avanguardiste, "altro" dai canoni di una forma-canzone che su "Biocosmopolitan" non ha dimora e della quale, certamente, non si sente la mancanza.

Il contrasto tra melodia e sperimentazione rende l'album dell'uomo voice orchestra una perla rara in un ambito, quello dell'avanguardia, perennemente sbilanciato da una parte o dall'altra, ma che raramente riesce a stabilire un equilibrio su cui costruire ciò che per definizione "raggiunge prima degli altri".

Viene da sorridere nell'ascoltare l'azzeccatissima cover di "Crosstown Traffic" di hendrixiana memoria. Viene da sorridere perché la musica, per come la vede Savoldelli, è un affare fortemente e inesorabilmente serio.

 

(Alex Franquelli, Ondarock aprile 2011)

 

Au sens premier du terme, Boris Salvodelli propose une musique progressive en choisissant de présenter un album essentiellement orienté autour du chant, presque exclusivement composé de voix. En évitant le cliché de la chorale à la Pow Wow ou d'un Gospel niaisement fédérateur, la formation développe une musique réfléchie, orientée, osée, combinant derrière un seul chanteur au spectre vocal surprenant différents éléments de Jazz, Gospel, Soul, de chœurs, scats et voix se combinant pour créer une orchestration complète.


Entre chant Gospel rythmé et chorale lyrique plus linéaire, ce chanteur décidément impressionnant (du chant éraillé jazzy à la plus douce mélodie vocale) a su trouver un équilibre idéal rendant sa musique authentique mais également très accessible.
La structure rythmique et mélodique de chaque titre se compose de B-Box et souvent de scat comme sur la jazzy "The Discordia" au chant plus engagé mais toujours optimiste.


Partageant son chant entre anglais et italien, parfois au sein d'un même titre comme sur "The Miss Kiss", un des meilleurs moment de l'album qu'un Buddy Holly n'aurait pas renié (même la trompette est jouée avec la bouche), notre chanteur propose une musique jamais lassante malgré l'absence d'instruments.

 

Absence n'est pas le terme le plus approprié puisque sur certains morceaux, on entend ponctuellement une basse véloce par exemple qui réhausse le côté Jazzy d'un "Biocosmopolitan" (brillantissime et en écoute ici) en proposant un solo brillant suivi d'une jam sur fond de chœurs hypnotiques, ou une trompette qui se promène sur le chant italien du très latino "Concrete Clima" et sur "Kerouac In New York City", sorte de Doo Wop enthousiaste au groove à la limite du Hip Hop. Sur le titre "Biocosmo", présent sous deux versions, l'une italienne l'autre anglaise, c'est un piano éthéré et émouvant, évoquant les gymnopédies de Satie, qui ouvre une œuvre développant des ambiances digne du Marillion le plus mélancolique (la voix y est pour quelque chose). Décidément l'un des grands moments de cet album.


Chaque instrument vient donc ancrer la couleur musicale du titre, réhaussant l'univers dépeint. Et puisque l'on est dans les comparaisons, pourquoi ne pas évoquer les chorales en canon d'unSpock's Beard sur "Dandy Dog" introduit par un Scat alambiqué (ou sur un "Crosstown Traffic" moderne aux voix distordues par quelques effets).


Le radiophonique et groovy "Is Difficult To Fly Without Whisky", au chant pourtant plus solennel, et "Love City", Gospel fédérateur original viennent confirmer la total réussite de cet album définitivement riche et solidement maillé.
A Découvrir!

 

(Mr. Blue, Musicwaves aprile 2011)

 

http://www.distritojazz.es/2011/04/boris-savoldelli-bio-cosmopolitan/

 

http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/biocosmopolitan/

 

 

 

12 marzo 2011

 

 

È uscito Bicosmopolitan (il Ducoli mi ha finalmente dato testi e fotografie per cui ho aggiornato la discografia del sito con una pagina dedicata).  Boris Savoldelli lo sta promuovendo ad ogni latitudine e sta raccogliendo una marea di consensi! Eccovi la prima vera  propria “valanga” di recensioni e un appassionato commento di Todd Jenkins, direttore della rivista di All About Jazz di New York:

 

"Boris, I got "Biocosmopolitan" in the mail yesterday and played it all the way through today. What an AMAZING album. Your creativity boggles the mind, and I love the way you layer sounds in ways both unexpected and comfortable. Brilliant, brilliant work"...

 

 

Un paio d’anni son passati da Protoplasmic ed è tempo per Boris Savoldelli di tornare ad esalare il suo vocalese sempre più duttile e dinamico. Nel nuovo Biocosmopolitan, terzo lavoro solista e secondo per la benemerita etichetta newyorkese Moon In June, il quarantenne bresciano sbriglia la sua tipica rielaborazione assieme cerebrale e divertita di topol jazz, gospel, soul e funk, mettendo in mostra una vena mai tanto black e groovy. Il tutto ovviamente strutturato sulla voce – stratificazioni a cappella, scat e beatbox - col prezioso aiuto del bassista Jimmy Haslip nella title track e della tromba di Paolo Fresu in Concrete Clima e Kerouac In New York City. Le quattordici tracce del programma sono un’immersione ubriacante nell’arte gioiosa e a tratti geniale di Savoldelli, una zona franca dove le coordinate si smorzano e confondono, s’impastano idiomi e s’incrociano forme (afro, blues, hip hop, pop, psych, musical...) con l’obiettivo di escogitare forme d’intrattenimento che stemperino suggestione, leggerezza e profondità. L’impeto luminoso quasi The Who di Lovecity, quella specie di Beatles in orgasmo Weather Report di Disarmonia ed il Quartetto Cetra spedito a New Orleans del singolo The Miss Kiss sono i momenti migliori di una scaletta deliziosa.

 

(Stefano Solventi, Sentire Ascoltare, n. 77 marzo 2011)

 

 

Finalmente abbiamo tra le mani il nuovo album di Boris Savoldelli, un disco che ho atteso a lungo. Quattro anni fa Savoldelli ci aveva impressionato con il suo debutto Insanology, un disco molto sperimentale e vario, dove il nostro mostrava le sue grandi qualità vocali, poi si è rifatto vivo con un disco molto acido condiviso col geniale Elliot Sharp, pura avanguardia, senza dimenticare che oggi Boris fa parte di un’altra formazione molto sperimentale, i S.A.D.O. coi quali ha già inciso tre album. L’attesa era stata interrotta dal singolo “The Miss Kiss”, con cui presentava anche il suo primo video e come b-side c’era una bellissima cover di “Dear Prudence” dei Beatles, “The Miss Kiss” con il video vengono riproposti in questo nuovo album.

Boris “Voice Orchestra” Savoldelli è un artista dalla voce spettacolare, che costruisce i suoi brani pezzo dopo pezzo, prima prepara le parti ritmiche che mette in loop, poi ci mette gli arrangiamenti con effetti vari creati tutti con la sua voce, che spesso creano atmosfere surreali piene di gusto e, infine, introduce le parti soliste, il risultato è tutto da ascoltare. Senza contare che spesso utilizza dei tempi dispari da mal di testa, come i cinque quarti e i sette ottavi.

 

A vederlo Boris sembra un eterno ragazzo, elegante, ma con un’aria scanzonata, l’occhio birbante e un sorriso contagioso, che riesce ad unire classe e spirito ribelle in un unicum tutto suo, una personalità solare, ma non priva di lati raffinatamente dark. Così è il suo nuovo disco, un’avventura divisa tra classe e biricchine zampate di sperimentazione, un disco che suona molto moderno, quasi urbano, non a caso è dedicato a New York. Il disco precedente Insanology, come abbiamo già sottolienato, era più sperimentale, Boris voleva colpire subito forte la fantasia dell’ascoltatore, oggi Boris è più rilassato ed ha scelto di concentrarsi maggiormente sulla composizione, quindi i nuovi brani sono molto più immediati e piacevoli da ascoltare. Il disco si apre con “Aria”, che ha delle armonie che sembrano scendere dai monti, un canto dal sapore corale, quasi naturalistico. La traccia successiva è quella che dà il titolo al disco, il territorio è più moderno, entra anche il basso di Jimmy Haslip, guest stellare che conferisce grande spessore al pezzo e produce un assolo da brividi, mentre Boris mette in campo tutte le sue doti espressive, gran bel pezzo, molto completo. Terzo brano, secondo ospite, Paolo Fresu alla tromba, certo che Boris sceglie con cura le proprie amicizie, brano simpatico, che unisce atmosfere americane da night club ad un pizzico di follia tutta italiana, umorismo e genialità insieme. In questo brano Boris è riuscito ad unire il suo lato più dark con quello light, ottimo il solo di tromba.

 

“The Discordia” è follia pura, Savoldelli si produce in un mix disarmonico da brividi, dimostrando un controllo pazzesco della voce e sono scintille, il mio brano preferito, bravissimo. Siamo solo al quarto brano e sono già conquistato da questo nuovo lavoro di Boris, che continua a carezzare i miei sensi con l’urbana “Kerouac in New York City”, dove torna Fresu, da gustare come la bibita… “rubata” dalla mosca biricchina. In “It’s Difficult to Fly…” Boris gioca con ritmi arditi e armonie che rimandano agli U2, voce calda e sensuale, altro ottimo episodio. “Dandy Dog” è un gioco ad incastro, perfetto per la voce duttile di Boris, che si diverte a scomporre le armonie e a ricomporle in modo divertente, nonostante le difficoltà del pezzo, per metà fuori di testa e per metà assolutamente geniale. Poi Savoldelli aggiunge un tocco di classe con “Danny Is a Man Now” e alla fine ci prende anche un po’ in giro, ma lo fa con la sua innata simpatia. “Biocosmo” ci presenta il suo lato più intimista e romantico, si accompagna da un piano minimale e canta una canzone senza le solite magie, ma sempre con grande intensità. E ancora “Lovecity” e la crazySprigstorm” dove il nostro tira fuori il suo spirito più guascone, ma ecco la già annunciata “The Miss Kiss”, un brano irriverente, malandrino, costruita su doppi sensi e magie vocali, il video poi è particolarmente divertente, ambientato in un night club degli anni trenta è ricco di situazioni e di personaggi simpatici, tutti amici di Boris che si sono prestati con grande entusiasmo e ne è uscito qualcosa di veramente bello, merito anche di un giovane regista emergente, Alessandro Romele, che ha messo molta passione nel realizzarlo. Nel finale emerge ancora il lato più folle di Boris, che imita una tromba e produce una serie pazzesca di versi, che sembrano fuori controllo, ma non lo sono. Il disco non è ancora finito, ci sono altre sorprese, ma vi ho raccontato già molto, il resto dovete fare lo sforzo di scoprirlo da soli.

 

Che dire, sono nuovamente entusiasta di questo artista, mi riesce difficile esprimere nuovi commenti dopo una recensione così lunga e impegnativa, Boris è un vero artista, non privatevi del piacere di ascoltarlo, porterà nella vostra vita una ventata di simpatia unita ad una tecnica di canto sopraffina, cosa volete di più?

 

(Rockimpressions, aprile 2011)

 

 

There are vocalists who prefer to create their own musical worlds rather than get stuck in the crosstown traffic snarls of mainstream rush hour. If they are good they bring us something new. If they are really good they can bring us joy. Boris Savoldelli follows his own muse. And he is really good at it. The new album, his third I believe, is his best yet. Biocosmopolitan (MoonJune 037) is what happens when the vocal brilliance of a Bobby McFerrin, Brian Wilson, Peter Gabriel, or Imogen Heap are transformed to Boris Salvoldelli's very original vision of what can be. And he makes it so. You get 16 very compelling tracks plus a bonus video.

 

This is vocal ensemble music for the most part, made by multiple tracking. Paolo Fresu joins on trumpet or fluegelhorn on two tracks; bassist Jimmy Haslip joins in on one cut; Boris adds his piano here and there; otherwise it's all vocals. His is a voice of great range and an unmistakable sound. Even more so his vocal arrangements are breathtaking--sometimes as a full band of vocalized instruments, sometimes as a Boris choir that jumps out of your speakers and captures your ears; sometimes both. His part-singing conception works beautifully. And he writes some very nice songs too. It's progressive jazz, it's prog rock, it's whatever you want to call it, doesn't matter. It's beautiful. Check out his vocal version of the Hendrix group in all its parts on "Crosstown Traffic" for starters. Then explore the many captivating originals. The artistry is way up there on the Grego-meter. No hype. This is how I feel. There is the joy of singing, the exuberance, the craziness, and the sheer artistry of Boris here in abundance. It will grab you, if you are like me. Highly recommended. You need to hear this. Seriously.

 

(Gappelgate, aprile 2011)

 

 

Il biglietto da visita di Boris Savoldelli sono le recensioni. Perché non sono di parte, sono aggrappate a un ascolto e a una passione: "Uno spettacolo sfavillante e musicalmente attraente" (Time Out New York); "una voce attraente, idee interessanti e soli eccitanti" (Howard Mandel-Presidente della American Jazz Journalists Association); "una voce che provoca gioia" (Seattle Times); "senza dubbio un genio" (Iouri Lnogradski Caporedattore di Jazz Russia Magazine e Jazz.ru); "uno spettacolo straordinario (All About Jazz New York); "un vocalist prodigioso (Ezio Guaitamacchi, direttore del mensile Jam); "un talento unico" (Vortex Jazz Magazine, UK); "la magia di una caleidoscopica vocalità e musicalità" (Il Mucchio); "una variante moderna di Bobby McFerrin e Al Jarreau" (IoPages Magazine Netherland); "uno dei cantanti più intriganti degli ultimi anni" (Arnaldo DeSouteiro - Jazz Station Records- New York); “semplicemente un cantante superbo" (Mark Murphy).

 

E qua interrompiamo un elenco che potrebbe andare avanti per righe e righe, come quei romanzi la cui mole terrorizza ma che quando scatta la lettura, avvincono e le pagine sono sempre poche, perché la parola "the end" chiude la porta delle emozioni. Boris Salvoldelli, classe 1970, bresciano, è un vocal performer affascinato da sempre dallo strumento voce e dalle sue straordinarie possibilità. Ciò lo spinge a una continua ricerca di nuove forme espressive-vocali. E questo suo nuovo lavoro Biocosmopolitan.

 

Dal vivo è un fenomeno e ha nel curriculum esibizioni storiche quali quella del settembre 2008 al The Stone di New York, il cui direttore artistico è John Zorn, i Vocal Solo Tour in Russia e Ucraina nel 2009 e 2010. e la partecipazione all'edizione 2010 dei festival Time in Jazz di Berchidda e Time in Sassari diretti da Paolo Fresu.

(Sky.it, aprile 2011)

 

 

 

Boris Savoldelli’s new release "Biocosmopolitan" is nothing short of a tour de force of vocal artistry. Listeners who are only familiar with the singer’s previous MoonJune CD – the edgy, shape-shifting "Protoplasmic" duets with guitar innovator Elliott Sharp – will be little prepared for the euphonious aural feast that awaits them on "Biocosmopolitan," which represents a new pinnacle for this unique and wholly engaging vocal performer. Besides the 16 tracks, the CD also includes a 8-minute long bonus video clip, "The Miss Kiss," which can be viewed here: http://www.themisskiss.eu/home.php?lan=en

In Italy, Savoldelli studied operatic vocal techniques with Simona Marcello and, more recently, in New York, he's refined his art with singers Jay Clayton and Mark Murphy. Savoldelli is also a member of the innovative avant jazz-rock combo SADO, and released the acclaimed solo album "Insanology" in 2008, a feast of inspired vocal-orchestral loop-layering, featuring a guest appearance by guitarist Marc Ribot, followed by "Proptoplasmic" (2009) on MoonJune. In both occasions, Boris Savoldelli appeared among the top male vocalists of the year in the Jazz Station Polls, placing 3rd in 2008 and 2nd in 2009. Since he didn't release a new album last year, he became ineligible in 2010.

"Biocosmopolitan" would be a remarkable album even if it were performed by a large ensemble of singers and instrumentalists, but the fact that these intricately layered songs were performed in real time by a single vocalist – apart from the brilliant contributions of Italian trumpet star Paolo Fresu on two tracks, fusion bass ace Jimmy Haslip (Yellowjackets, Sadao Watanabe) on another, Savoldelli’s own piano accompaniment on “Biocosmo,” and subtle use of sound-effects recordings – is difficult to believe.

Using only a microphone and a compact, customized setup of looping and sound-processing devices, Savoldelli constructs exquisitely crafted, self-contained sound-worlds replete with elaborate multipart harmonies, complex interlocking rhythms, and a panoply of globe-spanning musical influences old and new, ranging from vintage jazz crooning and calypso to Renaissance polyphony, R&B, South African mbaqanga choral music, psychedelic rock, Beat poetry, his native Italian folk heritage, and a sort of mutant doo-wop. Seldom has vocal music been heard that conjures both the Beach Boys and Stockhausen in the same track. What unifies all of these wildly varied influences is Savoldelli’s inimitable, outgoing musical personality.

Unlike "Protoplasmic," an improvised outing that explored what Boris refers to as his “dark” side, "Biocosmopolitan" is a much more exuberant and accessible affair, and presents the most complete portrait of Savoldelli as singer, composer, arranger, and sound manipulator to date. Deft use of looping enables the singer to accompany himself with a rich tapestry of choral and ‘instrumental’ sounds, as in his amazing emulation of longtime hero Jimi Hendrix’s strangulated, wah-fried guitar cries on a version of “Crosstown Traffic” like no other. Likewise, all of the sophisticated and entirely convincing drum and percussion sounds on "Biocosmopolitan" are produced by vocal cords, mouth, and lips alone.

While other singers have also emulated instrumental timbres using the human voice, none has taken this approach further or with such inventiveness as Savoldelli has on "Biocosmopolitan." With lyrics in Italian, English, and a nonverbal vocalese syntax of his own invention, "Biocosmopolitan" is continually enlivened by Savoldelli’s warm- hearted demeanor and infectious sense of humor, belying the worn-out stereotype that ‘avant-garde’ vocalizing is by definition strident and uninviting. This new album, scheduled for CD release in the USA on March 15, brilliantly demonstrates why Savoldelli has won over audiences throughout the world with his concerts of ‘one-man polyphony,’ while mapping out new frontiers for the human voice.

 

(Arnaldo DeSouteiro's, Jazz Station, marzo 2011)

 

 

 

Se appena mettete su questo disco vi vien da pensare: "questo tipo è pazzo", vuol dire che siete sulla buona strada. Sulla buona strada per capire che un po' lo è - ci perdonerà l'autore, sappiamo essere uomo di spirito (libero) - ma che un bel po' la sua pazzia è nella ricerca di un'anima multipla. Per trovarla utilizza la voce, come fa da diversi anni. Il disco infatti è frutto, quasi intero, della sua sola ugola, certamente coodiuvata dall'utilizzo di loop machine che serve a moltiplicarne gli effetti e le derive. Fresu compare in due brani e il dialogo è molto sentito e appassionato; Haslip e le sue corde elettriche in uno, mica uno qualsiasi, quello che dà il titolo all'album. Ancora una volta ospitato da un'etichetta americana, come lo era stato per "Protoplasmic" in duo con Elliott Sharp, Savoldelli evidenzia nel suo modo di rapportarsi all'estetica vocale un'infinità di inflessioni differenti ma non è certamente questa la peculiarità del lavoro. Il suo racconto è costruito a partire da pochi elementi narrativi e li ha elaborati fino a farne uno spazio contiguo a quello reale. In questo fantastico mondo c’è tantissima razionalità, c’è tutto il graffio morboso del compositore anche, la sua poetica visionaria. Colpisce Savoldelli, la sua elegia, al crocevia tra un cartoon, l’astrattismo, un film d’animazione. Per metà; l’altra parte è composta da immagini reali in continuo movimento dove affiorano simboli e archetipi, anche quando si siede al pianoforte in Biocosmo. Una specie di sogno

 

(Federico Scoppio, Musica Jazz, marzo 2011)

 

 

What a contrast Boris Savoldelli's Biocosmopolitan is to the vocalist's predecessor, Protoplasmic (MoonJune Records, 2009), which featured guitarist Elliot Sharp as his chief collaborator. While Protoplasmic was a brave dive into the experimental, Biocosmopolitan is a bright, infectious and singable work. The right balance of passion, delivery, and technology come together for 16 enjoyable tracks with brevity a main device, employed by Savoldelli, that helps maintain a constant sense of movement and flow.

The style is a sort of "modern sentimental." The lyrics bounce between English and Italian, and the basic mood is an upbeat one. Other than Savoldelli's vocals, vocal effects and piano, electric bassist Jimmy Haslip performs on the title track, while trumpeter/flugelhornist Paolo Fresu appears on "Concrete Clima" and "Kerouac In New York City." It is Savoldelli's multilayered vocals, though, that make him sound like an urban choral orchestra.

There is an absolute sense of humor flowing through the majority of the songs. Whether it be the sound effects of rain, the clapping hands of a crowd, or a scratchy LP record effect on a turntable accompanying the vocals, there is never a dull moment. The CD's only gray mood might be found in Savoldelli's English and Italian versions of "Biocosmo," which suggest some affection for the music of Radiohead. Jimi Hendrix's "Crosstown Traffic" is a welcome bonus track that grooves, surprisingly, without any guitar.

Move over Bobby McFerrin, Take 6, and Norah Jones; with Biocosmopolitan, Boris Savoldelli  has moved to the front of the line.

 

(Mark Redlefsen, All About Jazz – New York)

 

 

Here comes the light side! E non poteva essere più luminosa la parte solare e comunicativa di Boris Savoldelli, l'apprezzato vocalist camuno che con "Biocosmopolitan" dà finalmente alla luce il secondo atto del viaggio inaugurato con "Insanology". Ne ha fatta di strada Boris dal primo lp: una crescita vertiginosa, che lo ha portato a cantare in lungo e in largo, a sperimentare la sua 'dark side' con un colosso come Elliott Sharp, ad esibirsi anche in Russia e USA con responsi eccezionali.

"Biocosmopolitan" nasce in tale contesto: in un momento di crescita artistica e personale, di "collocazione" di alcune sicurezze, compositive ed esecutive, di incontri. Quello con Vic Albani ad esempio, che ha dato una marcia in più a Boris, facendogli lanciare una collaborazione con Paolo Fresu e Jimmy Haslip, ospiti in alcuni brani di questo effervescente album. "Biocosmopolitan" non fa che riprendere la formula del predecessore migliorandola e potenziandola: un melange accattivante di jazz, funk, rock, blues, latin e minimalismo tutto concentrato nella poliedrica vocalità di Boris.

L'elemento chiave è il divertimento: che Boris gioisca nel giocare sovrapponendo e avvolgendo linee vocali, che sia deliziato con la sua loop station che ripete e divora ritmi e suoni, è evidente, ne sono contagiati Haslip nella title-track e lo stesso Fresu in "Concrete clima". Le comprensibili ingenuità di "Insanology" scompaiono in favore di una visione più matura - sempre "circolare" e mantrica - dei brani, come dimostrano "The discordia", "Dandy dog", le deliziose "Danny is a man now" e "The miss kiss" ma anche "Biocosmo", un esperimento voce e piano inedito per Boris.

La piccola orchestra vocale colpisce nel segno: bentornato Boris!

 

(Donato Zoppo, Movimenti Prog, Marzo 2011)

 

 

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Cresce l’attesa dell’uscita di Pianeta Rosso, il nuovo disco dedicato a Valentino Rossi che il Ducoli e Valerio Gaffurini hanno realizzato con Mauro Tononi. Dopo la partecipazione di Mauro al Chiambretti Night, dove ha dettato con Valentino in una spassosissima intervista, sono infatti in di realizzazione i brani Valieno, San Valentino e Motomorfosi, che completeranno la scaletta del nuovo disco con le canzoni già disponibili on-line A spasso per il Borgo e Desmocucciolo (http://www.youtube.com/watch?v=GMrlkdSuOrM). Aggiornamenti sulla data ufficiale di uscita del disco, prodotto in collaborazione con Ducati Brescia, saranno disponibili a breve (si parla di sabato 30 aprile)… Keep in touch!!!!!!!!!!!

 

 

4 febbraio 2011

 

Boris Savoldelli ha ufficializzato la data di uscita di Biocosmopolitan: 12 marzo 2011. Il disco di Boris, di cui il Ducoli ha curato la parte lirica, verrà presentato lo stesso giorno al Bar Bai di Pisogne (BS). Appena il Ducoli mi manda i testi e qualche notizia in più di questo disco, di cui si parla ormai da quasi un anno, vedrò di fare una pagina dedicata, nel frattempo tutte le eventuali informazioni che vi mancano le trovate sul sito di Boris.

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Mauro Tononi, voce ufficiale di Valentino Rossi, pubblicherà su il 16 febbraio prossimo il cortometraggio “A spasso per il Borgo”. Realizzato con la Angiolinoss Film, potrete scaricarlo direttamente dal sito di Mauro. Il corto contiene le due canzoni Desmocucciolo e A spasso per il Borgo, scritte dal Ducoli per il progetto Pianeta Rosso, il nuovo disco di Mauro dedicato al passaggio in Ducati di Valentino Rossi. Il nuovo disco, che segue l’acclamatissimo 46 Volte Uno

 dello scorso anno, dovrebbe uscire con l’inizio del prossimo mondiale e conterrà nuove canzoni “a due ruote” e il singolo Valieno che si preannuncia esplosivo.

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È uscito Uomo nel Tempo, il primo disco dei The Groove, la band di Mario Stivala, chitarrista storico del Ducoli. Nel disco, che sette brani inediti scritti da Mario, ci sono anche La Malura e Una nuova città, dall’ultimo disco del Ducoli Piccoli Animaletti.

I THE GROOVE (Dario Morandini voce e chitarra, Mario Stivala chitarra elettrica, Roberto “Bibi” Angelico Basso e cori, Gabriele Stivala Batteria) nascono nel 2006 avendo come unica finalità quella di incontrarsi settimanalmente tra amici per fare musica insieme. I componenti della band provengono da esperienze musicali le più diverse (dal jazz alla musica classica, dal “liscio” alla musica corale-popolare), ma tutti sono accomunati dalla passione per il rock.

All’inizio dell’esperienza, i The Groove si sono orientati verso un repertorio di “cover” di gruppi rock anni ‘70/’80 (Rolling Stones, Eagles, Creadence Clearwater Revival, ecc.) ed iniziando l’attività live in alcuni locali della Vallecamonica. Solo nel 2010 i The Groove hanno cambiato rotta, intraprendendo un progetto nuovo finalizzato all’incisione del loro primo lavoro discografico dal titolo UOMO NEL TEMPO. Questo prodotto nasce dalla vena creativa di Mario Stivala che ha composto musica e testi di quasi tutti i brani del cd e dalla voglia di tutti i componenti di misurarsi in un’esperienza più complessa ed impegnativa come l’incisione di un album. Il disco è autoprodotto, nel senso che la registrazione ed il mixaggio dei brani sono operazioni effettuate “in casa” mediante strumentazioni e software complessi, evitando, però, l’utilizzo di sale di incisione e l’ausilio di tecnici del suono esterni. Tale scelta, unitamente alla volontà di non servirsi di produzioni e/o etichette discografiche, ha favorito la “rilassatezza” nel portare a termine il lavoro, aspetto, questo, fondamentale, soprattutto se si considera che per quasi tutti i componenti della band si è trattato della prima esperienza discografica e che, dal punto di vista lavorativo, i The Groove sono quattro professionisti nei più svariati ambiti (medico-Mario, legale-Gabriele, informatico-Dario e imprenditoriale-Bibi).

Invece, l’esperienza in questo senso maturata da Mario Stivala (che ha collaborato con musicisti del calibro di Alesandro Ducoli, Ellade Bandini, Ares Tavolazzi, Andrey Kutov, Archie Buelli ed ha frequentato assiduamente le sale di incisione) ha contribuito a facilitare l’approccio all’incisione degli altri componenti. L’album “Uomo nel tempo” contiene sette brani tutti composti, musica e testi, da Mario Stivala tranne “La Malura” e “ Una nuova città” che vedono la collaborazione di Alessandro Ducoli. I pezzi che compongono l’opera hanno sapori diversi che vanno dal rock più classico a ballate coinvolgenti, fino a brani particolari e ritmicamente coinvolgenti come “Nero prevedo”; tutti i testi sono rigorosamente in italiano.

Per l’uscita di “Uomo nel tempo”, che –lo si ribadisce- è un lavoro integralmente autoprodotto, è stato determinante il rapporto di amicizia che si è instaurato con l’ing. Paride Gregorini (patron di OPRAH SOA SPA di Pian Camuno), il quale si è fin da subito appassionato al progetto discografico e ha contribuito in maniera essenziale (e non solo dal punto di vista economico) all’esito del progetto. Il tour “Uomo nel tempo-Live”  ha preso il via il 28 gennaio 2011 dal Martini Lounge Cafè di Boario Terme. Nella preparazione del tour, i The Groove hanno puntato, oltre che sulla qualità tecnica della performance, anche (e soprattutto) sul perfezionamento e sulla personalizzazione del sound, ritenendo fondamentale che il pubblico possa ricevere emozioni non solo dal contenuto (musicale e testuale) dei brani, ma anche dal “groove” –inteso come sensazione, feeling emozionale, vibrazione- derivanti da un mix curato di volume, livello e pulizia del suono.

Le aspettative riposte in questo primo lavoro, lungi dall’essere rappresentate da elementi di carattere meramente economico,  sono rivolte alla possibilità di concretizzare un sogno: quello di uscire dai limiti territoriali della Valle per potersi far conoscere anche fuori dalla Provincia. E non è poco!

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Non si capisce ancora nulla di cosa stia combinando il Ducoli con Sandropiteco, che si vocifera essere stato completato, e Lo Sbarco in Lombardia. Nel primo caso credo che il Ducoli stia cercando di risparmiare due soldi per stamparlo con una delle sue solite confezioni da suicidio finanziario; nel secondo caso sembra addirittura che Andrey Kutov stia realizzando gli arrangiamenti per registrare in studio l’intero lavoro (sembra con ospiti come sempre di prim’ordine). Vi terrò aggiornati perché a breve dovrei avere notizie certe.

4 dicembre 2010

Sembra che “Lo sbarco in Lombardia”, il lavoro a quattro mani scritto dal Ducoli e dal Kutov, verrà realizzato per questa primavera. Sono voci che circolano e vedrò di aggiornarvi appena si conosce qualche dettaglio in più.

Sandropiteco è proprio a buon punto…. Il disco uscirà pubblicato in allegato ad un lavoro che il fotografo Alberto Terrile sta realizzando alla Coronata di Genova. Vi terrò aggiornati perché questa collaborazione è nuova di zecca e tutti e due non si sbilanciano fino in fondo. In ogni caso il Vol. II di Sandropiteco, “Lo strano concetto Alice”, è davvero quasi finito, eccovi almeno la scaletta dei brani:

SANDROPITECO Vol. II – Lo strano concetto di Alice

Lo strano concetto di Alice

Sono il naso del tuo cane

Uno scherzo

Sandropiteco

Santo Drino

Le case storte

Luna di mezzogiorno

Piccolo pesce

Lo strano esercizio della fantasia

Questa sera a Brescia, alla Nave di Harlock, Pierangelo Manenti in arte Mané, presenta Radio Wave, un Ep prodotto per festeggiare dieci anni di carriera. Il Ducoli e Valerio Gaffurini, che con Mané hanno realizzato Cromo Inverso e stanno  completando ClockWork Orangina, saranno ospiti sul palco.

Uscirà venerdi prossimo per Edizioni Latakia, il nuovo libercolo del Ducolo “La vita non è acqua”. Verrà presentato presso la Vineria di Tirano venerdì prossimo con annesso concerto dei Lupita’s Project.

Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: Libro

In questo volume Alessandro Ducoli raccoglie gli scritti frutto del lavoro di quattro anni in un’autobiografia romanzata e venticinque brevi racconti, dove parla di sé, della sua vita e delle sue esperienze, mettendosi in gioco senza alcun timore. Un libro che, come un prezioso whisky, va sorseggiato lentamente, lasciandosi guidare dalle emozioni di un artista che non finisce mai di stupire.

(…) Strano personaggio il Ducoli. Arrivato al suo quarto romanzo e ben oltre la decina di album di canzoni, questa volta ci offre un viaggio decisamente romanzato nell’universo dell’whisky, ovviamente osservato dal suo caleidoscopico punto di vista. Appassionato, esplosivo, commovente, rabbioso, gioioso e irriverente!(…)

(Luke Mac Allen. Whisky’s world n. 812. Glasgow, 24 novembre 2010)

Il Ducoli ha collaborato con la Selvaggi Band alla scrittura di alcune canzoni che compariranno nel loro nuovo disco in uscita per il prossimo febbraio: Quart de Lüna. Questa settimana usciranno in anteprima due brani (Il Gabbiano e Còpel) rispettivamente sulle compilation Goy de Cüntala e Il Natale nelle Pievi. I brani sono stati realizzati con la collaborazione di Enrico Mantovani  e di Valerio Gaffurini.

Il Gabbiano

Scivola il vento tra le case e la scuola

Scivola ancora mette quasi paura

Vola il gabbiano vola via da occidente

Libero è l'orizzonte, ora… io non ho più paura

 

Tutto può diventare come polvere e fango

Passa da Montenero, passa via dal Rio Grande

Voce della foresta, voce nella tempesta

Cantami una canzone, ancora… c'è una luce di festa

 

Bambino del mondo, anima della terra

Figlio e maestro, hai condannato la guerra

L'hai guardata passare sulle onde del fiume

Come il grande guerriero, amore… com'è grande la luna

 

Nos pertenece”, padre nostro fratello

Astro della manhana sarà dolce la stella

Nella notte dell'inverno… dentro questo orizzonte

Vola come il gabbiano, ancora… vola verso occidente

Copèl

Còpa 'l frànghen, còpa 'l mànghen

Còpa 'l gat e còpa 'l mat

Còpa l'òrghen e po' a la mèrla

Còpa 'l vècio co' la zèrla

 

Còpa 'l ciòt e l'amaròt

Còpa 'l prét e còpei  töch

Còpa  'l Franco e po' la Franca

Còpa  'l mut… te l'ìe diìt…

 

Tira té che tire a mé

Tràga drìt e tràga ‘htort

Bim, bum, bam, ghe tire a mé

pim, pum, pam, tiròm èn dù

 

Còpa 'l gal e còpa 'l mal

La Marisa e 'l ho Tunì

Còpa 'l treno e la farfisa

Còpa 'l vènto e copa 'l hi

 

Còpa 'l pic e 'l cùa longa

Còpa  'l hààt e 'l ciàpa onda

Còpa 'l làt e po' 'l fiurìt

Copà 'l carèt e po 'l hambüc…

 

Tira té che tire a mé

Tràga lonch e tràga cürt

Bim, bum, bam, ghe tìre a lü

pim, pum, pam, tiròm èn dù

 

Fàga fà chèla borèla, burlà detèr la padèla

Faga fa l'ultimo salto, fai un salto e fanne un altro

… e Viva Secula Seculorum… brutto diavolo cattivo…

… per Omnia Popula Populorum… tiragli ancora se resta vivo…

 

Còpa 'l sciòr e po' la sciùra

Còpa 'l vèrem… còpen dù

Còpa 'l mórt e còpa 'l dùrt

Còpa 'l ciòc e l' lingerù

 

Tira té che tire a mé

Tràga hùra e tràga hòta

Bim, bum, bam, ghe tire a lü

pim, pum, pam, tiròm èn dù

Fàga fà chèla borèla, burlà detèr la padèla

Faga fa l'ultimo salto, fai un salto e fanne un altro

… e Viva Secula Seculorum… brutto diavolo cattivo…

… per Omnia Popula Populorum… tiragli ancora se resta vivo…

Sparagli

Fringuello, sfigato, gatto, matto, pirla, merlo, vecchiaccio con la gerla, chiodo, verdone, prete, Pintossi, Franco w signora,  monte, gallo, maligno, Marisa e consorte, treno e farfisa, vento, porcello, piccone, codalunga, rospo veloce,  latte e al fiordilatte,  carretto, sambuco, padrone e singora, verme, morto e tordo, ubriaco, Ducoli, Valerio Gaffurini … Spara! Sparagli a tutti!!!!

11 novembre 2010

Dal 30 novembre 2010  sarà in libreria, ma potrete trovarlo anche on line, Di Tempo e Terre  ( ed. Zona) di Ninì Giacomelli. Racconti poesie e canzoni  che occupano uno spazio di vita lungo quasi quarant'anni. L'autrice sarà presente al MEI di Faenza  sabato 27 novembre 2010  dalle ore 15  alle 16. Nel CD allegato al libro  sono contenute canzoni, quasi tutte inedite,  cantate  da: Ornella Vanoni, Alberto Patrucco, Joan Isaac, Peppe Voltarelli, Alessio Lega, Stefano Covri, Sismica, Franco Bertoldi, Alessandro Ducoli.

Il Ducoli, onorato di essere stato coinvolto nel progetto dalla stessa Ninì, ha cantato il brano “Se mi porti un fiore”. Arrangiato e suonato in compagnia di Valerio Gaffurini. DA NON PERDERE!

Sandropiteco è a buon punto….

12 ottobre 2010

Salvatore Esposito sulle pagine di http://blogfoolk.blogspot.com/ riprende e aggiorna un’intervista “aperta” al Ducoli e completa le recensioni che riguardano tutti i suoi ultimi dischi.

RECENSIONI: