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Produced ... Pierangelo Manenti. Music ... Manenti (2,5,6 ... Manenti,Valerio Gaffurini). Lyrics ... Alessandro Ducoli (2,3 ... Ducoli,Manenti). Recorded ... Valerio’s studio (voices recorded ... Brookline studio,Macwave studio, guitar ... Mac wave studio). Instruments ... Gaffurini. Voices ... Mane’. Mixed,mastered ... Paolo Costola,Gaffurini,Manenti (Macwave studio). Guests ... Giovanni Rovati (guitar), Giorgia Bellassai,Sandra Stefanoni,Gaffurini (background vocals), Uonna (7 ... lead voice). Artwork ... Armando Bolivar. Management ... Luisa Barbieri,Miles Velain. Info ... 349.4286980 392.7165569.

 

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Mane’

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(Immagine; 24 febbraio 2004) ... Puoi prendere ogni parola che abbia una forma. Puoi dargli la forma che meglio ti piace. Chiunque ti ascolta, vuole che abbia una forma. Lo vuole comunque, chiunque. Senza il bisogno di usare la forma che hai scelto da solo. La tua. La frase ha bisogno di avere la sua personale unita' di misura. Significato e significante. La proiezione. La sua proiezione di cromo. Distorta la sua traduzione. Storpiata. Deviata. Le sue traduzioni infinite. Forme di cose che hanno una forma e diventano altro. La tua fantasia. Buona o cattiva, va presa per quello che porta. Seguita. Formata. Plasmata. Difesa da quella cattiva. Ogni cosa dev'essere data per quello che vale. Dev'essere pronta a mostrarsi. Le tue presunzioni non servono a niente. Immagina e basta. Non hai capito, lo so. Siamo diversi. Siamo dispersi. Siamo negli atomi dell'universo. ... (Numero uno; 29 febbraio 2004) ... Ecco che cosa ti chiedo. Chi sei. Il resto non voglio nemmeno saperlo.  ... (Per te; 26 aprile 2004) ... Il miele. Oro. Metallo prezioso che prende la forma di un alveare. Sceicco, sultano. Coglione. Sabbia. Roccia. Goccia di pioggia. Cammello. Schiavo di pietre che sembrano oro e diventano altri metalli preziosi. Carne. Metallo che vive. Corpo e sostanza. Armonia. Unico gesto che porta e produce delirio. Il corpo che porti e' di miele. Glucosio che serve se arriva la fame. Che serve per togliere via questa sete. ... (La fleur et le mal; 13 maggio 2004) ... Rafflesia. Madre dei fiori. Madre di niente. Regina di noi parassiti. Mosche che vanno a morire. Che vanno a godere. Bugiarda. Fiore che uccide. Anima sola. Fiore che cresce da solo. Sei solo natura. Natura che vive e che muore. Questo e' l'inizio del nostro miracolo buono. Il resto diventa piu' niente. Occorre soltanto per dare profumo alle cose. Per rendere audaci le cose che stanno nel mezzo. Proponi e ricevi. Questo e' il miracolo buono. Il miracolo giusto dell'uomo. La nostra natura. ... (Nereide; 20 aprile 2004) ... Sei condannata a restare in un altro equilibrio. Mi piaci per questo. Non posso capire di quale condanna mi devo occupare se penso di avere equilibrio. So che non voglio che sia per dividere errori. E' solo che abbiamo lo stesso sapore. Ecco perche' adesso mi piace pensare che cerchi chi sono. La stessa persona che sei. ... (Onirica; 5 gennaio 2005)  ... Il sogno che passa e ritorna. La storia ripete ogni volta le sue condizioni. Come del resto succede per ogni stagione. Passano e tornano sempre. Mi piace. Permette di avere ben chiaro che siamo in eterno conflitto. Che serve a svegliarci se il sogno diventa soltanto la solita storia che passa. Che passa e ci porta in un'altra stagione. ... (Maria Bambina; 29 febbraio 2004) ... Il Lago d'Iseo. I laghi che stanno alla base di tutte le Alpi. Il vento che arriva dal centro di Europa. La terra del mondo. Ovunque si trovi. Bambina preziosa. Ti lascio i minuti che chiedi per essere dentro ad ogni elemento. Ti lascio il minuto che serve per prendermi il resto. Riflesso di acqua e di luce. Il bacio diventa la tua conseguenza. ... (Cromo inverso; 12 dicembre 2004) ... Darei la mia vita per vedere il mio setter ricominciare la sua. Forse non darei la vita per nessuno. Ieri sono morto con lui. Oggi non so. Non ricordo piu' niente. Tutte stronzate. Siamo le uniche forme di vita che hanno il pensiero. Io non ci credo. Siamo l'unica forma di vita che pensa di avere pensiero. Questo lo credo di piu'. Pensiamo di avere pensiero. Pensiamo che questo ci basti. Ci sia sufficiente. Stronzate. Voglio l'angelo migliore che sei. Vorrei essere le tue parole Alda. Il resto riguarda domani. ... (3 febbraio 2005)

Mané,

Cromo Inverso (2005)

 

Immagine

Numero Uno

La fleur et le mal

Per te

Nereide

Onirica

Maria Bambina

Cromo inverso

 

 

Immagine (29 febbraio 2004)

 

Il suono che riempie la stanza

Lei nuda che danza, lei danza

Le ombre che rincorrono il tempo

Un grande bisogno d’amore

 

Il passo si dimentica il suono

Rimane il senso di una sola parola

 

Da questo cielo che si gonfia di acqua

Dalla tua nuvola

Da questa luna che si lascia toccare

Dietro a una nuvola, dentro a una favola

 

E poi salire sopra un aeroplano

E poi lontano, nella linea del vento

Seguire l’ala di una migrazione

Cercare il senso della direzione

 

Siamo diversi, siamo dispersi

Siamo negli atomi dell’universo

 

Da questo cielo che si gonfia di acqua

Dalla tua nuvola

Da questa luna che si lascia toccare

Dietro a una nuvola, dentro a una favola

 

Nascerà, ti nutrirò

Fino a bruciare dentro a un raggio di sole

Nascerà, mi nutrirà

Goccia di acqua regalata alla terra

Nella tua immagine, ritorna

 


 

Numero Uno (29 febbraio 2004)

 

Se mi volete sono così, sono incapace di ragionare

Sono la macchina che non cammina

Il meccanismo da riprogrammare

Questa è la vostra ragione, la vostra cura contro l’eccezione

Rimedio e concetto ideale, una misura della soluzione.

 

Io che vivo, io ci sono

Io che respiro, adesso ci sento

Il vostro nome nel  nome di un altro ideale

 

Numero, numero, numero Uno

Io che sono, non sono nessuno

Numero, numero, numero Uno

Voglio l’essenza della mia esistenza.

 

Siamo l’immagine sola, figura complessa e precisa

 

La medicina che ci può salvare

Siamo la macchina da comandare

La nuova epoca da classificare

Il giorno che adesso non vuole arrivare

Unico verbo imperfetto, una variabile ancora indecisa

Sistema di calcolo errato, siamo il difetto che adesso convive.

 

Io che vivo, io ci sono

Io che respiro, adesso ci sento

Il vostro nome nel  nome di un altro ideale

 

Numero, numero, numero Uno

Io che sono, non sono nessuno

Numero, numero, numero Uno

Voglio l’essenza della mia esistenza.

 

Secondi, minuti e frazioni preziose

Che passano avanti precise

Si lasciano indietro soltanto qualcosa, ancora qualcosa

 

 

La fleur et le mal (13 maggio 2004)

 

Guardami, adesso cercami

Trovami, mi puoi trovare qui

Adesso provoca, un interesse un’altra condizione

Adesso muovila, la nostra situazione

 

Forma costruita nel ferro e nel fuoco

Scalda la materia la nuova condizione

Ordine sbagliato, disordine cresciuto

Diverso risultato, identico rimedio

 

Avvelenata, come un fiore del male

Si toglie l’acqua e si regala la sete

Avvelenata, come un fiore del male

Mi offre un bacio se ha bisogno di bere

 

Colpiscimi, fammi cadere ancora

Riprendimi, lascia che sia toccare

Ascoltare, quando mi vuoi chiamare

Con un fiore io ti verrò a scoprire

 

Forma costruita nel ferro e nel fuoco

Scalda la materia la nuova condizione

Ordine sbagliato, disordine cresciuto

Diverso risultato, identico rimedio

 

Avvelenata, come un fiore del male

Si toglie l’acqua e si regala la sete

Avvelenata, come un fiore del male

Mi offre un bacio se ha bisogno di bere

 

 

Per te (26 aprile 2004)

 

Cattura l’occhio, un movimento nel deserto

Un orizzonte si disegna indipendente

Grano di sabbia che si stacca dalla pietra

Nell’universo dei profumi della seta.

 

Quando si fermano le dune

Più piano, più forte

Lasciano i segni sulle mani

Che aspettano, ancora

 

Sfiorami, siamo il segno che lascia il tempo

Quando passa, si muove e

Non aspetta l’idea della gente

 

Io mi fermo per te

 

Argento e oro che si rubano alla roccia

Vetro e cristalli dove tengono la pioggia

Dove il segreto si completa nel silenzio

Saziare il corpo con il dono del grano.

 

Quando si fermano le dune

Più piano, più forte

Lasciano i segni sulle mani

Che aspettano ancora

 

Sfiorami, siamo il segno che lascia il tempo

Quando passa, si muove e

Non aspetta l’idea della gente

 

Io mi fermo per te

 



 


Nereide (20 aprile 2004)

 

È strano averti qui, mentre ti penso

Femmina libera, in equilibrio

Aria che ossigena il sangue e le parole

Quando ti chiedono di dare ancora

 

Scivola, la pelle tua

Mentre io mi perdo, e

Parole ancora che confondono

Nella ricerca di sguardi, e

 

Adesso chiudi i miei occhi, mentre mi tocchi

Mentre mi tocchi, sempre più giù

 

Corpi che danno luce, costellazioni e lune

Il movimento armonico di una parola

Respirano, bruciano ossigeno

Forze che danno e che tolgono amore

 

Scivola, la pelle tua

Mentre io mi perdo, e

Parole ancora che confondono

Nella ricerca di sguardi, e

 

Adesso chiudi i miei occhi, mentre mi tocchi

Mentre mi tocchi, sempre più giù

 

 

Onirica (5 gennaio 2005)

 

Mentre provo a toccarti, sto cercando di averti

Questa gente cammina, da sempre

Dentro ai nostri pensieri, riconosco il tuo viso

Mi vedi, siamo un sogno

Che passa e ritorna, da sempre.

 

Ferma le mie mani, cercano qualcosa

Trovano il sistema più veloce per parlare.

 

Ma come faccio a pensarti così

Da questa notte sento i brividi

Non ci riesco, se tremo

Se questa notte non ritorni qui.

 

Ancora una volta, un’altra occasione

Averti una vita, ancora.

 

Una nuova stagione, settimane di acqua

Il vestito che porti è lo stesso che avevi a febbraio

Quando il freddo cammina, proprio come la gente

Mi prende, colpisce la schiena e va via, mi arrendo.

 

Ferma le mie mani, cercano qualcosa

Trovano il sistema più veloce per parlare.

 

Ma come faccio a pensarti così

Da questa notte sento i brividi

Non ci riesco, se tremo

Se questa notte non ritorni qui.

 

Ancora una volta, un’altra occasione

Averti una vita, ancora.

 

Il tuo vestito si muove nel vento

Sono il pensiero che ti passa dentro

La gente, la nostra intenzione

Ma come faccio a pensarti così

Da questa notte sento i brividi

Non ci riesco, se tremo

Se questa notte non ritorni ancora

 

 


 

Maria Bambina (29 febbraio 2004)

 

Passi e tempo, tempo di autunno

Stagione strana, tempo di passaggio

Si ferma la vela nell’acqua del lago

Ti guardo un istante, ti cerco

Un bacio d’amore, si lascia rubare

Cercami ancora una volta

Bambina preziosa non sono capace, riflesso di acqua e di luce

 

Ascolterai, nel vento

La mia voce ancora

Un’altra frase d’amore e parole che hanno  il tuo nome.

E un’illusione il tempo, è un’altra occasione

Ti lascio soltanto un momento, non ti lascerò mai.

 

Il bacio più caldo, il segno del tempo

Stagione diversa, la stessa è la mano che cerco

Maria che sorride, mi sa raccontare

Che il vento che muove i capelli la può accarezzare.

 


 

Cromo inverso (12 dicembre 2004)

 

Disegnami un fiore, disegna il colore

Sopra un foglio di carta di questo giornale

Disegna il pensiero con un gesto animale

Sono il pezzo di carta dove appoggia il colore.

 

Il segno che si ferma per avere una forma

Colore che si sfuma, non nasconde il disegno

Profilo costruito per descrivere il sogno

Della tua perfezione, della mia fantasia.

 

Una nuvola, altre nuvole

Si è fermato il vento, siamo fragili.

 

Voglio un’angelo migliore di questo

Voglio un’angelo che non sia diverso

Voglio un angolo preciso e protetto

Voglio il tempo per il dono perfetto

Voglio l’angelo migliore che sei, portami via.

 

Il sogno non mi serve se non è fantasia

La forma non è niente se non trova alchimia

Profilo disegnato che descrive il pensiero

Nella tua perfezione, nella mia fantasia.

 

Una nuvola, altre nuvole

Si è fermato il vento, siamo fragili.

 

Voglio un’angelo migliore di questo

Voglio un’angelo che non sia diverso

Voglio un angolo preciso e protetto

Voglio il tempo per il dono perfetto

Voglio l’angelo migliore che sei, portami via.

 

 

 

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