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Produced ... Pierangelo Manenti. Music ... Manenti (2,5,6
... Manenti,Valerio Gaffurini). Lyrics ... Alessandro Ducoli (2,3 ... Ducoli,Manenti).
Recorded ... Valerio’s studio (voices recorded ... (Immagine; 24
febbraio 2004) ... Puoi prendere ogni
parola che abbia una forma. Puoi dargli la forma che meglio ti piace.
Chiunque ti ascolta, vuole che abbia una forma. Lo vuole comunque, chiunque.
Senza il bisogno di usare la forma che hai scelto da solo. La tua. La frase
ha bisogno di avere la sua personale unita' di misura. Significato e
significante. La proiezione. La sua proiezione di cromo. Distorta la sua
traduzione. Storpiata. Deviata. Le sue traduzioni infinite. Forme di cose che
hanno una forma e diventano altro. La tua fantasia. Buona o cattiva, va presa
per quello che porta. Seguita. Formata. Plasmata. Difesa da quella cattiva.
Ogni cosa dev'essere data per quello che vale. Dev'essere pronta a mostrarsi.
Le tue presunzioni non servono a niente. Immagina e basta. Non hai capito, lo
so. Siamo diversi. Siamo dispersi. Siamo negli atomi dell'universo. ... (Numero uno; 29 febbraio 2004) ...
Ecco che cosa ti chiedo. Chi sei. Il resto non voglio nemmeno saperlo. ... (Per
te; 26 aprile 2004) ... Il miele. Oro. Metallo prezioso che prende la
forma di un alveare. Sceicco, sultano. Coglione. Sabbia. Roccia. Goccia di
pioggia. Cammello. Schiavo di pietre che sembrano oro e diventano altri
metalli preziosi. Carne. Metallo che vive. Corpo e sostanza. Armonia. Unico
gesto che porta e produce delirio. Il corpo che porti e' di miele. Glucosio
che serve se arriva la fame. Che serve per togliere via questa sete. ... (La fleur et le mal; 13 maggio 2004)
... Rafflesia. Madre dei fiori. Madre di niente. Regina di noi parassiti.
Mosche che vanno a morire. Che vanno a godere. Bugiarda. Fiore che uccide.
Anima sola. Fiore che cresce da solo. Sei solo natura. Natura che vive e che
muore. Questo e' l'inizio del nostro miracolo buono. Il resto diventa piu'
niente. Occorre soltanto per dare profumo alle cose. Per rendere audaci le
cose che stanno nel mezzo. Proponi e ricevi. Questo e' il miracolo buono. Il
miracolo giusto dell'uomo. La nostra natura. ... (Nereide; 20 aprile 2004) ... Sei condannata a restare in un
altro equilibrio. Mi piaci per questo. Non posso capire di quale condanna mi
devo occupare se penso di avere equilibrio. So che non voglio che sia per
dividere errori. E' solo che abbiamo lo stesso sapore. Ecco perche' adesso mi
piace pensare che cerchi chi sono. La stessa persona che sei. ... (Onirica; 5 gennaio 2005) ... Il sogno che passa e ritorna. La storia
ripete ogni volta le sue condizioni. Come del resto succede per ogni
stagione. Passano e tornano sempre. Mi piace. Permette di avere ben chiaro
che siamo in eterno conflitto. Che serve a svegliarci se il sogno diventa
soltanto la solita storia che passa. Che passa e ci porta in un'altra
stagione. ... (Maria Bambina; 29
febbraio 2004) ... Il Lago d'Iseo. I laghi che stanno alla base di tutte
le Alpi. Il vento che arriva dal centro di Europa. La terra del mondo.
Ovunque si trovi. Bambina preziosa. Ti lascio i minuti che chiedi per essere
dentro ad ogni elemento. Ti lascio il minuto che serve per prendermi il
resto. Riflesso di acqua e di luce. Il bacio diventa la tua conseguenza. ... (Cromo inverso; 12 dicembre 2004) ...
Darei la mia vita per vedere il mio setter ricominciare la sua. Forse non
darei la vita per nessuno. Ieri sono morto con lui. Oggi non so. Non ricordo
piu' niente. Tutte stronzate. Siamo le uniche forme di vita che hanno il pensiero.
Io non ci credo. Siamo l'unica forma di vita che pensa di avere pensiero.
Questo lo credo di piu'. Pensiamo di avere pensiero. Pensiamo che questo ci
basti. Ci sia sufficiente. Stronzate. Voglio l'angelo migliore che sei.
Vorrei essere le tue parole Alda. Il resto riguarda domani. ... (3 febbraio 2005) |
Mané, Cromo Inverso (2005) Immagine Numero Uno La fleur et le mal Per te Nereide Onirica Maria Bambina Cromo inverso Immagine (29 febbraio 2004) Il
suono che riempie la stanza Lei
nuda che danza, lei danza Le
ombre che rincorrono il tempo Un
grande bisogno d’amore Il
passo si dimentica il suono Rimane
il senso di una sola parola Da questo cielo che si gonfia di acqua Dalla tua nuvola Da questa luna che si lascia toccare Dietro a una nuvola, dentro a una favola E
poi salire sopra un aeroplano E
poi lontano, nella linea del vento Seguire
l’ala di una migrazione Cercare
il senso della direzione Siamo
diversi, siamo dispersi Siamo
negli atomi dell’universo Da questo cielo che si gonfia di acqua Dalla tua nuvola Da questa luna che si lascia toccare Dietro a una nuvola, dentro a una favola Nascerà, ti nutrirò Fino a bruciare dentro a un raggio di
sole Nascerà, mi nutrirà Goccia di acqua regalata alla terra Nella tua immagine, ritorna Numero Uno (29 febbraio 2004) Se
mi volete sono così, sono incapace di ragionare Sono
la macchina che non cammina Il
meccanismo da riprogrammare Questa
è la vostra ragione, la vostra cura contro l’eccezione Rimedio
e concetto ideale, una misura della soluzione. Io che vivo, io ci sono Io che respiro, adesso ci sento Il vostro nome nel nome di un altro ideale Numero, numero, numero Uno Io che sono, non sono nessuno Numero, numero, numero Uno Voglio l’essenza della mia esistenza. Siamo l’immagine sola, figura complessa e
precisa La
medicina che ci può salvare Siamo
la macchina da comandare La
nuova epoca da classificare Il
giorno che adesso non vuole arrivare Unico
verbo imperfetto, una variabile ancora indecisa Sistema
di calcolo errato, siamo il difetto che adesso convive. Io che vivo, io ci sono Io che respiro, adesso ci sento Il vostro nome nel nome di un altro ideale Numero, numero, numero Uno Io che sono, non sono nessuno Numero, numero, numero Uno Voglio l’essenza della mia esistenza. Secondi, minuti e frazioni preziose Che passano avanti precise Si lasciano indietro soltanto qualcosa,
ancora qualcosa La fleur et
le mal (13 maggio 2004) Guardami,
adesso cercami Trovami,
mi puoi trovare qui Adesso
provoca, un interesse un’altra condizione Adesso
muovila, la nostra situazione Forma costruita nel ferro e nel fuoco Scalda la materia la nuova condizione Ordine sbagliato, disordine cresciuto Diverso risultato, identico rimedio Avvelenata, come un fiore del male Si toglie l’acqua e si regala la sete Avvelenata, come un fiore del male Mi offre un bacio se ha bisogno di bere Colpiscimi,
fammi cadere ancora Riprendimi,
lascia che sia toccare Ascoltare,
quando mi vuoi chiamare Con
un fiore io ti verrò a scoprire Forma costruita nel ferro e nel fuoco Scalda la materia la nuova condizione Ordine sbagliato, disordine cresciuto Diverso risultato, identico rimedio Avvelenata, come un fiore del male Si toglie l’acqua e si regala la sete Avvelenata, come un fiore del male Mi offre un bacio se ha bisogno di bere Per te (26 aprile 2004) Cattura
l’occhio, un movimento nel deserto Un
orizzonte si disegna indipendente Grano
di sabbia che si stacca dalla pietra Nell’universo
dei profumi della seta. Quando si fermano le dune Più piano, più forte Lasciano i segni sulle mani Che aspettano, ancora Sfiorami, siamo il segno che lascia il
tempo Quando passa, si muove e Non aspetta l’idea della gente Io mi fermo per te Argento
e oro che si rubano alla roccia Vetro
e cristalli dove tengono la pioggia Dove
il segreto si completa nel silenzio Saziare
il corpo con il dono del grano. Quando si fermano le dune Più piano, più forte Lasciano i segni sulle mani Che aspettano ancora Sfiorami, siamo il segno che lascia il
tempo Quando passa, si muove e Non aspetta l’idea della gente Io mi fermo per te Nereide (20 aprile 2004) È
strano averti qui, mentre ti penso Femmina
libera, in equilibrio Aria
che ossigena il sangue e le parole Quando
ti chiedono di dare ancora Scivola, la pelle tua Mentre io mi perdo, e Parole ancora che confondono Nella ricerca di sguardi, e Adesso chiudi i miei occhi, mentre mi
tocchi Mentre mi tocchi, sempre più giù Corpi
che danno luce, costellazioni e lune Il
movimento armonico di una parola Respirano,
bruciano ossigeno Forze
che danno e che tolgono amore Scivola, la pelle tua Mentre io mi perdo, e Parole ancora che confondono Nella ricerca di sguardi, e Adesso chiudi i miei occhi, mentre mi
tocchi Mentre mi tocchi, sempre più giù Onirica (5 gennaio 2005) Mentre
provo a toccarti, sto cercando di averti Questa
gente cammina, da sempre Dentro
ai nostri pensieri, riconosco il tuo viso Mi
vedi, siamo un sogno Che
passa e ritorna, da sempre. Ferma le mie mani, cercano qualcosa Trovano il sistema più veloce per parlare. Ma come faccio a pensarti così Da questa notte sento i brividi Non ci riesco, se tremo Se questa notte non ritorni qui. Ancora una volta, un’altra occasione Averti una vita, ancora. Una
nuova stagione, settimane di acqua Il
vestito che porti è lo stesso che avevi a febbraio Quando
il freddo cammina, proprio come la gente Mi
prende, colpisce la schiena e va via, mi arrendo. Ferma le mie mani, cercano qualcosa Trovano il sistema più veloce per parlare. Ma come faccio a pensarti così Da questa notte sento i brividi Non ci riesco, se tremo Se questa notte non ritorni qui. Ancora una volta, un’altra occasione Averti una vita, ancora. Il tuo vestito si muove nel vento Sono il pensiero che ti passa dentro La gente, la nostra intenzione Ma come faccio a pensarti così Da questa notte sento i brividi Non ci riesco, se tremo Se questa notte non ritorni ancora Maria Bambina (29 febbraio 2004) Passi
e tempo, tempo di autunno Stagione
strana, tempo di passaggio Si
ferma la vela nell’acqua del lago Ti
guardo un istante, ti cerco Un
bacio d’amore, si lascia rubare Cercami
ancora una volta Bambina
preziosa non sono capace, riflesso di acqua e di luce Ascolterai, nel vento La mia voce ancora Un’altra frase d’amore e parole che
hanno il tuo nome. E un’illusione il tempo, è un’altra
occasione Ti lascio soltanto un momento, non ti
lascerò mai. Il
bacio più caldo, il segno del tempo Stagione
diversa, la stessa è la mano che cerco Maria
che sorride, mi sa raccontare Che
il vento che muove i capelli la può accarezzare. Cromo inverso (12 dicembre 2004) Disegnami
un fiore, disegna il colore Sopra
un foglio di carta di questo giornale Disegna
il pensiero con un gesto animale Sono
il pezzo di carta dove appoggia il colore. Il
segno che si ferma per avere una forma Colore
che si sfuma, non nasconde il disegno Profilo
costruito per descrivere il sogno Della
tua perfezione, della mia fantasia. Una nuvola, altre nuvole Si è fermato il vento, siamo fragili. Voglio un’angelo migliore di questo Voglio un’angelo che non sia diverso Voglio un angolo preciso e protetto Voglio il tempo per il dono perfetto Voglio l’angelo migliore che sei, portami
via. Il
sogno non mi serve se non è fantasia La
forma non è niente se non trova alchimia Profilo
disegnato che descrive il pensiero Nella
tua perfezione, nella mia fantasia. Una nuvola, altre nuvole Si è fermato il vento, siamo fragili. Voglio un’angelo migliore di questo Voglio un’angelo che non sia diverso Voglio un angolo preciso e protetto Voglio il tempo per il dono perfetto Voglio l’angelo migliore che sei, portami
via. |
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