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Chitarre Ducoli Luca

Voce Ducoli Alessandro

Basso Ducoli Meco Old

Batteria Ducoli Meco Young

 

Arrangiamenti Ducolis

Rec.mixo.mast Rumore Bianco

Tec Piero Villa

Grafica Luke Duke

Pics Montini

 

Musiche: Luca Ducolli

Testi: Alessandro Ducoli (lyrics assistant: Zeus Morzenti(

 

 

 

 

Available

 

 

LISTEN

 

FREE YOUR DOG

 

 

FREE LIVE AT NISTOC

 

 

VIDEO

 

LUCKY DUKE

RASTA DUKE (FREE YOUR DOG)

PISSED OFF DUKE

Dirty Duke

I SHALL BE RELEASED

JACKAL DUKE

DIRTY DUKE

BROWNIE DUKE

SERGEANT DUKE

SUNDAY DUKE

BRING IT ON HOME TO ME

 

 

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Ducolis, FREE YOUR DOG (2018)

Ducolis; LIVE AT NISTOC (2020)

 

 

Ducolis: un liberatorio calcio nel culo

 

Sono selvatici questi Ducolis.

 

Si muovono con irrefrenabile spirito randagio e, al grido di Free your dog!, ti trascinano a forza in un viaggio musicale che si presenta come un vero e proprio calcio nel culo a tutti i fronzoli rock degli ultimi anni. E non mi riferisco solamente al presuntuosissimo universo indie, per quanto rock’n’roll possa rivendicare, ma anche a quello che, forse, potrebbe sembrare rock'n'roll se non fosse per certe facce lucidate con suoni di maniera.

 

L'album d'esordio di questo improvviso, improvvisato e inaspettato “supergruppo”, è composto da 15 brani in cui entusiasmo, gioia, dolore, tenerezza, cattiveria e chi più ne ha, più ne metta, si mescolano a formare una pinta da sballo da bere tutta d'un fiato. Mi sento di dire che si tratta di un album terapeutico, da fare ascoltare e consigliare a quelli che si sono fatti raccontare un sacco di minchiate dagli allergologi, a quelli che usano i contapassi, a quelli che distinguono la temperatura in temperatura e temperatura percepita, a quelli che pensano alla SPA in termini termali e non in termini automobilistici, insomma, un disco che si presenta come il più efficace metodo per iniziare a rimettere a posto le cose che recentemente sono andate storte. I Ducolis sembrano gente concreta, e fanno il verso ai loro maestri quasi a voler reclamare che non è finito proprio nulla. E lo fanno in maniera superlativa, con un adorabile senso di disordine che, proprio nel linguaggio universale del Rock'n'Roll, trova la sua più coesa essenza.

 

Ecco allora che il giorno del sole per antonomasia, la domenica, diventa l'apertura da schiaffo di Sunday Duke, mettendo subito in chiaro che concetti come il buon consiglio, il rompimento di coglioni, le costrizioni gratuite, eccetera, saranno rimandati al più sincero e sicuro dei I just really don't matter who you are…

Il secondo brano cambia subito direzione e ci fornisce una tenerissima fanciulla di nome Duffy invitata a lasciarsi andare a suon di Rock'n'Roll; una canzone che mescola sonorità old rockabilly (Chuck Berry, Little Richard) con suoni (e una prestazione vocale), che fanno il verso al compianto Lemmy e ai suoi Motorhead (potrei quasi parlare di reincarnazione, ma mi sembra addirittura eccessivo, doloroso).

Dirty Duke, forse il brano più incalzante dell'album, propone un classico sound da roadmovie di serie B (C); suoni e ritmo appartengono ai migliori Black Crowes, e lo sviluppo lirico del brano sembra essere rubato da sceneggiature scartate da Rodriguez o da Rob Zombie.

Nemmeno il tempo di riuscire a rialzarsi dai tre “calci” appena ricevuti che tutto viene subito ribaltato da una Disco Duke che, in un modo che ancora mi riesce difficile capire come sia stato possibile, unisce i Village People ai Grand Funk; l'approccio lirico è devastante al punto da trasformare dei banalissimi cliché disco dance in un'apoteosi Rock in cui Brian Ferry si tiene le strofe, lasciando i ritornelli agli Spin Doctors.

Il fiato si fa sempre più corto, ma Doorzz Duke, prevedibile Rhythm & Blues che, come già chiaro nel titolo, sembra nascere da uno scambio di voce e lirica tra The Doors e ZZ Top, ci fornisce un amichevole spunto per aggiornare la nostra playlist da grigliata.

La sontuosità di Lady Duke, capolavoro lirico e musicale dell'album, si sposta su sonorità più europee che, più che i Faces o Joe Cocker, sembrano appartenere ai meravigliosi Strange Fruit del film Still Crazy di Brian Gibson.

Se non si è capito fin dove può arrivare l'odio, meglio non ascoltare Jackal Duke… potrebbe confondere ulteriormente le idee: è un'ammissione di colpa o un'inappellabile accusa? Non si sa, perché lo sciacallo insultato nella canzone potrebbe essere chiunque… compreso lo stesso accusatore; il brano si muove con un muro di suono costruito a metà tra gli stilemi del Delta Blues (soprattutto nel coro black mantra), e uno Stoner cattivo in cui gli Helmet sembrano trovare nuova energia se prodotti dai Pissed Jeans.

Tutti i protagonisti di questo album, anche quando sono descritti nei loro lati più negativi, appaiono come eroi quasi fumettistici, cinematografici; nell'ottava traccia, ispirati da una lampante devozione per Frank Miller (ma anche da un ben più classico Stan Lee), i protagonisti dell'album trovano il loro vero supereroe in Brownie Duke, autentica divinità comic-movie-sitcom che si muove, senza limitazioni d'universo, per proteggerci e indicarci la strada giusta…

L'album ci offre il perfetto alter ego del supereroe Brownie nel brano immediatamente successivo; ancora una volta i Ducolis ci confondono le coordinate descrivendo il più tipico dei ruffiani da pub: quell'Arming che si propone di risolvere tutti i tuoi dubbi esistenziali (compresi quelli che lui stesso ti caccia addosso), a suon di risse e di insulti (ma non prima di aver incassato una o più pinte di birre); mi ricorda un misto tra Begbie di Trainspotting, Ed di Shaun Of The Dead e, perché no, proprio l'Armando di Jannacci; tutto mosso dallo spirito più “cazzaro” del Rod Stewart di Smiler o Gasoline Halley camuffato da P-Funk.

La follia dell'intero progetto trova la sua certificazione medica in Baracca Duke; un brano di per sé orribile, se non proprio perché volutamente orripilato dalla necessità di mettere in musica una delle peggiori filastrocche per bambini; in questa rivisitazione da reparto neurologico tutto è davvero molto storto, ma così storto da sembrare addirittura dritto.

Usciti dal manicomio si ritorna on the road… Guidati da un Lucky Duke che ci esorta a non mettere alcuna definizione all'amore; un brano crudo in cui i suoni monumentali di una slide guitar decisamente cattiva e una batteria oltremodo cattiva, sono accompagnati da rumori metallici che sembrano essere prodotti dallo psicopatico di turno.

Ed è proprio quando tutto sembra finire tra le mani del più scuro assassino di adolescenti che arriva il richiamo all'ordine; quello di un Rasta Duke che, tormentato da una morosa ossessiva e onnipresente, chiede solo di essere coccolato come si coccola il proprio cane; ovviamente i rimandi a I Wanna Be Your Dog di Iggy Pop (peraltro confusamente richiamata nella corale finale), sono fin troppo facili, ma attenzione: quel Free Your Dog!, cantato a più voci in un finale da stadio, non si riferisce a nessun cane… si tratta di un insolente gioco di parole in cui il cane oppresso da catene e serragli non è altro che il rispettivo attrezzo dell'amore. Questo brano mi piace in maniera particolare perché, finalmente, ci aiuta a suggerire la sincera differenza tra i dreadlock fatti dal parrucchiere e i putridi e naturali “boccoli” dei cani liberi.

L'amore torna in Love Duke, un altro blues elettrico che definire classico è sinceramente riduttivo… ma non date nulla per scontato, anche questa volta non c'è nulla di facile da capire; del resto tutti i dubbi vengono rimandati alla condizione necessaria, e assolutamente insufficiente, dell'amore (…love is enough).

La chiusura rock classic di Sergeant Duke, in cui il prevedibilissimo gioco del confondere ulteriormente le idee ai confusi del «preferisci i Beatles o i Rolling Stones?», nasconde toni addirittura pubblicitari: sembra quasi che i Ducolis ammettano di essere irrisolvibilmente squattrinati, chiedendo a tutti i negozi di strumenti musicali (o forse a qualcuno in particolare), di essere aiutati… Non l'ho capita fino in fondo, ma si tratta di una canzone succosamente ritmata, ideale per qualsiasi tipo di pubblicità 2.0 del cazzo in stile fashion rock.

Siamo arrivati ai saluti finali e i Ducolis ci augurano buonanotte con una Baby Duke che sembra cantata da un orco strampalato che tiene rinchiusi piccoli innocenti bambini; ogni frase della ninna nanna è fuori luogo, in un tentativo di dolcezza mal riuscito, ma liricamente meraviglioso… Il finale, in un confuso crescendo che degenera nella più deviata psichedelia, rivela persino il tentativo, forse fallito, di uno Sloth, sempre più schierato dalla parte dei Goonies, di salvare tutti i Rock'n'Roll Kids.

 

Se non ci avete capito nulla, non badateci… Usate questo disco esattamente come si usano certi dischi: come colonna sonora. Lo sapete anche voi che ci sono dischi da grigliata (tutta la discografia dei CCR, quelli di Kid Rock, Jackson Browne, eccetera), quelli per le pulizie domestiche (ABBA, Jackson Five e Queen), quelli per le cose della camera da letto (Gavin Friday, Kind Of Blue, Brian Ferry), quelli per la ginnastica (Olivia Newton John) e quelli per il bricolage… Questo album è perfetto per la “fuga”: scappate da un posto di blocco? Da un amante psyco? Dalla preside? Dalle cartelle esattoriali? Dai fanatici della Just? Usate questo disco… Vi beccheranno al primo incrocio, ma avrete una faccia così felice che metterà in difficoltà i vostri inseguitori: non sapranno se condannarvi o estorcervi la musichetta che vi ha messo in pace con i cattivi…

 

Non serve aggiungere altro… niente dettagli biografici, tecnici, grafici, sudici, pudici, ludici, eccetera.

 

Cercateli, catturateli e curateli. Non ve ne pentirete… Almeno non fino a quando non vi accorgerete che, essendo ingabbiabili, saranno già fuggiti distruggendovi casa e serraglio... Ma non prima di avervi saccheggiato fino all’osso il frigorifero e la cantina.

 

PS. Mi sono permesso di fornirvi la mia traduzione filologica di tutti i testi. È un gioco troppo divertente perché si tratta di testi che hanno diversi significati a seconda di come vi svegliate: se siete incazzati, viene fuori il demonio, se siete felici viene fuori il contrario… Comunque sia, a parte tutto, ho sempre odiato quelli che traducono un semplicissimo Mi sono rotto i coglioni” in I can't Get No (Satisfaction), per cui, oggi che mi sono svegliato a metà strada tra l'incazzato e il felice, la traduzione sembra essere un buon compromesso.

 

(Maximilian Dutchman. Lisbona, aprile 2018; Rock Files)


SUNDAY DUKE

I’m so bored … tired  wired … admired … loud … proud … stoned … stout … dazed … confused

 

And … I just reall don’t matter who you are… what you are

 

Non chiedetemi perché sto spaccando tutto

Chiedetevi perché mi avete rotto i coglioni?

DUFFY DUKE 

Pretty little baby… little baby Rock’n’Roller

Let me take your hand … and you … and you can give it all

Let me play my part… let me take your heart

Free your truly dreams … pretty little spark

Turn your switch at on … we’re joinin’ into Rock and Roll

Beauty little dancer … pretty little Rock’n’Roller

It’s easy like a kiss … so please … you can join’ the band

It’s over and over again … like to go on over the bend …

Turn your switch at on… we’re joinin’ into Rock and Roll

 

And I forget ... what I am

Yes I forget … what I am

 

Sweetie little baby you know … that I am in trouble again

Beauty pretty dancer … yeah … I’m still walking my way

Let me play my part … in my Cadillac

Free your secret dreams … cherry little spark

Turn your life at on … and on … and on … and on dance again …

 

Piccola bambolina … lo senti il Rock’n’Roll

Prendi la mia mano … lascia fare a me

Fidati di me … avremo un cuore solo

Avremo un sogno tutto nostro … acceso

E bruceremo nel Rock’n’Roll

 

Scatenati ... Dolcezza

Lasciati andare … lo vedi com’è facile?

Lasciati guidare … andiamo oltre il confine

E vivremo nel Rock’n’Roll

 

Mi fai dimenticare per un attimo chi sono…

 

Biscottino … lo sai che sono un disgraziato

Amore mio … io vado avanti sempre così

Ma dammi una chance … sali con me

Avremo un sogno tutto nostro … acceso

E bruceremo nel Rock’n’Roll

 

DIRTY DUKE

Dirty Duke is going to Vegas to waste some money away

Dirty Duke is going to meet us to give his love away

He's got a shiny silver engine … he's got a golden gun

He needs to do some other gambling … he wants to rule the show

 

Dirty Duke has come to Vegas to drive his thirst away

Dirty Duke has come to meet us to dry some bank again

He's got a lusty guardian angel … he's got another one

He doesn't mind... he doesn't care … 'Bout any other fuckin' gun

 

Love is not a game to play

Love… you your part again

 

Quando Dirty andò a Las Vegas per sputtanare tutti i soldi della rapina

Non gli fregò nulla di starsene nascosto e coperto

Pensava di avere macchine e pistole d’oro, e di essere quello che comanda il gioco

E poi credeva di avere un angelo custode tutto suo, anzi, due

Ma non sapeva che l’amore è un gioco truccato… il banco vince sempre

 

DISCO DUKE

Shake it … Feel it … Move it … Goove it … with the Disco Duke

 

When I look into your eyes

I can fell myself alright

I can dance for days and nights

 

I will rock yo for tonight

I will make you really right

You will dance for days and nights

 

Bimba! Ballami addosso!

 

 

DOORZZ DUKE

She oozes dance appeal … and I can feel it so real

She oozes sex appeal … I’m waiting her to reveal …

Keep your eyes on the road … keep your hands on your car

Keep your eyes on the road … you gotta go to the bar … you gotta go not so far

Wake up late in the morning … and I ain’t got a beer

Wake up late in the morning … she needs more of my beard

Wake up without a beer … feeling rusty like a deer … she needs more of my beard

 

Now you need a new shore … you were sailing for more

Yes you need a new shore … but you know … every beach is a whore

 

Lei mi provoca … mi fa sentire vivo

Voglio vedere dove vuole arrivare

Devo stare concentrato … ma ho bevuto troppo

Vuole portarmi lontano … e si avvicina

Ho la faccia di un relitto e sono più arrugginito del trattore

 

Le donne in divisa blu … sono tutte cattive

 

LADY DUKE

If you want to be my moon … I’ll be your ocean

If you want to be my alien … I’ll be your starship

If you want to be my Queen … I’ll be your servant

If you want to be my star … I’ll be your roadie

 

If you want to be my kiss … I’ll be your garlic

If you want to be my meat … I’ll be your vegan

If if you want to be my chain … I’ll be your pain

If you want to be my fire … I’ll be your love

 

If you want to be my Judas … I’ll be your Jesus

If you want to be my god … I’ll be your bigot

If you want to be my gun … I’ll be your head

If you want to be my yokoI’ll be your Johnny

 

My Lady Duke

 

Luna = Oceano

Alieno = Navicella spaziale

Regina = Servo

Rockstar = Roadie

Bacio = Aglio

Carne = Verdura

Tortura = Dolore

Fuoco = Amore

Giuda = Gesù

Yoko = John

 

Amore mio = Tu

 

JACKAL DUKE

Jackal … you traitor … Asshole … you dung … I met your wife … that bitch …

You coward … you bastard … You wanker … for life … You spit … you piece of crap

You Poser … you’re just a fag .. You nil … you don’t mean nothing … Deep in your soul … you’re rotten

 

Sorry man … it’s just a bad day

And so fuck off

 

Sciacallo, traditore, stronzo, pezzo di merda, cornuto, codardo, bastardo, cazzo moscio, mezzasega … Spazzatura, frocetto, frociaccio, non vali un cazzo e sei profondamente marcio …

 

Scusa … giornataccia

 

BROWNIE DUKE

All we have a master… he’s a master blasterObi Wan Kenobi Duke

All we have a leader… Eagle of the losers … he’s the Johnny Koenig Duke

All we have a captain … he’s always on the fast lane … he’s the James Tiberius

All we have a tripper… who could help you longer … he’s the very Doctor Duke

All we have a planet… surfin’ with an alien … he’s the Silver Surfer Duke

All we have a birth … fallin’ to this Earth … he’s the greatest the White Duke

 

There’s a pinky moon… Mojo Workin’ … ‘n dust my broom … he’s the only Goldrake Duke

There’s a leather moon… Mojo Workin’ … ‘n dust my broom … Arthur Fonzarelli Duke

 

Universe is not a limit … for the Brownie Duke

 

Brunetto è il nostro maestro Jedi …

È il comandante Koenig, il Capitano Kirk …

Lui è Doctor Who, Silver Surfer …

David Bowie …

Lui è meglio di Actarus e di Fonzie

 

La sua casa è l’universo

 

AMING DUKE

He’s the best in town … they’re calling him The Arming Duke

He’s the gunny clown … they’re calling him The Arming Duke

 

When they try to put you down … don’t worry, there’s The Arming Duke

At the end of every day … in your pub… there’s The Arming Duke

When your love is on the way … don’t cry… there is The Arming Duke

When your money are going away … stand up… there’s The Arming Duke

If you lose yourself around … you’re safe… there’s The Arming Duke

When your team is loosing ground … believe … there is The Arming Duke

When your myths are falling down … go on… there’s The Arming Duke

 

I tell you load and clear … now he’s got a beer

Trow another pound … he will have another round

The kids are goin’ to burn down the house

 

Lui è il numero uno ... lui è l'Armando

Se cercano di spezzarti le gambine … non ti devi preoccupare

Se sei distrutto da una giornata di lavoro infame … beviti una birra con lui

Se la tua morosa sta venendo a rivendicarti la vita … non piangere

Se hai finito tutti i soldi … resisti … se sei depresso … sei salvo

Se la tua squadra ne ha presi 3 in casa … credici

Se i tuoi eroi sono finiti nella merda … tranquillo

 

Ma non dimenticare di pagargli un’altra birra

Se vuoi che i suoi ragazzi facciano saltare in aria il palazzo

 

BARACCA DUKE

Under the Baracca’s Bridge … Little Pierodoin’ a shit

All we have to say “Hooray! Piero!”

And the Doctor comes to see … And he saidIs 33”!

All we have to say “Hooray! Piero!”

 

Sotto il ponte di Baracca c’è Pierin che fa la cacca

La fa dura, dura, dura e il dottore la misura

La misura 33 … uno … due … Evviva!!!

 

LUCKY DUKE

Love is just a trick … a buck

Love is just to suck … to fuck

Love is like a drug … a cure

Love is not so bad … not so good

Love is only dirt … only flirt

Love is like to fly … to die

 

And I'm just fallin’… yes I’m fallin

And I'm just fallin’ in love                  

 

Ha fatto più morti l’amore della fame

 

RASTA DUKE

She lives to break my balls … to smash my bones … to drive my van

She lives to rule my bulls … to burn my beans … to thrill my skin

She lives to steal my bike … to crash my toys … to drink my Stock 84

She lives to brush my tail … to slash my dreams … to drill my cock … she lives to love in vain

 

She’s my Croco-way Baby … And I am a Loco-way dude … the Croco-way Baby … the Loco-way Duke

 

… free your dog

 

Lei è una rompicoglioni … una scassaossa

Non imparerà mai a parcheggiare … e vuole comandare la stalla

Vuole dar fuoco al mio orto … e farmi vivere nella paura

Mi ruba la bicicletta … e mi rompe i modellini Burago

Si è bevuta l’intera botte … e ha dato fuoco al mio divano

Lei è una triturasogni … una vera scassacazzi … e non sa cos’è l’amore

 

Ma io l'amo nonostante quella sua pupilla verticale?

 

… ma è meglio liberare il cane prima che si mangi anche quello

 

LOVE DUKE

Standing on a line … waiting for a dime

Standing on a tree … waiting for a pee

Standing on a beach … waiting for a bitch

Standing on a dock … waiting for a yacht

Standing on a crossroad … waiting for a boardwalk

Standing on a car … waiting for a wall

Standing in the black woods …

 

And I’m just looking for a lover

I’m an ordinary loser … you know

 

I don’t matter about those … rainy days

I don’t matter about those … sunny days

‘cause love is enough

 

Avevo finito i soldi del parchimetro … mi scoppiava la prostata

Ho pisciato sulla sabbia nell’attesa di quella puttana

 

Lei è tutti quegli stronzi che gli piace frequentare

Dovrei metterla sotto con la macchina e tornare ai boschi da dove arrivo

 

Sono un povero coglione … ma non mi frega se piove o no

Ho dato fuoco a tutto … amare è bruciare

 

SERGENT DUKE

You can buy guitars … a drum … a microphone

You can buy a harp … a flute … a tuner

You can buy a keyboard … a cable … a songbook

You will be a star … on tour … baby you will drive my car

You will be The Man … The Boss … The Biggest One

 

Viva Sergeant Duke

 

Tra campi di fragole, sagrati di chiese

Quartieri d’infanzia e cortiletti da piovra

Tra tour magici e misteriosi circondati da perline norvegesi

 

Verrà Keith Richards e si berrà tutte le vostre birre

 

BABY DUKE

The moon … will join the sun … the night … will join the light … the Boogeyman … will join the Boogie

The Dark Man … will join the Lullaby … the Howlin’ Wolf … will join the Blues

And the Lizard King … will join the joint

 

Dream… follow your dreams

 

Sogni d’oro

 

 


 

 

 

EP3C5656

 

EP3C5575

 

 

 

 

 

 

 

Ducolis: il peccato mortale

 

Lo avevamo detto che erano selvatici questi Ducolis, ma pensavo fosse uno scherzo, un gioco di teatrino per rendere più accattivante la loro strana figura. E invece? Invece scompaiono praticamente del tutto, rinunciando a realizzare l’ultimo album che hanno scritto, ma lasciandone una testimonianza Live nell’unico loro concerto del 2019 (Live At Nistoc).

Defence. Ecco il titolo del lavoro che era in programma. Pensavo fosse un messaggio di resa, di fuga, invece, era il solito grande grido dei Ducolis che, utilizzando un tipico gergo sportivo (hockeystico, nella fattispecie), avevano in serbo 8 canzoni di puro e liberatorio rock’n’roll.

Questi sono gli appunti che mi sono permesso di aggiungere a una scaletta originale (nda. unica cosa, insieme ai testi, che mi era stata anticipata) che avrebbe sicuramente confermato e arricchito quanto già raccontato in Free Your Dog (e nell’allegato racconto Pescegatti e pescecani)

 

L’album avrebbe dovuto aprirsi con una Porky Duke che sembra raccontarci il peggiore degli esseri umani moderni: l’attempato nostalgico, imbruttitosi senza rendersi nemmeno conto di niente. Accadono cose vere e accadono cose immaginate, ma il nostro “maiale” da veranda, non si pone il problema.

 

Porky DukE

I'm at the top ... yeah ... the duke at the top

I'm in the plot ... yeah ... the duke of the plot

I'm in a bog ... yeah … the duke of the bog

I'm in the flood ... yeah … I'm the duke of the flood

I’m at the mop ... yeah ... the duke of the mop

I’m just a flop … yeah ... the duke is the flop

Duke in the porch

I give you so much

Duke in the porch

I like you so much

I'm driving faster ... I'm driving a Porsche

I'm getting faster ... I'm in total control

I'm flyin’ faster ... I'm flyin’ alone

I’m goin’ faster … yeah … the Duke in the porch

Sono il migliore, sono il peggiore

Amo la mia veranda

È qui che posso darti il meglio

Sono il migliore…

 

Forse il secondo brano è un omaggio a Franco Califano, o forse ci conferma che il nostro Porky Duke sta esasperando volutamente le cose di cui si non vuole rendersi conto. C’è della consapevolezza che inizia ad emergere, e il solito giochetto della “supplica amorosa” in chiave rnr assume toni che non sono chiari fino in fondo. Stilemi lirici di Chuk Berry, di Little Richard, riportati con piglio Springsteeniano (quello di Ramrod, o di Two Hearts, quello allievo e servo del rnr old style)

 

Califfo Duke

I tried to love you …

I tried to kiss you … honey

But at the really end I’m still alone … I give it up

I gave you roses

I brought you candies

But at the really end I’m still alone … I give it up

So tell me why … please tell my why …

Tell me the day when you could be mine

I’m goin’ to die … I don’t know why …

So tell me why … please tell my why …

Tell me the day when you could be mine

I’m goin’ to die … no way to try … baby be mine …

Just tell me why … so tell my why …

Tell me the day when you could be mine

It’s me … myself and I … goodbye

I brought my faith… Johnny

And I lost my mates … Mommy

But at the really end I’m still alone … I give it up

I brought you jewels

I lost this duel

But at the really end I’m still alone … I give it up

Le sto provando tutto, amore

Dimmi il giorno che ti avrò

Questa attesa mi uccide

 

Tornano i “miti” dei Ducolis. Un approccio cinematografico-letterario che in questa Mexico Duke ci racconta di un ragazzo messicano clandestino che, arrivato a Los Angeles, si innamora delle bellezze di Downtown. Classici cliché che, in veste quasi RhtB, ci regalano un esercizio di stile meravigliosamente riuscito.

 

Mexico Duke

Downtown girl … walkin’ on shopping

I see you around … and you’re so excititn

My dreaming rose … smell up my days … again

Too many Martinis … It’s nice to be easy

I’m your Valentino … you light up my days

My beautiful curse … and you wanna be my nurse …

High school baby … high class baby bye bye

Love is a war … it’s only for soldiers

Fight by my side …

And I will be your comrade … girl

Love all your enemies … sugar …

For shure they will love you … cougar

We need to be loved … ‘cause love it’s all … is all we need

You are a winner … don’t kill me

I’m your supporter … please feel me

Wonderful creature … you the future to me?

High school baby … high class baby bye bye

Love is a war … it’s only for soldiers

Fight by my side …

And I will be your comrade … girl

Downtown girl … always on shopping

Watchin’ you around … you’re bloomin’ besides me

My flavourite flower … still in my days … again

Provaci con me

Rischiati un messicano, e saremo amici

 

Il capolavoro dell’album, Brainless Duke, si dipana in stile Pulp (nel senso letterario del termine) per raccontare l’evolversi emotivo e fisico del più classico dei momenti bui dell’uomo normale: da Heartbreak Hotel, a Nothing Compares To you, passando, perché no, per Always di Bon Jovi. Un brano apocalittico, intriso di un malsano desiderio di autodistruzione. Roba che avrebbe potuto stare benissimo negli album di Lou Reed di fine ’70.

 

Brainless Duke

Thirteen days ... and I lost my job

I lost my truck ... and I lost my flat

Fourteen days ... I lost my cat

Don’t give a damn … I’m ok …

Fifteen days ... and I can wait

I lost my cup ... and I lost my faith

Sixteen days ... and I lost my hate

Don’t give a damn … I’m ok …

Don’t give a fuck … I got one more day …

Seventeen days ... and I still sound

I lost my sound … and I lost my band

Eighteen days … I lost my friends

Don’t give a damn … I’m ok …

Don’t give a fuck … I got one more day …

Nineteen days … and I lost my brain

Twenty days … and I lost my ways

And maybe the next … could be the best

Don’t give a damn … I’m ok …

Don’t give a fuck … well ... I got one more way …

… walking the boardwalk … the boardwalk … I walk …

Twenty-one days … and I lost my fish …

 

Passano i giorni, ma riesco a camminare

 

A rimettere temporaneo ordine nell’analisi del personaggio Porky Duke, arriva un omaggio a Chuck E Weiss. Un rockabilly divertente e costruito con mestiere che va ben oltre la classe. C’è molto Tropicana Motel in questa canzone e, i riferimenti a Dino Martino, in stile quasi Happy Days, sono ciliegine su una torta che sembra essere stata imbottita di dinamite.

 

Chuck E. Duke

You're so funny … you're so fine

You're so good … you're in the mood

I love you more … I love you ancora

So love me more … so love me amore

You are the cream ... so make me scream

You are my dream … so let me in

I love you more … I love you ancora

So love me more … So love me amore

And dance dance dance I wanna dance all night

And dancing dancing … on the dance DANCEFLOOR

'cause we got fun fun fun ... I love you amore

A lot of fun fun fun ... I love you more

Fun fun fun ... I love you amore

Fun fun fun ... I love you ancora

It’s ting-a-ling-a-ling  and you'll sing "Vita bella"

It’s tippy-tippy-tay … like a gay tarantella

Rockin’ the moon …

And dance dance dance I wanna dance all night

And dancing dancing on the dance dancefloor

'cause we got fun fun fun ... I love you more

A lot of fun fun fun ... I love you ancora

Fun fun fun ... I love you amore

Fun fun fun ... I love you ancora

Io e te

Nessun altro

 

Altro capolavoro è questa Pissed Off Duke che ci ricorda molto i Pearl Jam che accompagnano lo zio Neil Young (Porky Duke?) in quel Mirrorball che ricordiamo tutti con grande gioia. Qui non ci sono fronzoli. Puro Rock’n’Roll, di una cattiveria che ci ricorda, a tratti, quella già espressa in Jackal Duke. Cattiveria repressa che se ne esce come è naturale che sia, con violenza.

 

Pissed off Duke

Anyway I got to run

I cannot raise my hands … you mister

Anyway I got no time

No way to say you why … you sister

Anyway I got to ride

I cannot move my hands … you master

Anyway I got no time

No way to say you … hey … my my

Hey mister … leave me alone

I’m really pissed off … pissed off

Leave me alone … because I’m pissing myself …

Anyway I got to fight

I got to use my hands … you mister

Anyway I got the time

I can explain you why … you sister

Anyway you got to hide

You got to feel my hands … you master

Anyway it’s just the time

No time to say you … hey … my my

Where’s my monkey …

Where’s my donkey …

Honky tonky crazy lazy baby …

Sono pazzo, levati dai coglioni

Non è un consiglio

 

È forse con I See D. Duke che il vero obiettivo di questo disco viene rivelato. Del resto è in questo brano che aleggia il claim sportivo “Stay in defence”. Analisi banale, ma efficace forse proprio per questo, della banalità della vita sociale moderna. Una schifezza di giungla egoista in cui sbagliarsi, per colpa della fretta dove, comprare per sbaglio e per fretta birra analcolica, non è un autogol, ma un capo d’accusa senza possibilità di difesa. Troppo divertente.

 

I See D. Duke

It's over and over ... again

My heroes are goin’ to play

Another great Superbowl day

My fellows are comin’ … my brothers are comin’ to stay

Well… I don’t like to go to the mall

And… I don’t like to go through this hell

People are bad … women are worse

They carry themselves all the hate of the world

Defensedefense

Be strong in defense

 

It's over and over ... again

Morons’ are goin’ to play

We have the meats … we have the chips …

We have the sauce … fuck!!! I need only beer!!!!!!!!!!

In parking the rule is: “no yield!”

I don’t fear to burn in this hell

Today is slow price ... it’s just for today

You pay a six-pack … and you can have ten

Defensedefense

Be strong in defense

It's over and over ... again

My heroes are goin’ to play

It's over and over ... again

Our heroes are goin’ to play

It's over and over ... again …

And I did the greatest mistake

It’s non-alcohol … it’s non-alcohol … it’s non-alcohol

Fuck It’s non-alcohol…

Vorrei quella in offerta

Grazie…

 

La chiusura, come si può temere, è assolutamente profetica. I Ducolis scompaiono, amore o non amore. Un brano che sembra essere figlio di Shall Be Relesead, ma fornendoci una liberazione da leggere in chiave negativa. Forse un modo cattivo di chiudere un album, ma pur sempre con il messaggio: “non importa, me la caverò”.

 

jersey Duke

Spending time … and time again

Rock’n’Roll is on the way

Wasting time … and time again … my love

Rock’n’Roll is on the rocks

Nevermind … you are mine

Nevermind I feel fine

I watch the sky over the wall

In the sunset … no one else

I wish the sky beetwen these walls

In the sunset … with myself

Yes you know … where you belong

And I know … where I belong … too

I can feel it in my blood … my love

Rock’n’Roll is on the rocks

Nevermind … you were mine

Nevermind I feel fine

I watch the sky over the wall

In the sunset … no one else

I wish the sky beetwen these walls

In the sunset … with myself

City’s streets … we’re walkin’ on

They got the rythym … beating on … and on

Rock’n’Roll is out of tune … my love

Rock’n’Roll is on the rocks

Non importa

Me la caverò

 

Tutto qui. Delusi? Lo sono anch’io. I Ducolis, capitanati da quel “mostro” di Alessandro Ducoli che, incredibilmente, non si capisce come faccia a non essere valutato per quello che è (a fronte, peraltro, di episodi incresciosi della musica italiana, rock e non, che vengono sdoganati come genio… evito di farvi nomi e titoli, prendetene uno a caso di quelli che sentite per radio), sembrano aver preso strade diverse. Considerato che gli altri tre Ducoli sono anche meglio di lui, tutto questo mi lascia senza ulteriori parole.

 

(Maximilian Dutchman. Lisbona, febbraio 2020; Rock Files)

 

EP3C56069

1113

 

 

 

 

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