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Bio Il Ducoli nasce l’1 ottobre Trasferitosi a
Padova per conseguire al laurea in Sc.
Forestali, inizia ad avvicinarsi alla chitarra, guidato dal maestro Davide Coslovich e scrive le sue
prime (pessime) canzoni. Nello stesso periodo, in collaborazione con il
chitarrista Luciano Mirto, inizia
una collaborazione musicale che porterà all'incisione di due demotape:
Rosso (1994) e Sopra i muri di questa città (1995). I due lavori passano
totalmente inosservati e il Ducoli inizia a lavorare alla stesura di quello
che lui stesso definisce il suo primo album solista: Lolita (1996). Lolita è un disco immaturo ma contiene
già alcuni brani che hanno segnato e segnano tutt’ora la
carriera del Ducoli (Nuda e cruda, Ho trovato l’oro, Benny Jag Blue). (…) Un CD autoprodotto dalle atmosfere molto
eteree dove i testi e le musiche di Ducoli vengono arricchite dagli
interventi dei singoli musicisti, e l'ascoltatore viene cullato dalla
fisarmonica di Fausto Beccalossi dalle tastiere di Andrey Kutov dal
contrabbasso di Andrea Donati e il sax di Federico Putelli. Cercatelo e non
ve ne pentirete. (…) Giorgio Baratto – Viceversa. Nel 1996, con lo
pseudonimo di Bacco il Matto,
comincia la collaborazione musicale con il chitarrista Nicola Bonetti, che porterà ad un’intensa
attività live e alla produzione di due album: S. Marco (1999) e Cercatori
d’oro (2000). Quest’ultimo arricchito dal cameo di Raffaella, una canzona appositamente
scritta per loro nientemeno che da Chip
Taylor. Il riconoscimento di critica consente “al Bacco” di
muoversi sui più diversi palcoscenici d’Italia. (…) Bacco il Matto ha le proprie
fondamenta nella voce alcolica e guascona di Alessandro Ducoli e nelle
chitarre nervose di Nicola Bonetti, vero e proprio rocker purosangue con
un'innata inclinazione al riff micidiale: se “Devi stare dalla parte giusta” è una specie di
prologo che invita a schierarsi, la vera natura della band viene fuori
prepotentemente già dalle successive “Gesù mi ha chiesto di restare” e “Vito Malavita”, possenti
cavalcate rock dall'andamento epico e maestoso eppure dal sound sporco e
straccione come da molto tempo non si sentiva. (…) Marco Grompi (L'Ultimo Buscadero n°281; Marzo 2000) Nel 1998 la
carriera solista del Ducoli, parallela a quella come Bacco il Matto, viene arricchita dalla presenza del chitarrista Mario Stivala, con cui costruisce le
canzoni e gli arrangiamenti di Malaspina
(1999), il suo secondo album solista, cui segue Anche io non posso entrare (2001), con cui consolida la sua
figura di cantautore nel panorama degli artisti autoprodotti italiani. Nel
2001 la sua attività live inizia a concentrarsi sulla promozione dei
suoi lavori solisti e, in compagnia del
batterista Arcangelo Buelli
e del contrabbassista Massimo Saviola,
da vita al progetto (…)
L’irrequieto Bacco il Matto degli anni Novanta e il più poetico
e visionario Alessandro Ducoli incrociano la loro urgenza di raccontarsi
dentro una band che diventa il centro di un progetto cantautorale intenso e
coinvolgente. Il musicista camuno (Val Camonica) porta i sui personaggi
romantici e poco allineati dentro i luoghi della sua vita quotidiana, una
periferia alpina dove ci si racconta nelle taverne e si frequentano le fiere,
e dove storie di amori balordi s’incrociano con storie di rane che ti
attraversano la strada. Dopo il disco raffinato, da vero cantautore
(”Anche io non posso entrare”) Ducoli sforna”il disco della
band”, che trasuda appunto tutto il piacere di suonare assieme di un
gruppo di musicisti di razza. (…) Fabio Zamboni (Alto Adige, aprile 2003). Nel 2004, sempre in compagnia di Mario Stivala, inizia la stesura di un nuovo lavoro solita la cui
produzione è affidata a Paolo
Filippi e Teo Marchese del Cavò Studio di Bergamo. Il
nuovo album, Brumantica esce nel
novembre del 2006 e vede la partecipazione del batterista Ellade Bandini, del contrabbassista Ares Tavolazzi, del pianista Alessandro Galati, del trombettista Fabrizio Bosso, oltre ad altri ospiti
d’eccezione quali Sandro
Gibellini e Tino Tracanna. (…) Se il jazz
(quello vero, non quelle insipide contaminazioni che oggi vanno tanto di
moda...) incontra la canzone d'autore, che succede? Succede qualcuna delle
invenzioni di Paolo Conte, qualche brano di Cammariere, e poco altro. Tanti,
ora, fanno canzone d'autore "jazzata" (a volte anche bene, nulla da
dire), tanti viceversa suonano jazz facendo il verso alla canzone d'autore:
sono proposte spesso valide, lo si è detto, ma sono e rimangono
spurie. Fino ad oggi. Oggi c'è questo disco. Autentica canzone
d'autore in autentico jazz. Nulla da eccepire. Ciò che pareva quasi
impossibile, oggi è accaduto. Quindi era possibile. Bravo Ducoli, a
mostrarcelo, ed a fare ancora di più: a farcelo sembrare facile.
Naturale. Questo è il pregio dei grandi: fare cose geniali facendole
apparire normali, quasi banali. Quindi Ducoli è geniale, non abbiamo
paura a dirlo. (…) Andrea Rossi (Music Map,
febbraio 2007). Nel 2008, dopo la
pubblicazione di Lolita’s malts
(ristampa del suo primo album arricchita da una versione elettronica curata
da Valerio Gaffurini), il Ducoli
pubblica il suo sesto album solista, Artemisia
Absinthium, e contemporaneamente il cofanetto Quando si tagliava la coda ai cani (che contiene le versioni
rimasterizzate di Malaspina, Anche io non posso entrare e Taverne stamberghe caverne. Sempre nel
2008, si consolida definitivamente il sodalizio artistico con il pianista Andrey Kutov, con cui vince il Premio Claudio Mazzitello (edizione
2009). (…) Si parla sempre
più di musica indipendente: io credo che il Ducoli sia il re degli
indipendenti, l’indipendente per definizione, forse l’ultimo vero
indipendente. (…) Paolo Crazy Carnevale
(Circuito sonoro; dicembre 2008) Parallelamente alla sua attività solista, oltre a Bacco il Matto, il Ducoli ha dato vita
a numerosi altri progetti tra cui: Degeneration
beat (2004; lavoro omaggio alla “prosa spontanea” e a Jack
Kerouac realizzato con i Brother K e
Mark Murphy, con cui è
finalista al Premio Città di
Recanati nell’edizione 2006), Tonigh’s
the day (2004, con i My Unlce the
Dog), Jokerjohnny I e Jokerjohnny II, Easlylove, I leave my
place to the Bitches (2005, 2006, 2008, 2009; con gli Spanish Johnny). Da segnalare infine la
collaborazione con Boris Savoldelli
in Insanology (2007), Protoplasmic (2009) e Biocosmopolitan (2010) in cui
compaiono ospiti d’eccezione tra cui Mark Murphy, Elliot Sharp e
Marc Ribot. Nel febbraio del 2010 è infine uscito l’ultimo
lavoro discografico del Ducoli: Piccoli
animaletti. Il nuovo album vede la partecipazione di Andrey Kutov e Valerio
Gaffurini al pianoforte, di Mirko
Spreafico alle percussioni, di Max
Gabanizza al basso, di Ellade
Bandini alla batteria, di Giorgio
Cordini al bouzuki, di Michele
Gazich al violino e di Mario
Stivala alla chitarra. febbraio 2010 |
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